La Carta docente è un portafoglio elettronico destinato alla formazione e all’aggiornamento professionale degli insegnanti. La misura nasce con la Legge 107/2015, conosciuta come “Buona Scuola”, ma dal 2026 presenta importanti novità relative all’importo, ai beneficiari e alle spese ammesse.
Per l’anno scolastico 2026/2027, il Decreto Ministeriale 59 del 31 marzo 2026 ha fissato il valore della Carta docente a 383 euro. L’importo, quindi, non corrisponde più automaticamente ai 500 euro previsti negli anni precedenti. La normativa stabilisce infatti che il MIM e il MEF determinino ogni anno la somma da assegnare, tenendo conto del numero dei beneficiari e delle risorse disponibili.
La Carta docente 2025/2026 è disponibile dal 9 marzo 2026. Le somme non utilizzate entro la conclusione dell’anno scolastico potranno essere spese anche nel 2026/2027, salvo i limiti previsti per hardware e software.
A chi spetta la Carta docente nel 2026?
La principale novità riguarda l’estensione strutturale della Carta docente ai precari. Per l’anno scolastico 2025/2026 possono ricevere il bonus non soltanto gli insegnanti assunti a tempo indeterminato, ma anche i docenti con un contratto fino al 30 giugno o al 31 agosto.
Rientrano tra i beneficiari i docenti di ruolo delle scuole statali, compresi quelli con contratto part-time, i docenti neoassunti durante il periodo di formazione e prova, i supplenti annuali con incarico fino al 31 agosto, i supplenti fino al termine delle attività didattiche con contratto al 30 giugno e il personale educativo dei convitti e degli educandati statali.
La Carta spetta anche ai docenti dichiarati inidonei all’insegnamento per motivi di salute, al personale docente in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o diversamente utilizzato, agli insegnanti delle scuole italiane all’estero e ai docenti impiegati nelle scuole militari.
Restano esclusi dalla nuova assegnazione i supplenti brevi e saltuari, il personale ATA e, in linea generale, i docenti delle scuole paritarie. Chi ha svolto supplenze negli anni precedenti e non ha ricevuto il bonus può comunque valutare, con l’assistenza di un professionista, se esistono i presupposti per chiedere il riconoscimento delle annualità pregresse.
Carta docente: cosa si può acquistare?
La Carta docente non rappresenta un contributo da spendere liberamente. Il credito deve finanziare beni e servizi collegati alla formazione, all’aggiornamento professionale e alla crescita culturale dell’insegnante.
È possibile acquistare libri, manuali, testi, riviste e pubblicazioni, sia in formato cartaceo sia digitale. I contenuti non devono necessariamente riguardare la materia insegnata, purché contribuiscano alla formazione culturale e professionale del docente.
La Carta permette anche di pagare corsi di formazione e aggiornamento organizzati da enti accreditati o qualificati dal MIM, corsi di lingua, certificazioni, corsi di laurea, master universitari e percorsi post lauream coerenti con il profilo professionale.
Il credito può inoltre coprire biglietti e abbonamenti per cinema, teatri, musei, mostre, eventi culturali e spettacoli dal vivo, oltre alle iniziative coerenti con il Piano triennale dell’offerta formativa della scuola.
Dal 2025/2026 rientrano tra le spese ammesse anche gli strumenti musicali e i servizi di trasporto di persone, purché l’esercente o il gestore risulti accreditato sulla piattaforma. Prima di creare il buono conviene sempre controllare la sezione “Dove spendere i buoni”, perché non tutti gli operatori accettano la Carta docente.
Carta docente per PC, tablet e software: cosa cambia?
Il Decreto Ministeriale 59/2026 ha introdotto un limite importante per l’acquisto di hardware e software. Dal 2025/2026 il docente può utilizzare il bonus per questi prodotti in occasione della prima erogazione della Carta e, successivamente, una volta ogni quattro anni scolastici.
I docenti che avevano già ricevuto la Carta negli anni precedenti possono acquistare hardware e software durante l’anno scolastico 2025/2026, anche se avevano già effettuato acquisti tecnologici in passato. La finestra attuale termina il 31 agosto 2026; dopo questa data scatterà il vincolo quadriennale.
Il limite riguarda, per esempio, computer, notebook, tablet e programmi informatici ammessi. Le somme che resteranno nel portafoglio dopo il 31 agosto 2026 potranno essere utilizzate per le altre categorie di spesa, ma non consentiranno di aggirare il blocco previsto per hardware e software. Il vincolo quadriennale è previsto dall’articolo 3 del DM 59/2026.
Carta docente: come utilizzarla
Per utilizzare la Carta docente bisogna accedere alla piattaforma ufficiale Carta del Docente tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica.
All’interno dell’area riservata il docente può controllare il saldo disponibile, consultare le operazioni effettuate e creare un buono elettronico. Prima della generazione occorre scegliere se l’acquisto avverrà online oppure presso un esercizio fisico, indicare la categoria del bene o del servizio e inserire l’importo richiesto.
Il sistema produce un buono dotato di codice identificativo, che può essere stampato, salvato sul telefono oppure mostrato direttamente all’esercente. Se il buono non è stato ancora utilizzato, il docente può annullarlo e recuperare la somma nel proprio portafoglio.
Prima di procedere con l’acquisto è importante verificare che il prodotto e il venditore risultino effettivamente ammessi. La presenza di un esercente sulla piattaforma, infatti, non rende automaticamente acquistabili tutti i beni presenti nel suo catalogo.
Quando scade la Carta docente 2025/2026?
Il credito di 383 euro relativo all’anno scolastico 2025/2026 non deve necessariamente essere speso entro il 31 agosto 2026: il DM 59/2026 consente di utilizzare le somme residue anche durante l’anno scolastico 2026/2027.
Occorre però distinguere questa regola dalla scadenza relativa alla tecnologia. Il 31 agosto 2026 rappresenta l’ultimo giorno della finestra attuale per acquistare hardware e software. Dal 1° settembre si applicherà il limite quadriennale previsto dalla nuova normativa.
Ad agosto 2026, quindi, conviene controllare con attenzione la composizione del proprio portafoglio, la provenienza delle somme residue e la propria posizione contrattuale. Per conoscere saldo, disponibilità e scadenze effettive fa sempre fede quanto indicato nell’area personale della piattaforma ufficiale.
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