Se sei entrato in ruolo il 1° settembre 2026, probabilmente stai cercando informazioni su INDIRE neoassunti per capire quando aprirà la piattaforma, quali documenti dovrai compilare e come otterrai la conferma in ruolo.
Il primo punto da chiarire è questo: l’anno di formazione e prova è già iniziato con la presa di servizio, anche se l’ambiente online non è ancora disponibile.
Il DM 226 del 16 agosto 2022 continua a disciplinare gli aspetti principali del percorso. Al 14 settembre 2026, invece, il Ministero non ha ancora pubblicato la nota operativa per il 2026/2027, che dovrà definire il calendario degli incontri, le modalità dei laboratori e l’apertura dell’ambiente INDIRE.
L’ultima comunicazione disponibile è la Nota MIM n. 95371 dell’11 dicembre 2025, relativa all’anno scolastico 2025/2026. In quell’occasione, INDIRE ha aperto la piattaforma il 19 dicembre 2025, alcuni mesi dopo l’inizio del servizio.
Sul fronte delle assunzioni, il DM n. 136 del 10 luglio 2026 ha autorizzato fino a 46.642 immissioni in ruolo di docenti per il 2026/2027, suddivise tra graduatorie concorsuali e GAE. Questa cifra rappresenta il contingente massimo autorizzato, non il numero effettivo dei nuovi assunti. Circa 9.000 posti, infatti, sarebbero rimasti senza titolare per mancanza di aspiranti.
Per ottenere la conferma in ruolo devi completare quattro passaggi fondamentali:
- 180 giorni di servizio durante l’anno scolastico, dei quali almeno 120 dedicati alle attività didattiche.
- 50 ore di formazione, suddivise tra incontri, laboratori, peer to peer e attività online.
- Compilazione dei bilanci di competenze e del portfolio professionale sulla piattaforma neoassunti.indire.it.
- Colloquio finale davanti al Comitato di valutazione, seguito dalla decisione del dirigente scolastico.
Chi deve svolgere l'anno di prova nel 2026/27 e chi è esonerato
L’articolo 2, comma 1, del DM 226/2022 individua i docenti che devono svolgere il periodo di formazione e prova.
Rientrano in questa categoria:
- I docenti che svolgono il primo anno di servizio con contratto a tempo indeterminato, indipendentemente dalla procedura di reclutamento.
- I docenti che hanno ottenuto una proroga perché negli anni precedenti non hanno completato il percorso o non hanno raggiunto i 180 giorni di servizio e i 120 giorni di attività didattica.
- I docenti che devono ripetere il percorso dopo una valutazione negativa.
- I docenti che hanno ottenuto un passaggio di ruolo, cioè sono passati a un diverso grado di istruzione.
Chi è esonerato: cosa dice la nota 95371/2025
Il punto 3 della Nota MIM n. 95371 dell’11 dicembre 2025 chiarisce quando un docente può beneficiare dell’esonero.
Se sei già di ruolo, hai superato l’anno di prova e ottieni una nuova immissione nello stesso grado di istruzione, non devi ripetere il percorso. Questa regola vale anche quando la nuova assunzione deriva da una procedura concorsuale diversa.
Nello stesso grado di istruzione, il passaggio tra posto comune e sostegno non richiede un nuovo anno di prova. La normativa considera infatti equivalente il grado scolastico, anche se cambia la tipologia di posto.
Per la scuola secondaria di secondo grado esiste però un’eccezione: il docente che passa da una classe di concorso della Tabella B, relativa agli insegnanti tecnico-pratici, a una classe della Tabella A deve svolgere nuovamente l’anno di formazione e prova.
Se cambi grado di istruzione, per esempio dalla scuola primaria alla secondaria, devi invece ripetere il percorso perché si configura un passaggio di ruolo.
Contratto finalizzato al ruolo: il caso dei vincitori PNRR non abilitati
Se hai vinto un concorso PNRR ma non possedevi ancora l’abilitazione al momento della presa di servizio, potresti aver sottoscritto un contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo anziché un contratto a tempo indeterminato.
In questo caso, di norma, l’anno di formazione e prova non inizia subito. Prima devi conseguire l’abilitazione e ottenere la successiva trasformazione del contratto a tempo indeterminato. Il periodo di prova partirà dopo l’assunzione definitiva, secondo le modalità previste dalla normativa applicabile alla tua procedura.
La finestra che nel 2025/2026 consentiva ad alcuni vincitori di ottenere l’assunzione a tempo indeterminato in corso d’anno, conseguendo l’abilitazione entro il 31 dicembre, riguardava quello specifico ciclo di reclutamento.
Per evitare errori, chiedi alla segreteria una conferma scritta sulla natura del contratto sottoscritto e sulla decorrenza del tuo periodo di formazione e prova.
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Immissioni in ruolo: chi deve svolgere l'anno di prova?
180 giorni, 120 giorni e 50 ore: come si contano, anche in part-time
L’articolo 3 del DM 226/2022 stabilisce i requisiti di servizio. Devi maturare almeno 180 giorni di servizio durante l’anno scolastico e, all’interno di questo periodo, almeno 120 giorni di attività didattiche.
Le due soglie non coincidono e devi raggiungerle entrambe.
Nel conteggio dei 180 giorni rientrano anche i periodi di sospensione delle lezioni, gli scrutini, gli esami e gli altri impegni collegati al servizio. I 120 giorni comprendono invece le giornate dedicate alle lezioni e alle attività direttamente collegate alla didattica, come progettazione, valutazione, riunioni collegiali e formazione.
In particolare:
- Contano nei 180 giorni: le giornate di lezione, i periodi di sospensione delle attività didattiche, gli scrutini, gli esami e gli impegni di servizio.
- Contano nei 120 giorni: le lezioni e le attività valutative, progettuali, collegiali e formative svolte a scuola.
- Conta il primo mese di astensione obbligatoria per maternità.
- Non contano: ferie, congedi ordinari e straordinari e periodi di aspettativa.
- Part-time: le soglie dei 180 e dei 120 giorni si riducono in proporzione all’orario di lavoro.
- Formazione: le 50 ore non si riducono in caso di part-time. Restano invariati anche il tutoraggio, il peer to peer, il portfolio e il colloquio finale.
Se non raggiungi i giorni: proroga, non bocciatura
Se non raggiungi le soglie a causa di maternità, malattia, aspettativa o presa di servizio tardiva, il dirigente proroga il periodo di prova all’anno scolastico successivo, come prevede l’articolo 438 del D.Lgs. 297/1994.
Non perdi il ruolo e non ricevi una valutazione negativa. Semplicemente, completerai il percorso nell’anno successivo.
La proroga per il mancato raggiungimento dei giorni è quindi diversa dalla ripetizione dell’anno di prova dopo un giudizio negativo.
Le fasi del percorso INDIRE neoassunti: dal bilancio di competenze al portfolio
Le 50 ore di formazione non costituiscono un unico corso. Il DM 226/2022 le suddivide in quattro aree, alle quali si affiancano i documenti necessari per seguire e descrivere lo sviluppo professionale del docente.
1. Bilancio di competenze iniziale
Il bilancio iniziale descrive le competenze che possiedi all’inizio dell’anno e individua gli ambiti nei quali vuoi migliorare.
Lo compili nell’ambiente INDIRE con il supporto del tutor, rispettando i tempi che indicherà la nota annuale. Non prevede un voto e non costituisce un esame. Serve a orientare il percorso formativo e a rendere più consapevole la tua crescita professionale.
2. Patto per lo sviluppo professionale
Il bilancio iniziale rappresenta il punto di partenza per il patto di sviluppo professionale, che sottoscrivi con il dirigente scolastico dopo il confronto con il tutor.
Il patto definisce gli obiettivi formativi da raggiungere durante l’anno e orienta la scelta dei laboratori e delle attività di approfondimento.
3. Incontri iniziali e finali (6 ore)
Il percorso prevede un incontro iniziale e uno conclusivo, per un totale di 6 ore.
Durante l’incontro iniziale, l’Amministrazione presenta la struttura dell’anno di prova, gli adempimenti e le modalità di partecipazione. L’incontro finale serve invece a condividere esperienze, risultati e riflessioni sul percorso svolto.
Gli Uffici scolastici e le scuole polo organizzano gli incontri a livello territoriale, in presenza oppure a distanza. Comunicheranno date e sedi dopo la pubblicazione delle indicazioni ministeriali.
4. Laboratori formativi (12 ore)
I laboratori approfondiscono temi centrali per la professione docente, come inclusione, didattica digitale, gestione della classe, valutazione, orientamento e innovazione metodologica.
Nel 2025/2026 il Ministero ha collegato i laboratori ai percorsi disponibili sulla piattaforma Scuola Futura. La nota operativa per il 2026/2027 definirà l’organizzazione delle 12 ore e indicherà le attività riconosciute.
5. Peer to peer e osservazione in classe (12 ore)
Il peer to peer rappresenta la parte più pratica del percorso. Tu e il tutor progettate un’attività, osservate reciprocamente le lezioni e vi confrontate sugli aspetti metodologici, relazionali e organizzativi.
Conviene programmare le osservazioni con largo anticipo. Se le rimandi alla fine dell’anno, rischi di sovrapporle a scrutini, esami e altri adempimenti conclusivi.
6. Formazione online e portfolio professionale (20 ore)
Sulla piattaforma neoassunti.indire.it costruisci il portfolio professionale digitale. Qui documenti il tuo percorso, inserisci le attività didattiche più significative, compili il bilancio finale delle competenze e completi i questionari previsti.
Il Comitato di valutazione utilizzerà il portfolio come punto di partenza per il colloquio finale. Per questo motivo conviene aggiornarlo durante tutto l’anno, senza concentrare il lavoro negli ultimi giorni.
Per maggiori info:
Come si compila il portfolio digitale?
Piattaforma INDIRE neoassunti non ancora aperta: cosa fare adesso
Al 14 settembre 2026, l’ambiente INDIRE dedicato all’anno scolastico 2026/2027 non risulta ancora attivo e il Ministero non ha comunicato una data ufficiale di apertura.
Nell’anno precedente, la Nota n. 95371 è uscita l’11 dicembre 2025 e INDIRE ha aperto l’ambiente il 19 dicembre. La piattaforma può quindi diventare disponibile quando il percorso è già iniziato da alcuni mesi.
Nel frattempo puoi occuparti di diversi adempimenti:
- Tieni un conteggio personale dei giorni di servizio e di attività didattica a partire dalla presa di servizio.
- Chiedi il nome del tuo tutor: il dirigente lo individua dopo aver sentito il Collegio dei docenti.
- Programma con il tutor il peer to peer, anche se la piattaforma non è ancora aperta.
- Raccogli i materiali per il portfolio: progettazioni, verifiche, attività, osservazioni e prodotti realizzati con le classi.
- Chiedi alla segreteria quando e come presentare la dichiarazione dei servizi pre-ruolo.
- Controlla le credenziali SPID o CIE e verifica l’indirizzo e-mail comunicato alla scuola.
- Segui le comunicazioni della scuola, dell’Ufficio scolastico regionale e della scuola polo incaricata della formazione.
Il tutor e il Comitato di valutazione: chi fa cosa
Il tutor e il Comitato di valutazione svolgono compiti differenti. Il tutor accompagna il docente durante il percorso, mentre il Comitato partecipa alla valutazione finale.
Il tutor
Il dirigente scolastico designa il tutor dopo aver sentito il Collegio dei docenti. Quando possibile, sceglie un insegnante della stessa classe di concorso, dello stesso ambito disciplinare o di un settore affine.
Di regola, ogni tutor segue non più di tre docenti neoassunti contemporaneamente.
Il tutor:
- Accoglie il docente nella scuola.
- Lo supporta nella compilazione del bilancio di competenze.
- Progetta insieme a lui le attività di peer to peer.
- Osserva le lezioni e si confronta sulle pratiche didattiche.
- Compila la griglia di osservazione prevista dal DM 226/2022.
- Presenta al Comitato l’istruttoria sul percorso svolto.
Il tutor non decide la conferma in ruolo. Fornisce al Comitato e al dirigente gli elementi utili per la valutazione.
Il Comitato di valutazione
Per l’anno di prova, il Comitato opera in composizione ristretta. Ne fanno parte:
- Il dirigente scolastico, che lo presiede.
- I tre docenti della componente interna, dei quali due scelti dal Collegio dei docenti e uno dal Consiglio di istituto.
- Il tutor del docente neoassunto.
I rappresentanti dei genitori o degli studenti e il componente esterno non partecipano alla valutazione dell’anno di prova.
Il Comitato esprime un parere obbligatorio, ma non vincolante. Il dirigente scolastico decide sulla conferma in ruolo. Se sceglie di discostarsi dal parere del Comitato, deve spiegare e motivare la propria decisione.
Colloquio finale, esito e vincolo triennale
Al termine dell’anno scolastico, dopo la conclusione delle attività didattiche e degli esami ed entro il 31 agosto, sostieni il colloquio finale davanti al Comitato di valutazione.
Il colloquio parte dalle attività che hai svolto e documentato nel portfolio professionale. Devi consegnare il portfolio al dirigente scolastico, che lo trasmette al Comitato almeno cinque giorni prima della data fissata.
Il test finale, previsto dall’articolo 13, comma 3, del DM 226/2022, non consiste in un quiz. Il Comitato analizza e discute gli esiti dell’anno di formazione e prova, tenendo conto dell’istruttoria del tutor, della relazione del dirigente e delle competenze osservate durante il percorso.
Al termine della procedura possono verificarsi quattro situazioni:
- Esito positivo: il dirigente scolastico emana il provvedimento di conferma in ruolo.
- Esito negativo: il docente ripete il percorso nell’anno scolastico successivo e riceve anche la verifica obbligatoria di un dirigente tecnico.
- Seconda valutazione negativa: il docente non ottiene la conferma in ruolo.
- Giorni insufficienti: il dirigente dispone una proroga del periodo di prova, senza formulare una valutazione negativa.
Il docente può ripetere il periodo dopo un esito negativo una sola volta, come stabilisce l’articolo 1, comma 119, della Legge 107/2015.
Il vincolo triennale di permanenza
Il superamento dell’anno di prova non consente automaticamente di cambiare scuola.
L’articolo 399, comma 3, del D.Lgs. 297/1994 prevede un vincolo di permanenza triennale nella scuola di titolarità, fatte salve le eccezioni stabilite dalla normativa, come le situazioni di esubero o soprannumero sopravvenuto.
Prima di presentare una domanda di mobilità o assegnazione provvisoria, chiedi alla segreteria o a un consulente sindacale di controllare la tua posizione, perché eventuali deroghe dipendono dalla situazione personale e dalle regole applicabili all’anno di riferimento.
E la Carta del docente?
I docenti di ruolo rientrano nella platea individuata dall’articolo 3, comma 5-bis, del DL 127/2025, convertito dalla Legge 164/2025.
Il Ministero non ha ancora determinato l’importo della Carta del docente per il 2026/2027. Lo stabilirà un decreto interministeriale, che la normativa prevede entro il 30 gennaio.
Dal 15 settembre 2026, la piattaforma torna accessibile per consentire l’utilizzo dei residui 2025/2026. Se durante lo scorso anno scolastico avevi un incarico annuale o fino al termine delle attività didattiche e hai ricevuto la Carta, puoi utilizzare il credito residuo fino al 31 agosto 2027, nel rispetto delle condizioni previste.
Il credito relativo al 2024/2025, invece, è scaduto il 31 agosto 2026.
Domande frequenti
Quando apre la piattaforma INDIRE neoassunti 2026/27?
Al 14 settembre 2026, il Ministero non ha ancora comunicato una data ufficiale. L’apertura dipenderà dalle indicazioni operative per l’anno scolastico 2026/2027. Nel ciclo precedente, il Ministero ha pubblicato la nota l’11 dicembre 2025 e INDIRE ha aperto l’ambiente il 19 dicembre. Il percorso, però, è già iniziato con la presa di servizio: nel frattempo puoi conteggiare i giorni, contattare il tutor e raccogliere i materiali per il portfolio.
Sono già di ruolo e ho vinto un altro concorso: devo rifare l'anno di prova?
No, se la nuova immissione riguarda lo stesso grado di istruzione e hai già superato l’anno di prova. Il punto 3 della Nota MIM n. 95371 dell’11 dicembre 2025 equipara, nello stesso grado, anche posto comune e sostegno.
Devi invece ripetere il percorso se cambi grado di istruzione oppure, nella scuola secondaria di secondo grado, se passi da una classe di concorso della Tabella B a una classe della Tabella A.
Le 50 ore di formazione si riducono se lavoro in part-time?
No. In caso di part-time si riducono proporzionalmente soltanto i 180 giorni di servizio e i 120 giorni di attività didattica. Le 50 ore di formazione, le attività di peer to peer, il portfolio e il colloquio finale restano invariati.
Quanti giorni di servizio servono per superare l'anno di prova?
Devi maturare almeno 180 giorni di servizio durante l’anno scolastico, dei quali almeno 120 dedicati alle attività didattiche, come prevede l’articolo 3 del DM 226/2022.
Nei 180 giorni rientrano anche i periodi di sospensione delle lezioni, gli scrutini, gli esami e il primo mese di astensione obbligatoria per maternità. Non rientrano, invece, ferie, congedi e aspettative.
Chi sceglie il tutor e cosa fa durante l'anno?
Il dirigente scolastico designa il tutor dopo aver sentito il Collegio dei docenti. Di regola, ciascun tutor segue al massimo tre neoassunti.
Il tutor ti accompagna nella compilazione del bilancio di competenze, svolge con te le 12 ore di peer to peer, osserva le attività didattiche e presenta al Comitato l’istruttoria sul percorso. Non decide, però, la conferma in ruolo.
In cosa consiste il colloquio finale davanti al Comitato di valutazione?
Il colloquio parte dalla presentazione delle attività svolte e del portfolio professionale, che il dirigente trasmette al Comitato almeno cinque giorni prima della data fissata.
Il test finale previsto dall’articolo 13, comma 3, del DM 226/2022 consiste nella discussione degli esiti del percorso, sulla base dell’istruttoria del tutor, della relazione del dirigente e delle competenze osservate. Il Comitato esprime un parere obbligatorio ma non vincolante; il dirigente scolastico adotta la decisione finale.
Cosa succede se non raggiungo i 180 giorni di servizio?
Il dirigente proroga il periodo di prova all’anno scolastico successivo, come prevede l’articolo 438 del D.Lgs. 297/1994. Non perdi il ruolo e non ricevi una valutazione negativa.
La situazione cambia quando il docente completa il percorso ma ottiene un giudizio negativo: in quel caso può ripetere l’anno di prova una sola volta, con la verifica obbligatoria di un dirigente tecnico.
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INDIRE neoassunti 2026: che ruolo svolge il tutor?
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