Concorso Scuola 2020, Formazione, Messa a Disposizione

Non solo a Natale: perché dobbiamo essere buoni… insegnanti

insegnanti

La scuola, oggi come in passato, svolge un ruolo importante: formare gli adulti di domani. Di conseguenza, l’insegnante è un punto di riferimento per i giovani e la classe la fucina dei futuri professionisti, dirigenti, cittadini. La scuola è il primo luogo dove si costruisce la società degli anni a venire, e come tale deve insegnare qualcosa di più delle semplici materie scolastiche: serietà, responsabilità, pensiero critico, persino educazione.

Peccato che ci si dimentichi facilmente di questa importante missione sociale della scuola. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: migliaia di posti vacanti, professionisti sempre sull’orlo del precariato, disorganizzazione diffusa. Ma come recita un famoso slogan natalizio, A Natale siamo tutti più buoni: quindi, invece di elencare cosa non va, questo Natale faremo qualcosa di diverso e rifletteremo insieme su cosa si può fare concretamente per migliorare la scuola. Il tutto partendo da una semplice domanda: cosa significa, oggi, essere dei “buoni” insegnanti?

Il ruolo dell’insegnante è quello di guidare

La parola insegnante ha una bellissima etimologia. La sua origine si deve al latino *insignare, ovvero “incidere, imprimere dei segni”. Non possono non venire in mente le tavolette di argilla in cui gli antichi imprimevano le loro parole e i loro calcoli. Senza rispolverare immagini troppo lontane nel tempo, questa etimologia ci suggerisce una cosa molto importante: il ruolo dell’insegnante è anche quello di lasciare il segno. Un segno che non sfuma nel tempo, ma che resta impresso e “segna” il futuro percorso di un alunno.

In altre parole, l’insegnante è una guida che aiuta a tracciare il percorso di crescita degli studenti, facendo conoscere il mondo, motivandoli e dando loro in mano tutti gli strumenti per muoversi in autonomia. Andare a scuola è sì studiare, ma anche maturare, diventare responsabili, adulti.

Ora, è chiaro che per fare questo un buon docente deve essere prima di tutto competente. E la competenza, oggi, non passa più per la semplice conoscenza delle materie della propria classe di concorso. Del resto, come si fa a lasciare il segno ripetendo giorno dopo giorno solo nozioni su nozioni dalla cattedra? 

Un buon insegnante si deve formare

Abbiamo detto che un buon insegnante deve fare da guida al mondo. Come può farlo se neanche lui o lei conosce davvero il mondo in cui viviamo? 

La nostra società è sempre più veloce, tecnologica, multiculturale! Un bravo docente, quindi, deve adattarsi a questa velocità, rimanendo sempre aggiornato. Non a caso il MIUR chiede agli insegnanti di formarsi in modo continuo. Non solo: le competenze informatiche e linguistiche sono diventate addirittura obbligatorie, in modo da allineare la formazione impartita dai docenti al contesto dinamico in cui viviamo. 

Le strade per la formazione sono infinite, quindi chi vuole essere un buon insegnante non ha più scuse. La formazione docenti è l’unico modo per svolgere in modo serio il ruolo di docente!

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Un buon insegnante deve ascoltare

Fuori dalla classe c’è un mondo iperdinamico e in continuo cambiamento. Ma anche dentro la classe abbiamo persone che cambiano, crescono ed evolvono. Un docente lo sa bene: quando si trova alla cattedra, ha davanti a sé un gruppo di studenti, ognuno con le sue necessità e i suoi tempi

Un bravo docente deve sapere riconoscere queste necessità e far sì che nessuno in classe resti indietro: deve ascoltare i problemi dei suoi alunni e trovare una soluzione per far sì che tutti loro traggano davvero un insegnamento dalle lezioni. Ci sono poi i bisogni speciali, come quelli BES e DSA. Insomma: un buon docente deve saper adattare il proprio metodo di insegnamento in base a chi ha di fronte.

Per farlo non può procedere a tentoni, ma deve possedere competenze molto specifiche. Un primo punto di riferimento sono i famosi 24 CFU per l’insegnamento, che offrono al docente una base teorica per esercitare al meglio la sua professione. Ma ci sono anche altri modi per accrescere le competenze, per esempio i master e i corsi di perfezionamento

Di certo le competenze, senza un buon esercizio di ascolto, restano fini a se stesse. Ed ecco quindi che il perfetto docente deve saper dosare le sue doti umane di comprensione ed empatia alle sue conoscenze teoriche, mettendo in pratica un sistema di insegnamento che fa il bene di tutti i suoi studenti.

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Un buon insegnante deve trasmettere entusiasmo

Un bravo docente, oggi, deve anche saper coinvolgere la classe!
Più facile a dirsi che a farsi, non è vero?

I giovani di oggi sono abituati a linguaggi e a tecnologie molto diverse rispetto anche solo al decennio scorso. Un buon insegnante deve saper parlare questa lingua, manovrare gli strumenti tecnologici dei tempi moderni e saper integrare tutto questo nelle lezioni. La didattica ne trarrà un grande vantaggio, perché gli studenti saranno più predisposti ad ascoltare e ad applicarsi se riconoscono nella scuola le modalità in cui vivono quotidianamente!

Ma coinvolgimento non è solo questo. Non è solo saper usare le TIC o creare unità didattiche curiose e originali. 

L’entusiasmo è qualcosa di molto facile da trasmettere solo se si ama sul serio il proprio lavoro. E se tu lo ami davvero, non avrai problemi a seguire tutti i consigli che ti abbiamo dato fin qui: studiare, formarti, ascoltare, capire. Le regole in fondo sono semplici. Sta a te farle tue e metterle in pratica, lezione dopo lezione, per diventare davvero il buon insegnante che desideri. E non solo a Natale, ma per tutti i giorni del calendario scolastico.
Questo è il nostro augurio per le Feste!

Buon Natale dal team di Docenti.it

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Scritto da Gaetano Esposito

Entrare a far parte del team di Docenti.it mi permette di ascoltare e “toccare con mano” l’esperienza di migliaia di insegnanti. Il futuro corpo docente ha l’onore di costruire la società del domani. Fare parte di questo processo per me è un privilegio.