Il decreto scuola 2025 rappresenta uno degli interventi più importanti dell’anno nel settore dell’istruzione. Con la Legge 30 ottobre 2025, n. 164, che ha convertito il decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, il Governo ha introdotto cambiamenti concreti che coinvolgono studenti, docenti e istituti scolastici di tutta Italia. Il testo coordinato è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 novembre 2025.
Tra le principali novità ci sono l’aggiornamento della Carta del docente 2025/2026, le nuove regole per la maturità, la revisione degli esami integrativi, la proroga delle disposizioni sulle GPS e le modifiche ai percorsi INDIRE sostegno 2026.
L’obiettivo è rendere il sistema scolastico più moderno, più coerente con le esigenze formative attuali e più vicino alle necessità di studenti, docenti e famiglie.
Pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale: cosa cambia per la scuola
La pubblicazione del decreto scuola nella Gazzetta Ufficiale ha reso operative le nuove disposizioni. Consultare il testo ufficiale permette di capire con precisione come cambia la normativa scolastica e quali misure entrano in vigore per l’anno scolastico 2025/2026.
Gli ambiti principali del decreto riguardano la Carta del docente, l’esame di maturità, gli esami integrativi, la formazione scuola-lavoro, le proroghe in materia di istruzione e i percorsi di specializzazione sul sostegno.
Una delle modifiche più rilevanti riguarda proprio i percorsi INDIRE sostegno: il decreto ha prorogato al 31 dicembre 2026 la possibilità di attivare questi percorsi e ha esteso il requisito di servizio da tre annualità negli ultimi cinque anni a tre annualità negli ultimi otto anni.
Percorsi INDIRE sostegno 2026: cosa cambia con il decreto scuola
I percorsi INDIRE sostegno 2026 sono rivolti principalmente a due categorie: i docenti con almeno tre annualità di servizio su posto di sostegno e i docenti con titolo di specializzazione conseguito all’estero, nei casi previsti dalla normativa.
Per i triennalisti, il requisito aggiornato prevede almeno tre anni di servizio su sostegno negli ultimi otto anni, sullo stesso grado di istruzione per cui si chiede la specializzazione. INDIRE ha confermato che, per l’edizione 2026, il riferimento temporale è fissato al 31 agosto 2025: per questo motivo il servizio svolto nell’anno scolastico 2025/2026 non è stato conteggiato ai fini dell’accesso a quel ciclo.
Questo punto è fondamentale per molti docenti: il servizio del 2025/2026 non vale automaticamente come terza annualità per i percorsi INDIRE già attivati. Per un eventuale nuovo ciclo, invece, bisognerà attendere il prossimo decreto. Solo quel provvedimento potrà stabilire la nuova data di riferimento e chiarire se l’anno scolastico 2025/2026 potrà rientrare nel conteggio.
In sintesi, a luglio 2026 non esiste ancora una norma che garantisca in modo automatico il riconoscimento del servizio 2025/2026 come terza annualità per un nuovo ciclo INDIRE. È una possibilità collegata alla data di pubblicazione dell’eventuale nuovo bando, ma non ancora una certezza normativa.
Come si contano le tre annualità di servizio sul sostegno
Per accedere ai percorsi INDIRE riservati ai triennalisti servono almeno tre annualità di servizio su posto di sostegno. Il docente matura un’annualità quando lavora per almeno 180 giorni nello stesso anno scolastico oppure quando presta servizio in modo continuativo dal 1° febbraio fino agli scrutini finali. Per la scuola dell’infanzia, il riferimento arriva fino al 30 giugno.
Il servizio deve riguardare il posto di sostegno e lo stesso grado scolastico per cui il docente chiede la specializzazione. Contano i servizi svolti nelle scuole statali e nelle scuole paritarie.
Conta anche il servizio svolto tramite MAD, cioè Messa a Disposizione, se il docente ha lavorato su posto di sostegno e nel grado corretto. Non rientrano invece i servizi svolti in contesti diversi dalla scuola statale o paritaria, come i percorsi di formazione professionale che non fanno parte del sistema richiesto.
Il servizio 2025/2026 vale come terza annualità?
Per i percorsi INDIRE già banditi nel 2026, la risposta è no: il conteggio si è fermato al 31 agosto 2025, quindi l’anno scolastico 2025/2026 non rientra tra i requisiti di accesso.
La situazione potrebbe cambiare solo con l’attivazione di un nuovo ciclo. In quel caso, il decreto dovrà fissare una nuova data di riferimento e chiarire se il servizio 2025/2026 potrà rientrare nel conteggio.
Il punto da ricordare è semplice: di solito l’anno scolastico in corso non conta quando, alla data del decreto, il docente non ha ancora concluso il servizio necessario. Se invece un futuro decreto uscisse dopo la conclusione dell’anno scolastico, il servizio appena maturato potrebbe rientrare tra le annualità utili. Al momento, però, questa resta un’ipotesi e non una regola già prevista.
INDIRE o TFA sostegno: dove pesa di più il servizio recente
Il servizio su sostegno pesa in modo diverso in base al canale scelto.
Nei percorsi INDIRE servono tre annualità negli ultimi otto anni, come previsto dalle modifiche introdotte dal decreto scuola. Nel TFA sostegno, invece, il servizio specifico può permettere, in alcuni casi, di accedere direttamente alla prova scritta, saltando la preselettiva.
Il TFA sostegno XI ciclo è stato autorizzato con il Decreto MUR n. 926 del 26 giugno 2026, per un totale di 30.241 posti. Le prove preselettive si svolgono dal 14 al 17 luglio 2026, con un calendario distinto per infanzia, primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado.
Chi ha maturato servizio recente su sostegno deve quindi valutare entrambi i canali: i percorsi INDIRE, se possiede i requisiti richiesti, e il TFA sostegno, soprattutto se ha le annualità utili per accedere direttamente alla fase successiva alla preselettiva.
Ci sarà un nuovo ciclo INDIRE per i triennalisti?
A luglio 2026, un ulteriore ciclo INDIRE per i triennalisti non è ancora stato definito da un decreto ufficiale. La normativa consente l’attivazione dei percorsi fino al 31 dicembre 2026, ma l’apertura concreta di un nuovo ciclo richiede un provvedimento specifico.
Nel dibattito politico e sindacale si parla della possibilità di un nuovo ciclo, anche per chi ha maturato la terza annualità nel 2025/2026. Tuttavia, fino alla pubblicazione di un decreto, non è possibile considerare questa possibilità come certa.
Per i docenti rimasti fuori dai percorsi INDIRE 2026, la strada più concreta da monitorare resta quindi il TFA sostegno XI ciclo, insieme agli eventuali aggiornamenti ministeriali su nuovi percorsi INDIRE.
Carta del docente 2025: nuove regole e tempi più rapidi
La riforma della Carta del docente è un altro punto importante del decreto scuola. Si tratta del bonus destinato alla formazione e all’aggiornamento professionale degli insegnanti.
Per l’anno scolastico 2025/2026, la Carta del docente è stata attivata con un importo pari a 383 euro. L’importo è inferiore rispetto ai 500 euro degli anni precedenti perché la platea dei beneficiari è stata ampliata.
La novità più importante riguarda proprio i beneficiari. Il bonus non spetta più soltanto ai docenti di ruolo, ma anche ai docenti con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile, ai docenti con contratto fino al termine delle attività didattiche e al personale educativo.
La Carta può essere utilizzata per acquistare beni e servizi legati alla formazione professionale, come libri, corsi, master, strumenti musicali, ingressi a musei, eventi culturali e, con nuove limitazioni, hardware e software.
Dal 2025/2026, infatti, hardware e software possono essere acquistati con la Carta solo alla prima erogazione e poi con cadenza quadriennale. Chi aveva già ricevuto la Carta negli anni precedenti può comunque utilizzare il bonus per hardware e software nell’anno scolastico 2025/2026, ma poi dovrà rispettare il vincolo dei quattro anni.
Le novità più importanti
Le novità più rilevanti sulla Carta del docente riguardano l’estensione ai supplenti annuali e ai docenti con contratto fino al 30 giugno, l’importo aggiornato a 383 euro per il 2025/2026, l’inserimento dei servizi di trasporto tra le spese ammesse e il nuovo limite quadriennale per l’acquisto di hardware e software.
Queste misure rafforzano l’idea di una formazione continua, ma introducono anche alcune limitazioni pratiche che i docenti devono conoscere prima di generare un buono.
Le reazioni dei docenti
Le novità sulla Carta del docente sono state accolte con attenzione dal mondo della scuola. L’estensione ai docenti precari con contratto annuale o fino al termine delle attività didattiche rappresenta un passaggio importante, perché riconosce il valore della formazione anche per chi lavora con contratto a tempo determinato.
Restano però alcune criticità, soprattutto sulla riduzione dell’importo e sull’esclusione di alcune categorie, come i docenti con supplenze brevi e il personale ATA.
Per i docenti, la cosa più importante è controllare il proprio saldo sul portale ufficiale e verificare le scadenze del credito disponibile, così da non perdere eventuali somme residue.
Decreto scuola 2025 e maturità: le nuove regole dell’esame di Stato
Il decreto scuola interviene anche sull’esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione, che torna a essere indicato come esame di maturità.
La riforma punta a rafforzare il valore formativo e orientativo dell’esame. L’obiettivo non è solo verificare conoscenze e abilità, ma anche valutare il grado di maturazione personale, autonomia e responsabilità raggiunto dallo studente al termine del percorso scolastico.
Cosa cambia per la maturità
La nuova maturità tiene conto delle competenze specifiche dell’indirizzo di studio, delle attività di formazione scuola-lavoro, delle competenze digitali e del percorso complessivo dello studente.
La seconda prova resta collegata alle discipline caratterizzanti del percorso di studi. Le discipline oggetto della seconda prova vengono individuate annualmente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, entro il mese di gennaio.
La commissione d’esame è composta da un presidente esterno, due membri esterni e due membri interni per ciascuna classe. Questo modello punta a garantire maggiore equilibrio tra valutazione interna ed esterna.
Per informazioni più dettagliate:
Maturità 2026: come funziona il nuovo esame di Stato?
Il nuovo colloquio orale
Il colloquio orale assume un ruolo centrale. La commissione tiene conto del curriculum dello studente e valuta la capacità di collegare conoscenze, metodi e competenze.
Il colloquio si svolge sulle discipline individuate dal Ministero e serve a verificare la capacità dello studente di argomentare in modo critico e personale. Entrano nella valutazione anche le competenze maturate nell’ambito dell’educazione civica.
Calendario e organizzazione
Le modalità operative dell’esame di maturità vengono definite annualmente dal Ministero. Gli studenti dovranno quindi seguire le comunicazioni ufficiali sulla scelta delle discipline, sulle modalità del colloquio e sull’organizzazione delle prove.
A partire dall’anno scolastico 2025/2026, i PCTO vengono ridenominati formazione scuola-lavoro. Restano fermi gli obblighi, gli obiettivi generali e le finalità educative già previste dalla normativa.
Esami integrativi scuola superiore: procedure più semplici e rapide
La riforma degli esami integrativi per la scuola secondaria di secondo grado introduce maggiore chiarezza per gli studenti che vogliono cambiare indirizzo, articolazione o opzione.
Nel primo biennio, gli studenti possono chiedere il passaggio a un altro indirizzo entro il 31 gennaio di ciascun anno scolastico. La scuola che accoglie lo studente deve attivare interventi didattici integrativi per favorire l’inserimento nel nuovo percorso.
Dal terzo anno in poi, invece, il passaggio a un altro percorso richiede il superamento di un esame integrativo, da svolgere in un’unica sessione e da concludere prima dell’inizio delle lezioni.
Le nuove disposizioni
Le nuove disposizioni puntano a rendere più ordinato il passaggio tra indirizzi di studio. Nel primo biennio si favorisce il riorientamento dello studente attraverso interventi didattici integrativi. Dal terzo anno, invece, serve una verifica più strutturata attraverso l’esame integrativo.
L’obiettivo è garantire pari opportunità, ridurre l’incertezza e accompagnare meglio gli studenti che decidono di modificare il proprio percorso scolastico.
Decreto Scuola 2025: digitalizzazione e inclusione
Oltre alle modifiche su maturità, esami integrativi, Carta del docente e percorsi INDIRE, il decreto scuola rafforza il riferimento alle competenze digitali e alla formazione scuola-lavoro.
La maturità tiene conto dello sviluppo delle competenze digitali dello studente, mentre la nuova denominazione “formazione scuola-lavoro” rende più chiaro il collegamento tra percorso scolastico, competenze trasversali e orientamento verso il futuro.
Anche i percorsi INDIRE sostegno si inseriscono in questa direzione, perché puntano a formare docenti specializzati capaci di lavorare su inclusione, progettazione didattica e bisogni educativi degli alunni con disabilità.
Decreto scuola 2025: un nuovo capitolo
Il decreto scuola 2025 apre una nuova fase per il sistema scolastico italiano.
Le novità principali riguardano la Carta del docente 2025/2026, la riforma della maturità, la revisione degli esami integrativi, la ridenominazione dei PCTO in formazione scuola-lavoro e le modifiche ai percorsi INDIRE sostegno.
Per i docenti interessati al sostegno, il punto più delicato riguarda il servizio 2025/2026: per i percorsi INDIRE già banditi non viene conteggiato, perché il riferimento è il 31 agosto 2025. Per un eventuale nuovo ciclo, invece, bisognerà attendere un decreto specifico.
Il cambiamento punta a rendere la scuola più attenta alle competenze, alla formazione continua e all’inclusione. Per questo motivo, docenti e studenti devono seguire con attenzione gli aggiornamenti ministeriali, soprattutto su Carta del docente, TFA sostegno, percorsi INDIRE e maturità.
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