Far parte della commissione non è una scelta
Commissioni maturità 2026: se quest'anno ti aspetti la nomina in una commissione di Maturità, conviene mettere in conto fin da subito che non si tratta di un invito che puoi declinare.
Il Ministero dell'Istruzione e del Merito lo ha messo nero su bianco all'interno della nota del 25 marzo, dedicata alle modalità di partecipazione agli esami per l'anno scolastico 2025/2026.
Per la fonte ministeriale:
Formazione delle commissioni dell'esame di maturità
Il messaggio è netto: prendere parte alle commissioni d'esame è un dovere professionale per il personale scolastico coinvolto, non una disponibilità da concedere o negare.
Cosa dice la nota del Ministero
La nota non introduce una regola nuova: ribadisce un principio già noto, e cioè che l'incarico in commissione rientra tra i compiti connessi alla funzione docente.
In altre parole, chi viene nominato è tenuto ad accettare.
I soli casi in cui è possibile non accettare l'incarico sono quelli relativi a gravi e documentati motivi di salute, oppure in caso di gravi impedimenti familiari.
Per i dettagli operativi (chi rientra esattamente nell'obbligo, quali sono le eccezioni e cosa succede in caso di impedimento) il riferimento resta il testo ufficiale della nota.
Domande frequenti
Posso rifiutare l'incarico in commissione di Maturità?
No: secondo la nota del Ministero del 25 marzo, far parte della commissione è un dovere professionale per il personale coinvolto, non una scelta facoltativa.
A quale anno scolastico si riferisce la nota?
All'anno scolastico 2025/2026.
Dove trovo le regole complete?
Nella nota ministeriale del 25 marzo sulle modalità di partecipazione agli esami di Maturità.
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Maturità 2026: indicazioni ministeriali per lo svolgimento
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