Quanti sono i posti sostegno in deroga nel 2026?
I posti sostegno in deroga sono passati da circa 33.000 dell'anno scolastico 2015/16 a oltre 125.000 nel 2024/25: un aumento del 276% in dieci anni, secondo l'elaborazione del sindacato Anief ripresa anche da ANSA e Il Sole 24 Ore.
Il dato pesa ancora di più se guardi le proporzioni: dieci anni fa le cattedre in deroga erano poco più di un quarto dei posti di sostegno attivati nelle scuole statali, oggi superano la metà dell'intero organico di sostegno.
In pratica, più di un posto su due nasce già come supplenza.
Che cosa sono i posti in deroga e perché restano precari?
I posti in deroga sono cattedre di sostegno che gli Uffici Scolastici autorizzano ogni anno in aggiunta all'organico di diritto (i posti stabili previsti per legge), per coprire i bisogni effettivi degli alunni con disabilità certificate.
Rientrano nel cosiddetto organico di fatto: esistono davvero, ma sulla carta sono temporanei.
La conseguenza è ben conosciuta dal personale precario: queste cattedre non entrano nei piani di assunzione e vengono assegnate solo con contratti a tempo determinato fino al 30 giugno.
Niente stipendio nei mesi estivi e un'anzianità di servizio che matura più lentamente rispetto ai colleghi di ruolo.
Quali effetti ha il boom delle deroghe sulla continuità didattica?
Il prezzo più alto lo pagano gli studenti: su circa 350.000 alunni con disabilità nelle scuole statali, almeno 125.000 quest'anno hanno trovato in classe un insegnante diverso da quello dell'anno precedente, con una discontinuità didattica stimata tra il 30 e il 40%.
Un correttivo parziale esiste già: la conferma del supplente su richiesta della famiglia, che secondo i dati citati dalla fonte ha riguardato circa 46.000 docenti.
L'Anief però chiede di più: trasformare le cattedre in deroga in organico di diritto, così da aprirle alle immissioni in ruolo e ridurre il precariato strutturale.
Cosa significa per chi cerca una supplenza sul sostegno?
Finché la trasformazione in organico di diritto non arriva, oltre 125.000 cattedre in deroga significano una cosa concreta: ogni anno la scuola assegna decine di migliaia di supplenze annuali sul sostegno, molte più dei posti disponibili in altre classi di concorso.
Se cerchi di entrare nel mondo della scuola, questo è il canale con la domanda più alta.
Le scuole attingono prima dalle GPS (le Graduatorie Provinciali per le Supplenze), dove i docenti specializzati hanno la precedenza.
Ma in molte province gli specializzati non bastano e gli istituti ricorrono a interpelli e MAD (la messa a disposizione, cioè la candidatura spontanea che invii direttamente alle scuole).
- Se hai i requisiti, valuta la specializzazione TFA sostegno: è il titolo che ti porta in prima fascia GPS, dove si concentra la gran parte delle nomine;
- Se non sei in graduatoria, prepara una MAD sostegno mirata sulle province con più posti in deroga e meno specializzati;
- Tieni d'occhio i bollettini delle nomine della tua provincia: i posti in deroga vengono autorizzati a ridosso dell'avvio dell'anno scolastico.
Domande frequenti
Quanti posti di sostegno in deroga ci sono oggi?
Oltre 125.000 nell'anno scolastico 2024/25, contro i 33.000 del 2015/16: un aumento del 276% in dieci anni secondo l'elaborazione Anief ripresa da ANSA. Le deroghe superano ormai la metà dell'intero organico di sostegno.
Cosa significa posto di sostegno in deroga?
È una cattedra di sostegno autorizzata ogni anno in aggiunta all'organico di diritto, per coprire i bisogni effettivi degli alunni con disabilità. Fa parte dell'organico di fatto: non entra nei piani di assunzione e viene coperta solo con supplenze fino al 30 giugno.
Chi può ottenere una supplenza su un posto in deroga?
Le scuole nominano prima dalle GPS, con precedenza ai docenti specializzati di prima fascia. Dove le graduatorie si esauriscono, gli istituti ricorrono a interpelli e alle MAD, le candidature spontanee inviate direttamente alle scuole.
I posti in deroga diventeranno posti di ruolo?
Per ora no. L'Anief chiede di trasformare le cattedre in deroga in organico di diritto per consentire assunzioni stabili, ma al momento si tratta di una proposta sindacale, non di una misura approvata.
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