Aumenti stipendio docenti: cosa è già cambiato e cosa succede a gennaio 2027
Gli aumenti dello stipendio previsti dal CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 sono stati applicati da NoiPA a partire dall’estate 2026. Il contratto economico, sottoscritto definitivamente il 1° luglio 2026, prevede tre diverse decorrenze: 1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026 e 1° gennaio 2027.
Nel cedolino sono già confluiti gli incrementi riferiti al 2025 e al 2026, mentre le differenze maturate nei mesi precedenti sono state liquidate come arretrati. Dal 1° gennaio 2027 scatterà l’ultima tranche prevista dalle tabelle contrattuali.
A quella data aumenteranno anche la Retribuzione professionale docenti, il Compenso individuale accessorio del personale ATA e la parte fissa dell’indennità di direzione dei DSGA. Il personale ATA che possiede i requisiti indicati dal contratto riceverà inoltre un emolumento una tantum di 110 euro lordi.
Il contratto firmato a luglio riguarda i principali aspetti economici del triennio. La trattativa dovrà proseguire sugli ulteriori aspetti economici e sulle materie normative non ancora definite.
Quando si vedono gli aumenti nei cedolini?
Il primo adeguamento è entrato nella rata stipendiale successiva alla firma del contratto. Nei cedolini dell’autunno 2026, pertanto, il personale scolastico trova già lo stipendio tabellare aggiornato agli importi previsti dal 1° gennaio 2026.
Il passaggio successivo arriverà con la decorrenza del 1° gennaio 2027. Da quel momento lo stipendio tabellare raggiungerà gli importi a regime indicati nella terza colonna della Tabella A1 allegata al contratto.
Non bisogna però confondere la decorrenza giuridica con la data materiale di elaborazione del cedolino. Se NoiPA non riuscisse ad applicare tutte le voci nella rata di gennaio, le relative differenze resterebbero dovute e sarebbero recuperate con un’emissione successiva.
Le date degli accrediti non possono essere anticipate sulla base del solo calendario. NoiPA comunica le emissioni e le eventuali variazioni attraverso i propri canali ufficiali. Il fatto che il giorno 23 cada di sabato, domenica o in una festività non permette da solo di stabilire quando avverrà il pagamento.
Cosa cambia nel cedolino di novembre 2026?
Nel cedolino di novembre non è prevista una nuova tranche generale. Lo stipendio tabellare dovrebbe quindi rimanere allineato agli importi già applicati nei mesi precedenti.
Non risultano ulteriori arretrati contrattuali generalizzati programmati per novembre. Possono comunque comparire somme individuali dovute a una ricostruzione di carriera, a un passaggio di fascia stipendiale, a un contratto elaborato in ritardo oppure alla correzione di precedenti pagamenti.
L’assenza di una nuova voce non significa quindi che l’aumento sia stato cancellato: la quota prevista per il 2026 è già compresa nello stipendio corrente.
Come cambia la tredicesima di dicembre 2026?
La tredicesima del 2026 viene calcolata sugli stipendi tabellari in vigore durante l’anno e tiene quindi conto degli importi contrattuali già applicabili dal 1° gennaio 2026.
Non comprende invece la tranche con decorrenza 1° gennaio 2027. Quest’ultima produrrà effetti sulla tredicesima maturata nel 2027.
Per chi non ha lavorato durante tutto l’anno, la tredicesima viene calcolata in proporzione ai mesi utili. Anche il part-time e le eventuali assenze senza retribuzione incidono sull’importo.
La data di pagamento di dicembre verrà indicata dal calendario NoiPA. Non è corretto assumere automaticamente come definitiva la data utilizzata nell’anno precedente.
Cosa arriverà da gennaio 2027?
Da gennaio entreranno in vigore gli importi finali dello stipendio tabellare previsti dal CCNL 2025-2027.
Per i docenti aumenterà anche la RPD, corrisposta per dodici mensilità. L’incremento sarà di 5,30 euro lordi mensili per chi ha fino a 14 anni di anzianità, 6,60 euro per la fascia da 15 a 27 anni e 8,30 euro da 28 anni in poi.
Per il personale ATA aumenterà il CIA. L’incremento sarà di 7,10 euro lordi mensili per i funzionari, 6,40 euro per gli assistenti e 5,80 euro per operatori e collaboratori. Anche il CIA viene corrisposto per dodici mensilità.
La parte fissa dell’indennità di direzione dei DSGA aumenterà di 197,10 euro lordi annui, raggiungendo il nuovo valore indicato nella Tabella A4.
Questi importi si aggiungono alla terza tranche dello stipendio tabellare, ma non devono essere sommati indistintamente per tutti. RPD, CIA e indennità di direzione spettano a categorie differenti.
Quanto aumenta lo stipendio dei docenti?
L’indicazione di circa 143 euro lordi medi mensili per i docenti descrive l’effetto medio a regime del rinnovo contrattuale. Non rappresenta l’importo spettante a ogni lavoratore.
Le tabelle ufficiali distinguono il personale in base al grado scolastico e alla fascia di anzianità. Dal 1° gennaio 2027, considerando il solo stipendio tabellare, gli incrementi complessivi rispetto alla base precedente variano, per esempio, da 110,16 euro lordi mensili per un docente dell’infanzia o della primaria nella fascia iniziale fino a 185,38 euro per un docente laureato della secondaria di secondo grado con almeno 35 anni di anzianità.
A questi importi si aggiunge l’incremento della RPD previsto da gennaio 2027. Le cifre riportate nelle tabelle sono lorde e vengono corrisposte per tredici mensilità quando riguardano lo stipendio tabellare. La RPD, invece, viene erogata per dodici mensilità.
Per conoscere l’aumento individuale bisogna quindi verificare il grado di scuola, la fascia stipendiale, l’anzianità riconosciuta, l’orario di lavoro e la durata del contratto.
Quanto aumenta lo stipendio del personale ATA?
Anche la media di circa 107 euro lordi mensili per il personale ATA non corrisponde a un importo uguale per tutti.
Le tabelle distinguono collaboratori, operatori, assistenti, funzionari ed elevate qualificazioni. Incidono inoltre la fascia di anzianità e l’eventuale rapporto di lavoro a tempo parziale.
Per i collaboratori scolastici, per esempio, l’incremento tabellare a regime varia da 85,77 euro lordi mensili nella fascia iniziale a 110,84 euro nella fascia più alta. Per gli assistenti amministrativi e tecnici varia da 95,61 a 128 euro. Gli importi degli altri profili seguono le rispettive tabelle contrattuali.
Dal 1° gennaio 2027 si aggiunge l’incremento del CIA. Il pagamento una tantum di 110 euro, invece, è separato e non costituisce un aumento mensile permanente.
Perché l’aumento visibile può essere inferiore alla cifra annunciata?
L’incremento indicato dal contratto comprende somme che il personale aveva già iniziato a ricevere sotto forma di anticipazione contrattuale. L’articolo 4 precisa infatti che gli aumenti comprendono l’anticipazione erogata ai sensi della legge di Bilancio 2025.
Per questo motivo non è corretto aspettarsi che il netto del cedolino aumenti improvvisamente di 143 euro rispetto al mese precedente. Una parte dell’incremento era già presente, mentre un’altra è stata incorporata nello stipendio tabellare dopo la firma.
Il confronto più attendibile non si effettua soltanto tra due importi netti. Bisogna controllare le singole voci lorde, in particolare lo stipendio tabellare, la RPD per i docenti e il CIA per il personale ATA.
Quanto resta netto dell’aumento?
Non esiste una percentuale netta valida per tutti. Sugli importi lordi incidono i contributi previdenziali, l’IRPEF, le addizionali regionale e comunale e le detrazioni riconosciute al dipendente.
Il risultato cambia in base al reddito complessivo, alla residenza fiscale, ai familiari a carico, alla durata del contratto e agli eventuali conguagli.
Una stima generica può quindi essere fuorviante. Per verificare l’aumento effettivo conviene confrontare nel cedolino le voci lorde prima e dopo l’adeguamento e considerare separatamente le trattenute fiscali e previdenziali.
Come sono stati calcolati gli arretrati?
Gli arretrati derivano dalle differenze tra gli importi spettanti dal 1° gennaio 2025 e quelli già corrisposti prima dell’applicazione del contratto.
Secondo i dati illustrati dall’ARAN, gli arretrati medi per il settore scuola ammontano a circa 855 euro lordi per i docenti e 633 euro lordi per il personale ATA. Si tratta di medie: l’importo individuale dipende dalla fascia stipendiale, dal profilo, dai mesi lavorati, dal part-time e dalle somme già ricevute come anticipazione.
L’anticipazione contrattuale già pagata non viene sottratta come una penalizzazione. Semplicemente, non può essere liquidata una seconda volta e viene quindi considerata nel calcolo della differenza residua.
Le somme riferite agli anni precedenti possono essere sottoposte a tassazione separata, mentre quelle relative all’anno in corso seguono le regole fiscali ordinarie. Per questo il rapporto tra lordo e netto degli arretrati può differire da quello dello stipendio mensile.
Cosa fare se gli arretrati non risultano?
La prima verifica va effettuata nell’area riservata di NoiPA, controllando anche la sezione dedicata ai pagamenti e agli eventuali cedolini separati dalla rata ordinaria.
Se l’importo manca, bisogna verificare che tutti i contratti risultino acquisiti correttamente e che la posizione stipendiale sia aggiornata. Ricostruzioni di carriera non concluse, variazioni dell’orario, aspettative, cessazioni o contratti trasmessi in ritardo possono richiedere una lavorazione successiva.
La scuola può controllare i dati giuridici e di servizio comunicati al sistema. Per problemi relativi all’emissione o al pagamento bisogna utilizzare i canali ufficiali di assistenza NoiPA.
Gli aumenti spettano anche ai supplenti?
Il CCNL si applica sia al personale a tempo indeterminato sia a quello a tempo determinato. Gli aumenti spettano quindi anche ai supplenti per i periodi coperti da un contratto retribuito.
Per i supplenti annuali e per quelli con incarico fino al termine delle attività didattiche, l’adeguamento segue normalmente il sistema di pagamento utilizzato per il personale di ruolo.
Anche i supplenti brevi hanno diritto agli incrementi riferiti ai giorni effettivamente lavorati. I tempi possono però essere diversi, perché il pagamento dipende dall’autorizzazione e dall’elaborazione dei singoli contratti. La cessazione della supplenza non elimina il diritto alle differenze maturate.
In presenza di importi mancanti è opportuno controllare il contratto su Istanze Online e rivolgersi alla scuola che lo ha stipulato, verificando successivamente l’emissione su NoiPA.
A chi spettano i 110 euro una tantum per il personale ATA?
L’articolo 7 del CCNL prevede il pagamento di 110 euro lordi nel mese di gennaio 2027 esclusivamente al personale ATA.
L’emolumento spetta al personale ATA a tempo indeterminato in servizio nell’anno scolastico 2025/26 e ai supplenti con contratto annuale o fino al termine delle attività didattiche nello stesso anno.
Per il personale a tempo determinato, il contratto deve essere iniziato entro il 31 dicembre 2025 e non deve essere cessato anticipatamente. I supplenti brevi e saltuari non rientrano tra i destinatari.
In caso di part-time, i 110 euro vengono riproporzionati in base alla percentuale di lavoro. La somma non entra nel calcolo dello stipendio tabellare e non produce gli effetti economici riconosciuti agli aumenti strutturali.
L’una tantum spetta anche ai docenti?
No. L’emolumento di 110 euro previsto dal CCNL 2025-2027 è riservato al personale ATA.
I docenti non devono confonderlo con somme una tantum riconosciute da contratti precedenti. In particolare, l’importo di 111,70 euro apparteneva alla disciplina economica del CCNL 2022-2024 e non rappresenta un nuovo pagamento previsto per gennaio 2027.
Non è previsto neppure un secondo versamento da 142 euro. Le diverse cifre circolate prima della firma erano ipotesi o stime relative alle risorse disponibili. Il testo contrattuale definitivo stabilisce un importo di 110 euro lordi.
La tredicesima comprende la RPD?
La RPD viene corrisposta per dodici mensilità e non entra autonomamente nella tredicesima. Lo stesso criterio vale per il CIA del personale ATA.
Diverso è il trattamento degli incrementi dello stipendio tabellare, che il contratto riconosce per tredici mensilità. Questi aumenti incidono quindi anche sulla tredicesima, secondo le decorrenze previste.
La tranche del 2026 concorre alla tredicesima pagata nel dicembre dello stesso anno. L’incremento con decorrenza gennaio 2027 inciderà sulla tredicesima del 2027.
Il contratto 2025-2027 è stato chiuso definitivamente?
Il 1° luglio 2026 è stato sottoscritto il contratto sui principali aspetti economici del triennio 2025-2027. Le tabelle degli stipendi, gli incrementi delle indennità fisse e l’una tantum ATA hanno quindi valore contrattuale e non sono semplici previsioni.
Il negoziato non è però concluso in ogni sua parte. L’articolo 2 stabilisce che la trattativa prosegue sugli ulteriori aspetti economici e sulle materie ancora da disciplinare.
Fino alla sottoscrizione delle nuove disposizioni continuano ad applicarsi le regole dei contratti precedenti, quando compatibili e non sostituite dal CCNL del 2025-2027. Non esiste ancora una data ufficiale per la conclusione del confronto.
L’eventuale firma della parte restante non modifica automaticamente gli aumenti già fissati. Nuove risorse economiche richiederebbero uno specifico finanziamento e una successiva disciplina contrattuale.
Cosa può cambiare con la legge di Bilancio 2027?
Al 23 ottobre 2026, l’ultimo atto ufficiale pubblicato dal Governo è il Documento programmatico di bilancio approvato il 13 ottobre. Il DPB descrive gli obiettivi generali della manovra, ma non equivale alla legge di Bilancio approvata dal Parlamento.
Fino alla presentazione e all’approvazione del testo legislativo non è possibile attribuire valore definitivo alle ipotesi su nuovi aumenti, detrazioni, bonus o risorse aggiuntive per il personale scolastico.
Anche quando il disegno di legge sarà presentato, potrà essere modificato durante l’esame parlamentare. Le misure diventeranno definitive soltanto con l’approvazione e la pubblicazione della legge entro la fine dell’anno.
Ci sono già fondi per il contratto 2028-2030?
La programmazione finanziaria statale comprende risorse destinate ai rinnovi contrattuali successivi. Questo non significa, però, che siano già definiti gli aumenti mensili del personale scolastico per il 2028-2030.
Per arrivare agli importi individuali servono l’atto di indirizzo, l’apertura della trattativa all’ARAN, la ripartizione delle risorse tra comparti e la firma del nuovo contratto.
Le cifre mensili diffuse prima di questi passaggi sono stime. Non possono essere considerate aumenti già riconosciuti né sommate agli importi del CCNL 2025-2027.
Esiste già un contratto separato per la scuola?
No. La proposta di separare la scuola dagli altri settori del comparto Istruzione e Ricerca non ha prodotto, al momento, una modifica contrattuale.
La definizione dei comparti di contrattazione dipende dal Contratto collettivo nazionale quadro. Il CCNQ 2025-2027 continua a collocare il personale scolastico nel comparto Istruzione e Ricerca insieme agli altri settori previsti.
Un’eventuale separazione richiederebbe un nuovo accordo sulla composizione dei comparti. Finché questo non avviene, il riferimento resta il CCNL Istruzione e Ricerca.
Come controllare correttamente il cedolino
Per verificare l’applicazione del contratto bisogna confrontare le singole voci lorde, non soltanto il netto finale.
La voce “stipendio tabellare” deve corrispondere al profilo, al grado scolastico e alla fascia di anzianità riconosciuta. I docenti devono controllare anche la RPD, mentre il personale ATA deve verificare il CIA. Da gennaio 2027 gli ATA aventi diritto dovranno trovare anche l’una tantum di 110 euro, eventualmente riproporzionata in caso di part-time.
Il netto può cambiare anche in assenza di variazioni stipendiali, per effetto delle addizionali, dei conguagli fiscali, delle detrazioni e di altre trattenute. Una differenza nel totale accreditato non dimostra quindi, da sola, che l’aumento sia stato applicato in modo errato.
Se la fascia stipendiale o i dati di servizio non risultano corretti, il primo riferimento è la segreteria scolastica. Per problemi nell’elaborazione del pagamento bisogna invece rivolgersi all’assistenza ufficiale NoiPA.
Domande frequenti
Quando arriva l’ultima tranche degli aumenti?
L’ultima tranche decorre dal 1° gennaio 2027. Da quella data entrano in vigore gli importi finali dello stipendio tabellare e aumentano anche RPD, CIA e parte fissa dell’indennità di direzione dei DSGA.
I 143 euro per i docenti sono netti?
No. Si tratta di una media lorda a regime. L’importo individuale dipende dal grado scolastico, dalla fascia di anzianità e dal trattamento accessorio spettante. Il netto varia in base alla situazione fiscale e contributiva.
A novembre 2026 arrivano nuovi arretrati?
Non risulta un nuovo pagamento generalizzato. Possono comparire soltanto arretrati o conguagli individuali dovuti a lavorazioni successive.
La tredicesima del 2026 comprende gli aumenti?
Comprende gli incrementi tabellari già applicabili nel 2026. Non comprende la tranche con decorrenza 1° gennaio 2027, che inciderà sulla tredicesima del prossimo anno.
L’una tantum di 110 euro spetta anche ai docenti?
No. È destinata esclusivamente al personale ATA che possiede i requisiti indicati dall’articolo 7 del CCNL.
I supplenti brevi ricevono gli aumenti?
Sì, per i periodi effettivamente lavorati. Non rientrano però tra i beneficiari dell’una tantum ATA di 110 euro, riservata al personale di ruolo e ai supplenti annuali o fino al termine delle attività didattiche.
La firma della parte normativa porterà altri aumenti?
Non automaticamente. Gli importi già definiti restano quelli previsti dal contratto economico. Eventuali ulteriori aumenti richiederebbero nuove risorse e una specifica disciplina contrattuale.
La legge di Bilancio 2027 ha già stabilito nuovi aumenti per la scuola?
No. Al 23 ottobre 2026 non esiste ancora una legge di Bilancio approvata con nuovi incrementi destinati al personale scolastico. Le cifre diffuse prima della conclusione dell’iter parlamentare restano proposte o previsioni.
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