Aumento stipendio docenti: quando sarà visibile in busta paga?

Aumento stipendio docenti in busta paga: cosa cambia a settembre 2026?

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L’aumento dello stipendio dei docenti in busta paga è diventato effettivo con il CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, sottoscritto definitivamente all’ARAN il 1° luglio 2026.

A settembre 2026 il personale della scuola non deve più attendere l’avvio dei pagamenti: gli incrementi stipendiali sono entrati nel cedolino di agosto, mentre gli arretrati sono stati liquidati separatamente attraverso un’emissione speciale con esigibilità dal 24 agosto 2026.

Resta però importante distinguere tra l’aumento già riconosciuto e l’importo che si raggiungerà dal 1° gennaio 2027, quando entrerà in vigore l’ultima parte degli incrementi previsti dal contratto. Vediamo cosa compare nel cedolino di settembre, quanto è stato pagato ad agosto e quali somme devono ancora arrivare.

Cosa è stato pagato ad agosto 2026?

Nel mese di agosto 2026 NoiPA ha applicato gli aumenti stipendiali previsti dal nuovo CCNL e ha disposto il pagamento degli arretrati maturati dal 1° gennaio 2025 al 31 luglio 2026.

I pagamenti sono avvenuti in due momenti distinti. Lo stipendio ordinario di agosto, comprensivo degli incrementi contrattuali già applicabili, è stato accreditato il 21 agosto 2026. Gli arretrati, invece, sono arrivati attraverso un’emissione speciale separata, con esigibilità a partire dal 24 agosto.

A settembre 2026, quindi, l’aumento non rappresenta più una somma futura: la parte già prevista dal contratto è entrata stabilmente nello stipendio mensile. Il cedolino di settembre dovrebbe riportare il nuovo importo tabellare, senza naturalmente ripetere gli arretrati già versati ad agosto.

L’incremento medio complessivo di 143 euro lordi mensili per i docenti sarà raggiunto pienamente dal 1° gennaio 2027, con l’applicazione dell’ultima quota prevista dal CCNL.

Cosa si vede nel cedolino di settembre 2026?

Nel cedolino di settembre 2026 il personale docente dovrebbe trovare lo stipendio tabellare aggiornato con gli aumenti contrattuali già entrati in vigore. La somma netta può cambiare rispetto ad agosto perché non comprende più il pagamento straordinario degli arretrati.

Per controllare correttamente il cedolino è utile confrontare lo stipendio tabellare di settembre con quello precedente all’applicazione del contratto. Bisogna inoltre ricordare che l’importo annunciato di 143 euro è lordo, medio e riferito all’aumento complessivo a regime.

La cifra effettivamente visibile dipende dall’ordine di scuola, dalla fascia di anzianità, dal tipo di contratto, dal regime fiscale e dalle trattenute applicate. Per questo motivo due docenti possono ricevere aumenti netti differenti anche se appartengono allo stesso comparto.

Aumenti a regime dal 1° gennaio 2027: 143 euro per i docenti e 107 euro per il personale ATA

Il CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 riconosce un aumento medio a regime di circa 143 euro lordi mensili per i docenti e di circa 107 euro lordi mensili per il personale ATA.

La precisazione “a regime” è fondamentale. Questi importi non indicano necessariamente la differenza netta visibile sul conto corrente e non rappresentano una cifra uguale per tutti. Si tratta di valori medi lordi, calcolati considerando i diversi profili e le varie fasce stipendiali.

Una parte degli incrementi è già entrata in busta paga nell’agosto 2026. Dal 1° gennaio 2027 scatterà l’ultima decorrenza economica prevista dal contratto, che permetterà di raggiungere gli importi complessivi a regime.

Perché 143 euro è un importo medio?

L’aumento effettivo dello stipendio dipende dal grado scolastico nel quale il docente presta servizio e dalla sua fascia di anzianità.

Un insegnante all’inizio della carriera riceve normalmente un incremento lordo inferiore rispetto a un collega collocato nelle fasce stipendiali più elevate. Possono inoltre incidere la tipologia del rapporto di lavoro, il part-time, i mesi effettivamente lavorati e le trattenute fiscali e previdenziali.

I 143 euro lordi mensili rappresentano quindi una media generale. Per conoscere l’aumento esatto bisogna consultare le tabelle retributive allegate al CCNL e confrontarle con la propria posizione stipendiale.

Arretrati dello stipendio dei docenti: quanto è stato pagato?

Gli arretrati liquidati ad agosto hanno coperto il periodo compreso tra il 1° gennaio 2025 e il 31 luglio 2026. La somma non è stata inserita nel cedolino ordinario, ma è arrivata con un pagamento separato.

Secondo i dati medi diffusi dal Ministero e ripresi dalla stampa specializzata, gli arretrati ammontano a circa 855 euro lordi per i docenti e 633 euro lordi per il personale ATA. Questi importi rappresentano delle medie: la cifra individuale può essere più alta o più bassa in base al profilo, all’anzianità, ai mesi lavorati e al tipo di contratto.

Nel calcolo si tiene conto anche dell’IVC, l’Indennità di Vacanza Contrattuale, già corrisposta durante il periodo di mancato rinnovo. Le somme ricevute a questo titolo vengono sottratte dagli aumenti contrattuali maturati.

Gli arretrati, pertanto, corrispondono alla differenza tra quanto spettava in base al nuovo contratto e quanto il dipendente aveva già percepito attraverso l’IVC.

Cosa fare se gli arretrati non sono arrivati?

Chi non ha ricevuto gli arretrati deve innanzitutto verificare nell’area personale NoiPA la presenza di un pagamento separato rispetto allo stipendio ordinario. L’emissione speciale, infatti, non compare necessariamente all’interno dello stesso cedolino di agosto.

Bisogna inoltre considerare che la situazione può cambiare per il personale con contratti cessati, ricostruzioni di carriera in corso, variazioni giuridiche o periodi di servizio non continuativi.

Se a settembre il pagamento non risulta ancora presente, è possibile rivolgersi alla segreteria scolastica per controllare la posizione amministrativa e, se necessario, aprire una segnalazione attraverso i canali di assistenza NoiPA.

L’una tantum di gennaio 2027 riguarda il personale ATA

Il CCNL prevede per gennaio 2027 una somma una tantum di 110 euro lordi, ma questa misura riguarda il personale ATA e non tutti i dipendenti della scuola.

L’importo spetta al personale ATA in servizio nell’anno scolastico 2025/26, secondo i requisiti indicati dal contratto. La somma viene riproporzionata in caso di rapporto di lavoro a tempo parziale e non produce effetti sul trattamento pensionistico o sulle future progressioni stipendiali.

Non bisogna confondere questa una tantum con l’ultima quota degli aumenti contrattuali: si tratta di due voci differenti. Da gennaio 2027 entrerà in vigore l’ultima decorrenza economica del CCNL e, per gli ATA aventi diritto, sarà riconosciuto anche l’importo una tantum.

Personale ATA: aumenti e arretrati a settembre 2026

Anche il personale ATA ha ricevuto nell’agosto 2026 gli aumenti già applicabili e gli arretrati maturati fino al 31 luglio.

L’aumento medio a regime è di circa 107 euro lordi mensili, ma la cifra effettiva varia in base al profilo e all’anzianità. Collaboratori scolastici, operatori, assistenti amministrativi e tecnici, funzionari e personale dell’Area delle elevate qualificazioni hanno infatti trattamenti economici differenti.

Gli arretrati medi sono stati indicati in circa 633 euro lordi, ma anche in questo caso la somma individuale può variare. Nel cedolino di settembre resta l’aumento mensile strutturale, mentre non viene ripetuto il pagamento straordinario già effettuato ad agosto.

Dal 1° gennaio 2027 scatterà l’ultima quota dell’aumento contrattuale. Nello stesso mese il personale ATA in possesso dei requisiti riceverà anche l’una tantum di 110 euro lordi.

Perché l’aumento in busta paga può sembrare più basso?

La differenza tra gli importi annunciati e la cifra realmente accreditata dipende innanzitutto dal fatto che gli aumenti comunicati sono lordi. Dopo le trattenute fiscali e previdenziali, il beneficio netto risulta inevitabilmente più contenuto.

Inoltre, i 143 euro per i docenti e i 107 euro per il personale ATA sono valori medi a regime. L’importo individuale cambia in base al profilo professionale, all’anzianità e alla situazione contrattuale.

Una parte dell’incremento era già stata anticipata attraverso l’IVC. Nel cedolino compare quindi la differenza tra il nuovo trattamento economico e le somme già riconosciute.

Infine, da settembre non sono più presenti gli arretrati pagati con l’emissione speciale di agosto. Il totale accreditato può apparire più basso rispetto al mese precedente, ma l’aumento mensile strutturale resta nello stipendio.

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