Messa a Disposizione

Il punto sulla scuola tra insegnanti mancanti e boom di supplenze

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La scuola è iniziata da meno di un mese, ma continuano a stupire le cifre sui posti vacanti e le supplenze. Del resto, si sapeva che questo inizio di anno scolastico sarebbe stato molto particolare.

Anno scolastico 2020/21: l’anno delle supplenze

Dopo l’assenza prolungata dai banchi di scuola a causa del lockdown, il pensionamento di migliaia di insegnanti con quota 100, l’introduzione delle nuove graduatorie provinciali per le supplenze e l’aggiornamento delle graduatorie d’istituto, era chiaro che questo sarebbe stato “l‘anno delle supplenze“. Lo avevamo già detto anche noi di Docenti.it. E gli ultimi numeri non possono che confermare la previsione.

La Cgil ha fatto proprio negli ultimi giorni il punto sulle cattedre ancora vaganti e il conseguente boom delle supplenze: si parla di un totale di 65.514, pari al 78% dei nuovi posti di insegnante.

In Emilia Romagna 90.000 supplenti hanno rifiutato una convocazione

A questa stuazione si somma lo sconcertante dato reso noto dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna, Stefano Versari. Ci sono volute infatti più di 108.000 convocazioni per coprire 15.000 posti per supplenti in Regione. A queste chiamate, solo il 15% dei docenti ha risposto si. Questo significa che più di 90.000 persone hanno rifiutato. Migliaia di no alle supplenze, dunque, a cui possono aver contributo diversi fattori.

La paura Covid è sicuramente tra queste. L’Osservatorio ‘Futura’ della Cgil ha fatto un primo bilancio, evidenziando come, tra le principali preoccupazioni indicate da genitori e insegnanti, ci siano il mantenimento della distanza tra gli studenti, il sovraffollamento dei mezzi pubblici e l’igienizzazione degli ambienti scolastici. 

Ma parte del problema potrebbe risiedere anche nel sistema di convocazioni tramite graduatorie, che evidentemente non funziona. Tra ritardi, imprecisioni, errori nelle valutazioni, l’esordio delle nuove GPS non ha infatti prodotto i risultati sperati. E non solo in Emilia-Romagna.

La situazione nel resto d’Italia

Quello dell’Emilia Romagna non è infatti un caso isolato. Su una materia delicata come il sostegno, poi, l’incertezza diventa ancora più problematica.

A Milano, ad esempio, mancano ancora 1.700 docenti di sostegno. E sempre nel capoluogo lombardo, su 10mila assunzioni previste totali, ne sono state fatte solo 6.500.

I numeri sono molto lontani da quanto il ministro Azzolina aveva promesso a fine agosto. Allora, si parlava di 85 mila nuove assunzioni. Ma, ad oggi, solamente 19.294 sono stati assegnati. In pratica appena 1 su 4. Tutto questo per dire che è vero; quest’anno più che mai c’è stato e ci sarà ancora un massivo ricorso ai supplenti. Ed è assai probabile che, come ogni anno scolastico, giocheranno un ruolo decisivo le domande di messa a disposizione.

Perché le domande di messa a disposizione saranno ancora determinanti

In questo caos scolastico resta una certezza: ancora una volta, le MAD salveranno la scuola e garantiranno la continuità didattica negli Istituti.

Nonostante le nuove GPS, infatti, sappiamo bene che le graduatorie non sono mai sufficienti a coprire i posti rimasti vacanti. Era chiaro che non potevano esserlo neanche in quest’anno scolastico turbolento, aggravato dalla situazione e dai numeri che abbiamo cercato di riportarvi.

Per alcune classi di concorso, come ad esempio Matematica e Fisica, le graduatorie si sono già esaurite. Per il sostegno, poi, esiste da sempre in Italia una lacuna di insegnanti specializzati. Non è quindi un caso che le domande di messa a disposizione rappresentino lo strumento privilegiato per reperire questa tipologia di supplenti. Ma anche tutti gli altri, se consideriamo i no alle convocazioni e i timori di accettare una supplenza a causa dei problemi sanitari.

Per gli istituti non resta quindi altra possibilità che ricorrere alle MAD. E questo anche in barba alla nuova circolare sulle supplenze resa nota a settembre 2020. Quest’ultima vieterebbe infatti a docenti già iscritti nelle GPS di inviare candidature tramite domanda di messa a disposizione.

Si tratta ovviamente di un grosso controsenso, che crea problemi agli istituti, anziché risolverli. Ma come abbiamo detto più volte, di fronte a questa conclamata carenza di docenti, è assai probabile che i Presidi non si fermeranno di fronte al diktat. Anzi, potrebbero addirittura preferire la convocazione tramite messa a disposizione.

L’informalità delle MAD rappresenta un vero vantaggio, specie se confrontata al macchinoso sistema di convocazione tramite graduatorie che, come abbiamo visto, non ha affatto funzionato. Per questo anche i docenti non dovrebbero temere ripercussioni negative nel caso decidessero di candidarsi con le MAD (tra l’altro, la circolare non prevede sanzioni, nè tantomeno ha valore di legge).

Il punto di vista di Docenti.it è proprio questo. Sono sotto gli occhi di tutti le difficoltà del mondo scuola. Inviare una MAD è un’attività più vicina a una forma di aiuto che a un problema. Se sei un insegnante e ancora non hai ricevuto una convocazione, questo è il momento giusto per tentare: invia ora la tua domanda MAD nelle scuole.


Invia subito la tua MAD
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Scritto da Simona Fornace

Essere di supporto agli aspiranti docenti di tutta Italia è una delle soddisfazioni più grandi della mia attività con Docenti.it. Aiutare un insegnante ad inviare la sua MAD significa aumentare la sua possibilità di esaudire il proprio sogno di insegnare. Precisione, puntualità e affidabilità sono alla base di ogni messa a disposizione.

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