Preselettiva TFA Sostegno: come prepararsi e cosa studiare

Preselettiva TFA Sostegno: come prepararsi e cosa studiare

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La preselettiva del TFA Sostegno è il primo ostacolo del percorso ed è quello che ferma il maggior numero di candidati.

Non è un test di cultura generale: misura competenze specifiche sull’inclusione, sulla didattica e sulla normativa scolastica. Prepararsi con metodo e con anticipo, prima ancora che escano i bandi degli atenei, è la differenza concreta tra chi accede alla prova scritta e chi resta fuori.

La selezione del XI Ciclo si articola in tre fasi: prova preselettiva, prova scritta e prova orale.

La preselettiva funziona da filtro rigido: accede alla scritta soltanto un numero di candidati pari al doppio dei posti banditi per quel grado. Per questo conta arrivare preparati, non semplicemente “presenti”.

Com'è strutturata la prova preselettiva

La prova preselettiva è un test a risposta multipla con un numero fisso di quesiti e un tempo limitato.

Sulla base dei cicli precedenti, il modello prevede in genere 60 domande con cinque opzioni di risposta, una sola corretta.

Le aree tematiche si ripetono di anno in anno, ed è proprio questa regolarità a premiare chi si è esercitato.

Le materie ricorrenti sono:

  • Competenze linguistiche e comprensione del testo.
  • Pedagogia e pedagogia speciale.
  • Psicologia dello sviluppo e dell’apprendimento.
  • Didattica e metodologie inclusive (progettazione del PEI, differenziazione didattica).
  • Normativa sull’inclusione scolastica (Legge 104/1992, Legge 170/2010, BES e DSA).
  • Competenze su empatia, intelligenza emotiva e creatività, che in alcuni cicli compaiono nella prova.

Chi è esonerato dalla preselettiva

Alcune categorie accedono direttamente alla prova scritta.

Sono esonerati dalla preselettiva i docenti con almeno tre anni di servizio sul sostegno negli ultimi dieci anni scolastici nello specifico grado (entro una riserva del 35% dei posti), i candidati con invalidità pari o superiore all’80% ai sensi dell’art. 20, comma 2-bis, della Legge 104/1992, e tutti i candidati quando le iscrizioni sono inferiori o pari al doppio dei posti banditi per quel grado.

Se rientri in uno di questi casi, la tua energia va concentrata sulla scritta e sull’orale.

Un metodo di studio che funziona

Più del numero di ore conta come studi. Ecco un’impostazione efficace:

Iniziare prima della pubblicazione del decreto MUR non è solo consigliabile: la struttura delle prove è stabile nel tempo, quindi ogni settimana di anticipo è un vantaggio reale.

Quanto tempo serve

Non esiste un numero magico, ma le materie psicopedagogiche e normative non si assimilano in pochi giorni.

Pianifica un percorso di alcuni mesi, con sessioni brevi e costanti, alternando teoria e simulazioni. Ricorda che i corsi di preparazione possono essere acquistati anche con la Carta del Docente, se ne hai diritto.

Domande frequenti

Quante domande ha la preselettiva del TFA Sostegno?
Il modello dei cicli precedenti prevede in genere 60 quesiti a risposta multipla con cinque opzioni e una sola risposta corretta. Il numero esatto e i tempi vanno verificati sul bando del singolo ateneo.

Quali materie studiare per la preselettiva?
Le aree principali sono competenze linguistiche, pedagogia speciale, psicologia dello sviluppo, didattica inclusiva e normativa sull’inclusione (Legge 104/1992, Legge 170/2010).

Chi non deve sostenere la preselettiva?
Sono esonerati i docenti con tre anni di servizio sul sostegno nel grado richiesto, i candidati con invalidità pari o superiore all’80% e tutti i candidati quando gli iscritti non superano il doppio dei posti.

Quando conviene iniziare a studiare?
Subito, prima dei bandi. La preselettiva accede solo al doppio dei posti banditi, quindi l’anticipo nella preparazione è il fattore che fa davvero la differenza.

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