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Titoli di accesso all’insegnamento: valuta il tuo piano di studi

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I titoli di accesso all’insegnamento sono la base di partenza per chi vuole coronare il sogno di diventare insegnante.

Il requisito principale per iscriversi alle graduatorie o per partecipare al Concorso Scuola 2020 è infatti il possesso da parte degli aspiranti docenti di un titolo di studio che abbia valore abilitante per una specifica classe di concorso che apra quindi all’insegnamento di una materia. Tra requisiti e calcolo del piano di studi, ecco il punto sulla questione di Docenti.it.

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I titoli di accesso all’insegnamento

L’insegnamento è strettamente vincolato alle classi di concorso. Sono queste ultime, infatti, a stabilire quali materie si possono insegnare a partire dal titolo di studio in possesso da un candidato. Un diploma o una laurea corrispondono anche a più classi che, a loro volta, stabiliscono i criteri per accedere all’insegnamento di una disciplina

Per sapere a quali classi di concorso si può accedere bisogna quindi partire dai titoli di studio. La prima discriminante è il grado d’Istituto: sono infatti necessari specifici titoli di accesso per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia e primaria rispetto alla scuola secondaria.

Per la scuola dell’infanzia e primaria è indispensabile la Laurea in Scienze della formazione primaria, il Diploma Magistrale o il Diploma di Liceo Socio-Psico-Pedagogico, o ancora il Diploma sperimentale a indirizzo linguistico (purché conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002).

Per la scuola secondario, di primo o secondo grado, bisogna avere invece una Laurea di Vecchio Ordinamento, una Laurea Specialistica o Magistrale di Nuovo Ordinamento, un Diploma accademico di II livello, Diploma di Conservatorio o di Accademia di Belle Arti Vecchio Ordinamento. Peri soli ITP (insegnanti tecnico pratici) è sufficiente il Diploma di scuola superiore.

Perché è importante la valutazione piano di studi

Detta così, sembra sufficiente possedere un titolo per avere accesso a una classe d insegnamento. Invece non è così semplice: come anticipato, una laurea o un diploma hanno diverse classi di concorso associate, ma ci sono altri criteri cui rispondere per poter ricoprire effettivamente il ruolo di insegnante di una materia scolastica. Qui entra in gioco il secondo aspetto fondamentale tra i titoli di accesso all’insegnamento, ovvero la valutazione del piano studi.

Il piano di studi è l’insieme di esami che ogni aspirante docente ha sostenuto durante il suo percorso di laurea oppure master e corsi. Ognuno di questi avrà fatto accumulare al futuro docente una serie di CFU in diversi settori scientifici disciplinari (SSD), contraddistinti da un codice associato ad ogni esame. Ebbene: ogni classe di concorso stabilisce precisamente quanti CFU nei settori scientifici disciplinari bisogna aver maturato per insegnare una materia. Ecco spiegato perché è fondamentale analizzare bene il proprio piano studi

Potrebbe infatti capitare di credere di poter ricoprire a “pieno titolo” la docenza di una specifica disciplina, senza avere in realtà maturato i crediti richiesti da quest’ultima. La sola laurea non basta, ed è importante esserne consapevoli per non commettere sbagli che potrebbero ostacolare la carriera scolastica.

Individuare le giuste classi di concorso è importante per due motivi: il primo è la partecipazione ai Concorsi Scuola, quest’anno resa ancora più stringente dal fatto che si può scegliere una sola classe di insegnamento in cui concorrere; il secondo è l’iscrizione alle graduatorie per ricoprire il ruolo di supplente nelle scuole, per cui è appunto richiesto l’accesso a una classe di concorso.

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Come valutare il piano studi

Per verificare i requisiti delle singole cattedre di insegnamento, tra titoli e crediti, il MIUR ha messo a disposizione la tabella A e B delle classi di concorso. La prima si riferisce a tutti i titoli di laurea, mentre la seconda fa riferimento ai titoli di diploma, quindi ai diplomati ITP.

Tuttavia, non è così immediato trovare la corrispondenza tra titoli di studio, classi di concorso ed esami sostenuti. Considerando poi che i CFU richiesti dalle classi di insegnamento possono essere conseguiti non solo durante il classico corso di laurea ma anche tramite corsi post-lauream (scuole di specializzazione, master universitari etc.) o corsi singoli universitari, il calcolo potrebbe risultare ancora più complesso. 

Docenti.it ha deciso di semplificare la verifica delle classi di concorso. Con un pratico tool online, non dovrai più perdere tempo a consultare le varie tabelle rilasciate dal MIUR. Ti basterà inserire il livello di istruzione e la tipologia di laurea e in meno di 20 secondi avrai l’elenco completo delle classi in insegnamento in cui puoi concorrere. E per un’analisi ancora più dettagliata, potrai procedere con la valutazione del tuo piano di studi e la verifica dei CFU. In base agli esami svolti durante il tuo percorso curriculare e extra-curriculare, saprai se sei idoneo alle classi di concorso desiderate. Così potrai essere sicuro di selezionare la giusta classe di concorso per il tuo futuro da insegnante! 

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