Carta del docente 2026/27: guida completa a come si usa

Carta del docente 2026/27: importo, scadenze e acquisti consentiti

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Cos’è la Carta del docente e come funziona

La Carta del docente è un credito elettronico destinato alla formazione e all’aggiornamento professionale. Non viene consegnata una carta fisica e non occorre presentare una domanda: quando il beneficiario possiede i requisiti, l’importo viene caricato automaticamente sulla piattaforma ufficiale cartadeldocente.istruzione.it.

L’accesso avviene tramite SPID o Carta d’identità elettronica. Dall’area personale è possibile controllare il saldo, consultare i movimenti e generare i buoni da utilizzare presso gli esercenti e gli enti accreditati.

La misura è stata istituita dall’articolo 1, comma 121, della legge n. 107/2015. Dal 2025/2026 sono cambiate sia la platea dei beneficiari sia le modalità di determinazione dell’importo. La Carta non vale più automaticamente 500 euro: la somma viene stabilita ogni anno in base alle risorse disponibili e al numero degli aventi diritto.

Il nuovo credito relativo al 2026/2027 non è stato ancora assegnato.

Quanto vale la Carta del docente 2026/27

L’importo della Carta del docente 2026/27 non è ancora stato stabilito. Non è quindi possibile indicare oggi una cifra certa né una data ufficiale di accredito.

A decorrere dall’anno scolastico 2025/2026, il valore della Carta viene definito con un decreto annuale del Ministero dell’Istruzione e del Merito, adottato di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il provvedimento deve tenere conto del numero dei docenti e del personale educativo aventi diritto, oltre che delle risorse disponibili.

La legge prevede che il decreto venga adottato entro il 30 gennaio di ogni anno, ma questa data non coincide necessariamente con quella dell’accredito. Per il 2025/2026, per esempio, il decreto è stato firmato il 31 marzo 2026. La scadenza del 30 gennaio rappresenta quindi un termine normativo per l’adozione del provvedimento, non la garanzia che il credito sia spendibile nello stesso giorno.

Le cifre che circolano sulla stampa per il 2026/2027 sono semplici ipotesi. Anche il possibile ritorno a 500 euro e l’estensione al personale ATA sono, al momento, richieste politiche e sindacali, non misure approvate.

Quanto valeva la Carta nel 2025/26

Per l’anno scolastico 2025/2026, il DM n. 59 del 31 marzo 2026 ha fissato il valore nominale della Carta a 383 euro.

La riduzione rispetto ai precedenti 500 euro è collegata all’ampliamento della platea. Dal 2025/2026, infatti, il beneficio è stato esteso in modo strutturale anche ai docenti con contratto annuale al 31 agosto, ai docenti con supplenza fino al termine delle attività didattiche e al personale educativo.

Le risorse complessive vengono quindi distribuite tra un numero maggiore di beneficiari. Il limite di 500 euro rappresenta un importo massimo, non una somma garantita per ogni anno scolastico.

Quando arriva il credito 2026/27

Il nuovo credito sarà disponibile soltanto dopo l’adozione del decreto MIM-MEF relativo al 2026/2027 e il successivo aggiornamento della piattaforma.

Fino a quel momento, chi accede al portale può visualizzare esclusivamente:

il residuo dell’anno scolastico 2025/2026, se non è stato interamente speso;

le somme riconosciute attraverso una sentenza, quando sono già state caricate;

gli eventuali buoni creati e non ancora utilizzati.

Non bisogna confondere la riapertura della piattaforma del 15 settembre 2026 con l’accredito della nuova annualità. La riapertura ha riguardato il credito residuo e le somme derivanti dai provvedimenti giudiziari, non la dotazione del 2026/2027.

Come accedere alla Carta del docente

Per utilizzare il credito bisogna entrare nel sito ufficiale cartadeldocente.istruzione.it e autenticarsi con SPID o CIE.

Non esistono password specifiche della Carta e non occorre affidarsi a soggetti esterni per attivare il portafoglio. Se si possiedono i requisiti, il riconoscimento avviene attraverso i dati trasmessi dall’Amministrazione.

Una volta effettuato l’accesso, è importante consultare il dettaglio del portafoglio per annualità. Il saldo complessivo, da solo, non permette sempre di capire da quale anno provengano le somme e quali limiti si applichino.

Occorre prestare attenzione a email, SMS e messaggi che invitano a “sbloccare” il credito attraverso collegamenti esterni. La Carta si gestisce esclusivamente sulla piattaforma ministeriale. Nessun operatore può anticipare l’accredito o modificare autonomamente l’importo assegnato.

Come creare un buono

Prima di generare un buono è opportuno scegliere il bene o il servizio da acquistare e verificare che il venditore sia registrato nella categoria corretta.

Dopo l’accesso alla piattaforma, bisogna indicare se l’acquisto verrà effettuato presso un negozio fisico oppure online. Si seleziona quindi la categoria di spesa e si inserisce l’importo corrispondente al prezzo.

Il sistema genera un codice identificativo, accompagnato dal QR code o dal codice a barre. Il buono può essere salvato sul telefono, stampato oppure comunicato al venditore secondo le modalità indicate.

L’importo viene scalato definitivamente quando l’esercente valida il buono. Prima della validazione, il codice può generalmente essere annullato dalla propria area personale e la somma torna nel portafoglio.

Il buono deve avere l’importo esatto

La Carta del docente non può essere convertita in denaro e il venditore non può restituire un resto in contanti.

Se il prezzo cambia prima del pagamento, per esempio in seguito a uno sconto, conviene annullare il buono non ancora validato e crearne uno nuovo con la cifra corretta.

Quando il costo supera il valore del buono, la differenza può essere pagata con un altro mezzo, se il venditore lo consente. Prima di generare il codice è quindi consigliabile verificare le condizioni applicate dall’esercente.

Cosa succede a un buono non utilizzato

La semplice creazione del buono non prolunga la durata del credito. Se il buono non viene validato, resta collegato all’annualità dalla quale è stato generato e ne segue la scadenza.

Creare un codice prima della fine dell’anno scolastico non consente quindi di “bloccare” il residuo per utilizzarlo oltre il termine previsto.

Se il buono non è più necessario, è preferibile annullarlo. La somma tornerà nel portafoglio, ma conserverà la scadenza originaria.

Dopo la validazione, invece, il buono risulta utilizzato. Eventuali resi, sostituzioni o problemi con il prodotto devono essere gestiti con il venditore secondo le condizioni applicabili all’acquisto.

Cosa si può comprare con la Carta del docente

La Carta può essere utilizzata esclusivamente per le spese ammesse dalla normativa e riconducibili alla formazione o all’aggiornamento professionale.

Rientrano tra gli acquisti consentiti i libri e i testi, anche in formato digitale, le pubblicazioni e le riviste utili all’aggiornamento, i corsi erogati da enti accreditati o qualificati dal Ministero, i corsi universitari, i master e le attività post lauream coerenti con il profilo professionale.

Si possono acquistare anche biglietti per cinema, teatri e spettacoli dal vivo, ingressi a musei, mostre ed eventi culturali, prodotti dell’editoria audiovisiva e strumenti musicali.

Dal 2025/2026 sono ammessi anche i servizi di trasporto di persone, purché acquistati presso operatori registrati sulla piattaforma. La presenza della categoria nel decreto non significa che qualsiasi compagnia o qualsiasi biglietto possa essere pagato con la Carta: l’operatore deve aver aderito al sistema ed essere abilitato a ricevere quel tipo di buono.

La Carta può inoltre sostenere iniziative coerenti con il Piano triennale dell’offerta formativa della scuola e con il Piano nazionale di formazione.

Computer, tablet e software: come funziona il limite quadriennale

Dal 2025/2026, hardware e software possono essere acquistati alla prima erogazione della Carta e, successivamente, ogni quattro anni scolastici.

Per chi aveva già ricevuto la Carta prima del 2025/2026, la legge ha aperto una finestra comune nell’anno scolastico 2025/2026. Questa possibilità si è conclusa il 31 agosto 2026. La successiva finestra decorrerà nell’anno scolastico 2029/2030.

La regola dipende dall’annualità prevista dalla legge, non dal fatto che il docente abbia realmente acquistato un dispositivo. Chi aveva già la Carta e non ha comprato un computer entro il 31 agosto 2026 non può utilizzare il residuo nel 2026/2027 per recuperare l’occasione perduta.

Chi riceverà la Carta per la prima volta nel 2026/2027 potrà invece utilizzare il credito per hardware e software in occasione di questa prima erogazione. Dopo tale annualità, dovrà rispettare la cadenza quadriennale personale.

La norma non limita soltanto l’acquisto di computer o tablet, ma riguarda l’intera categoria hardware e software. Il vincolo si applica anche alle somme riconosciute in esecuzione di una sentenza.

Il residuo 2025/26 può essere usato per comprare un computer?

Per chi aveva già ricevuto la Carta prima del 2025/2026, la risposta è no. La finestra tecnologica si è chiusa il 31 agosto 2026, anche se nel portafoglio rimane una parte dei 383 euro.

Quel residuo può ancora essere impiegato per le altre categorie ammesse, come libri, corsi, master, iniziative culturali, strumenti musicali e servizi di trasporto presso operatori accreditati.

Diversa è la situazione di chi riceve la Carta per la prima volta nel 2026/2027. Per questi nuovi beneficiari, la prima erogazione dovrebbe consentire l’acquisto di hardware e software secondo la regola generale introdotta dalla legge.

Quali acquisti non sono consentiti

Non è possibile utilizzare la Carta per spese estranee alle categorie previste. Rimangono esclusi la cancelleria, il materiale di consumo, gli arredi, gli elettrodomestici e gli oggetti privi di una finalità formativa riconosciuta.

Non è ammessa la conversione dei buoni in denaro, buoni regalo o credito commerciale liberamente spendibile.

Occorre prestare particolare attenzione ai pacchetti misti, come un corso di formazione venduto insieme a un tablet, uno smartphone o un altro prodotto. La Carta deve essere utilizzata per il bene o il servizio corrispondente alla categoria selezionata. Un prodotto tecnologico non può essere mascherato come omaggio collegato a un corso per aggirare il limite quadriennale.

Per le piattaforme digitali bisogna verificare la natura del prodotto. Un singolo contenuto audiovisivo ammesso dalla normativa è diverso da un generico abbonamento periodico a un servizio di intrattenimento.

Anche per i corsi è indispensabile verificare che l’ente possieda i requisiti richiesti e che l’iniziativa rientri tra quelle pagabili con la Carta.

Dove si può spendere il credito

La Carta viene accettata soltanto dagli esercenti e dagli enti registrati sulla piattaforma.

Prima di creare il buono è consigliabile utilizzare la funzione di ricerca disponibile sul portale ufficiale, selezionando la categoria, il territorio e la modalità di acquisto. L’abilitazione per il negozio fisico non comporta necessariamente l’accettazione dello stesso buono sul sito internet, e viceversa.

Per gli acquisti online bisogna seguire le indicazioni del venditore e inserire il codice nell’apposito campo. In negozio è possibile mostrare il codice dal telefono oppure consegnarne una copia stampata.

È sempre opportuno conservare la documentazione dell’acquisto, come fattura, ricevuta o scontrino.

Come utilizzare la Carta per un corso di formazione

Prima di acquistare un corso è necessario controllare l’identità dell’ente, il programma, la durata e il riconoscimento dell’attività.

La presenza di un corso sulla piattaforma S.O.F.I.A. può aiutare a verificarne il riconoscimento, ma bisogna comunque controllare che l’ente accetti effettivamente la Carta e che il percorso acquistato corrisponda alla categoria indicata nel buono.

Non basta che un corso venga genericamente definito “utile per la scuola”. Per essere pagabile con la Carta deve rispettare i requisiti previsti dalla normativa.

Anche i corsi proposti da Docenti.it possono essere pagati con la Carta quando rientrano nelle categorie consentite e vengono erogati tramite soggetti in possesso dei requisiti richiesti.

Quando scade il residuo 2025/26

Le somme non utilizzate dell’anno scolastico 2025/2026 possono essere spese anche durante il 2026/2027 e, quindi, entro il 31 agosto 2027.

Il residuo dell’anno scolastico 2024/2025, invece, è scaduto il 31 agosto 2026 e non viene trasferito ulteriormente.

Anche i buoni già generati ma non validati seguono la scadenza dell’annualità dalla quale provengono.

Per il residuo 2025/2026 restano validi i nuovi limiti relativi all’acquisto di hardware e software. La permanenza del credito nel portafoglio non riapre la finestra tecnologica.

Cosa significa cessazione dal servizio

Il DM n. 59/2026 stabilisce che le somme non sono più utilizzabili dalla cessazione dal servizio, con una disciplina specifica per gli importi riconosciuti attraverso una sentenza.

Questa espressione non dovrebbe essere confusa automaticamente con la scadenza di ogni singolo contratto a tempo determinato. La giurisprudenza ha distinto la conclusione di una supplenza dalla definitiva uscita dal sistema scolastico, soprattutto quando il docente rimane inserito nelle graduatorie o riceve nuovi incarichi.

Una sentenza del Tribunale di Brescia del 2026, per esempio, ha interpretato la cessazione come uscita definitiva dal sistema delle docenze, non come semplice conclusione del singolo contratto di supplenza. Si tratta però di una pronuncia di merito riferita al caso esaminato, non di un chiarimento amministrativo generale valido automaticamente per ogni situazione.

Non è quindi corretto affermare che un supplente perda sicuramente il residuo il 30 giugno o il 31 agosto. Se il credito non compare o l’accesso viene bloccato, bisogna verificare la posizione con la segreteria scolastica e utilizzare i canali di assistenza della piattaforma.

Somme riconosciute attraverso una sentenza

Il DM 59/2026 contiene una disciplina specifica per gli importi caricati nel 2025/2026 in esecuzione di una decisione giudiziaria.

Queste somme possono essere utilizzate anche nel 2026/2027 e conservano una tutela particolare in caso di cessazione dal servizio. Rimane comunque applicabile il limite quadriennale per l’acquisto di hardware e software.

Una sentenza non trasforma quindi l’intero importo in credito privo di vincoli. Le somme devono sempre essere utilizzate per le categorie ammesse e secondo le modalità della piattaforma.

Chi ha diritto alla Carta del docente

La normativa riconosce la Carta ai docenti di ruolo, compresi quelli con contratto part-time, ai docenti con contratto annuale su posto vacante e disponibile fino al 31 agosto e ai docenti con supplenza fino al termine delle attività didattiche, generalmente al 30 giugno.

Rientra anche il personale educativo dei convitti e degli educandati statali.

Il DM 59/2026 ha inoltre disciplinato categorie come i docenti in periodo di formazione e prova, quelli dichiarati inidonei per motivi di salute, il personale in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o utilizzazione, i docenti delle scuole italiane all’estero e quelli in servizio nelle scuole militari.

Per l’anno scolastico 2026/2027 il decreto annuale dovrà definire criteri e modalità di assegnazione, nel rispetto della platea stabilita dalla legge.

Chi resta escluso

Non ricevono automaticamente la Carta i docenti con sole supplenze brevi e saltuarie, il personale ATA e i docenti delle scuole paritarie.

Per i supplenti brevi esiste un contenzioso ancora in evoluzione, ma l’accredito automatico previsto dalla normativa vigente riguarda i contratti al 31 agosto e quelli fino al termine delle attività didattiche.

Il personale ATA non è stato incluso nella platea legale. Le richieste di estensione formulate dai sindacati non hanno ancora prodotto una modifica normativa.

Come recuperare la Carta degli anni precedenti

L’estensione introdotta dal 2025/2026 non determina il riconoscimento automatico delle annualità passate.

Chi negli anni precedenti ha lavorato con contratti al 31 agosto o al 30 giugno senza ricevere la Carta può valutare un ricorso davanti al giudice del lavoro. La giurisprudenza ha riconosciuto il diritto anche ai docenti non di ruolo con queste tipologie di incarico.

La Cassazione ha individuato un termine di prescrizione quinquennale, ma la decorrenza e il rimedio concretamente applicabile possono dipendere dalla posizione del docente, dalla permanenza nel sistema scolastico e dalla cessazione dal servizio.

Prima di procedere è quindi opportuno far esaminare i contratti e le annualità interessate da un sindacato o da un professionista.

Cosa fare se il credito non compare

Il primo controllo riguarda l’annualità visualizzata. Il nuovo credito 2026/2027 non è ancora stato assegnato, quindi la sua assenza non rappresenta un errore.

Se manca il residuo 2025/2026, bisogna verificare che non sia stato interamente utilizzato e controllare lo stato degli eventuali buoni già creati.

Quando il problema riguarda il riconoscimento come beneficiario, il primo riferimento è la segreteria scolastica, che può verificare i dati del contratto e la posizione di servizio.

Per anomalie tecniche è necessario consultare le FAQ e i recapiti di assistenza indicati direttamente sulla piattaforma. Se l’errore riguarda SPID o CIE, bisogna rivolgersi al gestore dell’identità digitale o al servizio dedicato alla Carta d’identità elettronica.

Cosa fare adesso

In questa fase conviene accedere alla piattaforma e controllare l’eventuale residuo 2025/2026, verificando anche la presenza di buoni creati e mai utilizzati.

Chi aveva già ricevuto la Carta prima del 2025/2026 non deve pianificare acquisti di computer, tablet o software con il residuo: la nuova finestra tecnologica arriverà nel 2029/2030.

Per il credito 2026/2027 bisogna attendere il decreto annuale. Fino alla sua pubblicazione non sono ufficiali né l’importo né la data di accredito.

È inoltre consigliabile conservare ricevute e fatture degli acquisti e generare il buono soltanto quando si è pronti a concludere il pagamento.

Domande frequenti

Come si usa la Carta del docente?

Si accede a cartadeldocente.istruzione.it con SPID o CIE, si sceglie la modalità di acquisto e la categoria, si inserisce l’importo e si genera il buono. Il codice deve essere consegnato a un esercente o ente registrato, che lo valida al momento del pagamento.

Quanto vale la Carta del docente 2026/27?

L’importo non è stato ancora determinato. Verrà stabilito con un decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito, adottato di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il valore del 2025/2026 era pari a 383 euro.

Quando verrà accreditata la Carta 2026/27?

Non è stata ancora comunicata una data ufficiale. La legge prevede l’adozione del decreto annuale entro il 30 gennaio, ma l’accredito può avvenire successivamente all’emanazione e all’aggiornamento della piattaforma.

Fino a quando si può utilizzare il residuo 2025/26?

Il residuo può essere utilizzato durante l’anno scolastico 2026/2027, quindi entro il 31 agosto 2027. Restano applicabili le limitazioni previste per hardware e software.

Un supplente perde il credito quando scade il contratto?

Non necessariamente. La scadenza del singolo contratto non coincide automaticamente con l’uscita definitiva dal sistema scolastico. Se il credito non risulta disponibile dopo la conclusione della supplenza, è necessario verificare la posizione con la segreteria e con l’assistenza della piattaforma.

Si può acquistare un computer con il residuo 2025/26?

Chi aveva già ricevuto la Carta prima o durante il 2025/2026 non può più utilizzare il residuo per hardware e software: la finestra si è chiusa il 31 agosto 2026 e la successiva è prevista nel 2029/2030. Chi riceverà la Carta per la prima volta nel 2026/2027 potrà invece utilizzare la prima erogazione anche per questa categoria.

Si può acquistare un abbonamento ai trasporti?

I servizi di trasporto di persone rientrano tra le categorie ammesse dal DM 59/2026. L’acquisto è possibile soltanto presso operatori registrati sulla piattaforma per questa tipologia di spesa.

La Carta può essere utilizzata per un corso con un tablet incluso?

La Carta deve pagare esclusivamente il bene o il servizio corrispondente alla categoria scelta. Un pacchetto costruito per includere un dispositivo tecnologico all’interno del prezzo di un corso può rappresentare un uso non conforme, soprattutto quando serve ad aggirare il limite quadriennale sull’hardware.

Chi ha diritto alla Carta?

Ne hanno diritto i docenti di ruolo, i supplenti annuali al 31 agosto, i supplenti fino al termine delle attività didattiche e il personale educativo. Restano esclusi dall’accredito automatico i supplenti brevi, il personale ATA e i docenti delle scuole paritarie.

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