Aumenti stipendio docenti e ATA: una tantum e arretrati 2026

Aumenti stipendio docenti e ATA: una tantum e arretrati 2026

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Il 2026 si apre con importanti aumenti stipendio per docenti e ATA.

Dopo gli adeguamenti tabellari e gli arretrati di gennaio, anche il cedolino di febbraio 2026 porta nuove somme grazie all’erogazione dell’una tantum prevista dal CCNL Istruzione 2022/2024.

Il sistema NoiPA completa così l’applicazione del contratto, con pagamenti differenziati tra personale di ruolo, supplenti annuali e supplenti brevi.

Una tantum nel cedolino di febbraio 2026: cosa sapere

Un importo previsto dal CCNL, non un bonus

L’importo una tantum inserito nello stipendio di febbraio nasce dall’articolo 16 del CCNL Istruzione e Ricerca 2022/2024.

Non si tratta di un incentivo occasionale, ma di un obbligo contrattuale pensato per chiudere definitivamente la fase di transizione retributiva.

L’accredito avviene direttamente nella rata ordinaria di febbraio 2026, con una successiva emissione speciale per sistemare eventuali posizioni ancora aperte.

Importi dell’una tantum per docenti e ATA

Gli importi lordi variano in base al profilo professionale:

  • Docenti: 111,70 euro lordi
  • Personale ATA: 270,70 euro lordi

Per i lavoratori con contratto part-time, NoiPA applica una riduzione proporzionale in base all’orario di servizio.

Chi ha diritto al pagamento

Hanno diritto all’una tantum solo i dipendenti che rispettano precisi requisiti:

  • rapporto di lavoro attivato entro il 31 dicembre 2023;
  • contratto non cessato prima della sua naturale scadenza;
  • inclusione nei casi previsti per i contratti a tempo determinato.

Queste condizioni spiegano perché non tutto il personale scolastico riceverà automaticamente l’importo.

Per informazioni più dettagliate:

Stipendio docenti e una tantum: a chi spetta e perché?

Aumenti stipendio docenti e ATA: cosa succede ai supplenti brevi

Pagamenti rinviati a marzo 2026

Per i supplenti brevi e saltuari, i tempi di pagamento risultano diversi. NoiPA ha programmato una lavorazione specifica per marzo 2026, separata dalle emissioni ordinarie.

Questa gestione distinta dipende dalla necessità di verificare le risorse sui capitoli di bilancio delle singole scuole, un passaggio tecnico che spesso rallenta i pagamenti.

Possibili arretrati in arrivo

Durante la lavorazione di marzo, il sistema potrebbe liquidare anche arretrati non ancora corrisposti, completando così l’allineamento degli stipendi alle nuove tabelle retributive del CCNL.

Il quadro completo degli aumenti stipendio docenti e ATA

Le tre fasi del rinnovo contrattuale

Gli aumenti stipendiali non si concentrano in un solo momento, ma seguono tre passaggi chiave:

  1. Aumento degli stipendi tabellari dal 1° gennaio 2026, visibile già nel primo cedolino dell’anno;
  2. Pagamento degli arretrati contrattuali con l’emissione speciale del 23 gennaio 2026, che ha compensato le differenze rispetto a IVC e anticipi;
  3. Erogazione dell’una tantum a febbraio e regolarizzazione dei supplenti brevi a marzo 2026.

Conclusione della fase economica del CCNL

Con questi ultimi interventi, si chiude ufficialmente l’applicazione economica del CCNL Istruzione 2022/2024.

Da ora in avanti, l’attenzione di docenti e ATA si sposta sulle future trattative contrattuali, che definiranno i prossimi aumenti stipendio per il triennio successivo.

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