Lo stipendio degli insegnanti elementari nel 2026 dipende soprattutto dall’anzianità di servizio. Un docente di scuola primaria di ruolo, collocato nella fascia iniziale da 0 a 8 anni, percepisce circa 1.945 euro lordi mensili di stipendio tabellare. A questa somma si aggiunge la Retribuzione professionale docenti.
Lo stipendio netto iniziale si colloca indicativamente tra 1.630 e 1.710 euro al mese, ma l’importo effettivo cambia in base alle imposte locali, alle detrazioni e alla situazione familiare. Dopo 35 anni di servizio, il tabellare mensile lordo arriva a circa 2.815 euro.
Non esiste, quindi, una cifra uguale per tutti. Lo stipendio di un insegnante della primaria varia in base a tre elementi principali: la fascia di anzianità, il tipo di contratto e gli eventuali compensi accessori.
Il 2026 risente inoltre degli effetti di due rinnovi contrattuali. Il CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024, sottoscritto definitivamente all’ARAN il 23 dicembre 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 gennaio 2026, ha introdotto gli aumenti visibili su NoiPA dalla rata di gennaio 2026.
Il CCNL 2025-2027, firmato nel 2026 nella parte economica, distribuisce invece gli incrementi in tre tranche, fino al raggiungimento dell’importo completo dal 1° gennaio 2027.
Stipendio degli insegnanti elementari per fascia di anzianità
Nella scuola primaria, lo stipendio non aumenta ogni anno. La progressione avviene attraverso fasce di anzianità, chiamate comunemente gradoni stipendiali.
Quando il docente raggiunge la fascia successiva, lo stipendio tabellare aumenta e rimane invariato fino al passaggio seguente.
La tabella mostra gli importi lordi mensili in vigore nel 2026. Il calcolo deriva dalla divisione dello stipendio annuo per dodici mensilità, mentre la tredicesima viene corrisposta separatamente.
| Fascia di anzianità | Stipendio tabellare lordo mensile |
|---|---|
| Da 0 a 8 anni | Circa 1.945,26 euro |
| Da 9 a 14 anni | Circa 2.151,11 euro |
| Da 15 a 20 anni | Circa 2.331,66 euro |
| Da 21 a 27 anni | Circa 2.508,08 euro |
| Da 28 a 34 anni | Circa 2.683,10 euro |
| Da 35 anni in poi | Circa 2.815,41 euro |
Gli importi indicati rappresentano il tabellare lordo e non la somma che il docente riceve sul conto corrente. Al tabellare si aggiungono la Retribuzione professionale docenti e gli eventuali compensi accessori. Dal totale lordo vengono poi sottratti contributi e imposte.
Che cos’è la Retribuzione professionale docenti
Oltre allo stipendio tabellare, il personale docente riceve la Retribuzione professionale docenti, conosciuta anche con la sigla RPD.
Questa voce fissa vale circa 205 euro lordi mensili e porta la retribuzione ordinaria di un insegnante della primaria a inizio carriera oltre i 2.150 euro lordi al mese.
La RPD viene aggiornata con i rinnovi contrattuali. Quando si confrontano tabelle stipendiali pubblicate da fonti diverse, è importante controllare se gli importi comprendono già questa voce. Molte differenze tra le cifre disponibili online dipendono proprio dall’inclusione o dall’esclusione della RPD.
Perché lo stipendio netto è inferiore al lordo
Sul lordo incidono le ritenute previdenziali, il trattamento di fine servizio, l’IRPEF e le addizionali regionali e comunali. Queste ultime cambiano in base al luogo di residenza.
Le detrazioni per lavoro dipendente e quelle collegate alla situazione familiare possono invece ridurre il peso delle imposte.
Due insegnanti con lo stesso tabellare possono quindi ricevere stipendi netti differenti, anche di alcune decine di euro al mese. Le cifre nette indicate negli articoli rappresentano sempre delle stime: l’importo effettivo si trova nel cedolino NoiPA.
Aumenti del CCNL 2025-2027 per gli insegnanti della primaria
La parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 è stata sottoscritta all’ARAN nel 2026. Non si tratta, quindi, di un rinnovo ancora in fase di trattativa.
La cifra di 143 euro lordi mensili, spesso riportata come aumento dello stipendio, rappresenta la media calcolata sull’intero personale docente, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado. Non corrisponde all’incremento riconosciuto a ogni insegnante.
Per i docenti della scuola dell’infanzia e primaria, l’aumento completo varia da 110,16 euro lordi mensili nella fascia iniziale a 159,44 euro lordi mensili per chi supera i 35 anni di servizio. Gli importi si calcolano su tredici mensilità.
Il contratto distribuisce gli aumenti in tre tranche, con decorrenza:
- 1° gennaio 2025.
- 1° gennaio 2026.
- 1° gennaio 2027.
L’aumento raggiungerà quindi il suo valore pieno nel 2027. Per i docenti dell’infanzia e della primaria, la tranche con decorrenza dal 1° gennaio 2026 varia da 76,89 a 111,29 euro lordi mensili, in base alla fascia di anzianità.
Arretrati scuola 2026: importi e contratti di riferimento
Nel 2026 occorre distinguere gli arretrati collegati a due contratti diversi.
Gli arretrati del CCNL 2022-2024 sono stati liquidati all’inizio del 2026 insieme agli aumenti tabellari. Quelli relativi al CCNL 2025-2027, invece, maturano dal 1° gennaio 2025.
Per il personale docente, gli arretrati del rinnovo 2025-2027 ammontano indicativamente a 855 euro lordi, mentre per il personale ATA raggiungono circa 633 euro lordi. Questi importi tengono già conto dell’Indennità di vacanza contrattuale ricevuta in precedenza.
L’importo effettivamente riconosciuto dipende dai mesi di servizio svolti, dalla fascia stipendiale e dal tipo di contratto. Le fonti sindacali hanno indicato il pagamento tra luglio e agosto 2026, insieme a una somma una tantum di 111,70 euro.
Differenze di stipendio tra docenti di ruolo e supplenti
Un insegnante supplente con incarico annuale percepisce lo stipendio tabellare della fascia iniziale, corrispondente a quella da 0 a 8 anni.
Il servizio da precario attribuisce punteggio nelle graduatorie, ma non determina automaticamente la progressione economica prevista per il personale di ruolo. Un supplente e un docente di ruolo con vent’anni di anzianità possono quindi ricevere stipendi molto diversi, anche se lavorano nella stessa scuola.
Anche la durata del contratto incide sulla retribuzione complessiva:
- La supplenza fino al 31 agosto comprende anche i mesi estivi.
- La supplenza fino al 30 giugno termina con la conclusione delle attività didattiche.
- Le supplenze brevi vengono retribuite in proporzione ai giorni di servizio effettivamente svolti.
A parità di stipendio mensile, la differenza tra un contratto al 30 giugno e uno al 31 agosto corrisponde a due mensilità, oltre ai relativi ratei.
Quante ore lavora un insegnante della scuola primaria
L’orario contrattuale di un insegnante della scuola primaria comprende 22 ore settimanali di insegnamento e 2 ore dedicate alla programmazione.
Non si applica, quindi, l’orario di 18 ore previsto per molti docenti della scuola secondaria. Anche il calcolo della retribuzione relativa a uno spezzone deve rispettare l’orario previsto per la primaria.
Alle ore settimanali si aggiungono gli impegni collegiali, come riunioni, collegi dei docenti, incontri con le famiglie, scrutini e attività di formazione obbligatoria.
Come può aumentare lo stipendio un insegnante della primaria
Lo stipendio tabellare aumenta con il passaggio alle fasce di anzianità. Il docente può però incrementare la propria retribuzione attraverso alcuni incarichi aggiuntivi, finanziati principalmente dal Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.
Tra le attività che possono prevedere un compenso rientrano:
- L’incarico di collaboratore del dirigente scolastico.
- Le funzioni strumentali.
- Il ruolo di referente o coordinatore di un progetto.
- Le ore eccedenti per sostituire colleghi assenti.
- Le attività aggiuntive deliberate dalla scuola.
- La partecipazione a progetti finanziati.
Questi compensi non modificano lo stipendio tabellare e possono cambiare da una scuola all’altra, in base alle risorse disponibili e alla contrattazione d’istituto.
Carta del Docente e lezioni private
La Carta del Docente per l’anno scolastico 2025/2026 ha un valore di 383 euro. Non rappresenta una componente dello stipendio, ma consente di sostenere alcune spese per formazione, libri, corsi e strumenti didattici.
Il residuo dell’anno scolastico 2024/2025 deve essere utilizzato entro il 31 agosto 2026. I 383 euro relativi al 2025/2026 restano invece disponibili fino al 31 agosto 2027.
Gli insegnanti possono integrare il reddito anche attraverso le lezioni private. I docenti titolari di cattedra nelle scuole statali devono comunicare questa attività all’amministrazione scolastica di appartenenza e rispettare gli obblighi fiscali previsti.
Come diventare insegnante di scuola primaria
Per insegnare nella scuola primaria occorre possedere un titolo abilitante. La via ordinaria è la laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria.
Conserva valore abilitante anche il diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 1997/1998, nei limiti e secondo le condizioni previste dalla normativa.
Chi possiede un titolo valido può partecipare ai concorsi e inserirsi nelle graduatorie previste per le supplenze.
Nelle scuole statali, quando le graduatorie di istituto e quelle delle scuole viciniori non permettono di assegnare una supplenza, le istituzioni scolastiche pubblicano gli interpelli. La procedura è disciplinata dall’Ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026.
La MAD continua a rappresentare una candidatura spontanea, utilizzata soprattutto dalle scuole paritarie. Non attribuisce punteggio e non comporta l’inserimento in una graduatoria.
Docenti.it supporta chi vuole insegnare nella scuola primaria attraverso l’invio della MAD alle scuole paritarie, la gestione delle candidature agli interpelli, i percorsi formativi e la consulenza sulle graduatorie. Si tratta di servizi a pagamento che agevolano la candidatura e riducono il rischio di errori.
Domande frequenti sullo stipendio degli insegnanti elementari
Quanto guadagna al mese un maestro elementare nel 2026?
Un docente di ruolo della scuola primaria, nella fascia da 0 a 8 anni, percepisce circa 1.945 euro lordi mensili di stipendio tabellare. Con la Retribuzione professionale docenti supera i 2.150 euro lordi. Il netto iniziale si colloca indicativamente tra 1.630 e 1.710 euro, ma varia in base alle imposte, alle detrazioni e alla situazione familiare.
Dopo 35 anni di servizio, il tabellare raggiunge circa 2.815 euro lordi mensili.
Di quanto aumenta lo stipendio della primaria con il CCNL 2025-2027?
Per i docenti dell’infanzia e della primaria, l’aumento completo varia da 110,16 euro lordi mensili nella fascia iniziale a 159,44 euro per chi supera i 35 anni di servizio.
La cifra media di 143 euro riguarda l’intero personale docente e non rappresenta l’aumento specifico di un maestro. Gli incrementi vengono distribuiti in tre tranche e raggiungono il valore completo dal 1° gennaio 2027.
Il contratto scuola 2025-2027 è stato firmato?
Sì. La parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 è stata sottoscritta all’ARAN nel 2026.
Il rinnovo va distinto dal CCNL 2022-2024, sottoscritto definitivamente il 23 dicembre 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 gennaio 2026. Gli aumenti di quest’ultimo sono comparsi in busta paga dalla rata di gennaio 2026.
A quanto ammontano gli arretrati?
Gli arretrati del rinnovo 2025-2027 ammontano indicativamente a 855 euro lordi per il personale docente e maturano dal 1° gennaio 2025. La cifra tiene già conto dell’Indennità di vacanza contrattuale ricevuta in precedenza.
L’importo individuale può cambiare in base ai mesi lavorati, al contratto e alla fascia stipendiale. Gli arretrati del CCNL 2022-2024, invece, sono stati liquidati all’inizio del 2026.
Un supplente della primaria guadagna quanto un docente di ruolo?
Un supplente percepisce il tabellare previsto per la fascia iniziale da 0 a 8 anni. Un docente di ruolo con maggiore anzianità riceve invece uno stipendio più alto grazie alla progressione economica.
Conta anche la durata dell’incarico: il contratto al 31 agosto comprende i mesi estivi, mentre quello al 30 giugno termina con la conclusione delle attività didattiche. Le supplenze brevi vengono pagate in proporzione ai giorni lavorati.
Perché il netto è molto più basso del lordo?
Dal lordo vengono sottratti i contributi previdenziali, l’IRPEF e le addizionali regionali e comunali. Le detrazioni per lavoro dipendente e quelle familiari possono ridurre il carico fiscale.
Per questo motivo, due insegnanti con lo stesso stipendio tabellare possono ricevere importi netti differenti.
Lo stipendio di un maestro è diverso da quello di un professore delle medie o delle superiori?
Sì. Le tabelle contrattuali distinguono gli insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria dai docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado.
I docenti della secondaria partono generalmente da importi più elevati e raggiungono stipendi superiori a fine carriera. Anche gli aumenti contrattuali cambiano in base al grado scolastico e alla fascia di anzianità.
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Aumento stipendio docenti e rinnovo CCNL Scuola: quali novità?
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