Passaggio da sostegno a posto comune: cosa prevede il nuovo Piano

Passaggio da sostegno a posto comune: cosa prevede il nuovo Piano

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Il Terzo Piano di Azione nazionale per i diritti e l’inclusione delle persone con disabilità punta a rendere più stabile il ruolo del docente di sostegno, a limitare il passaggio da sostegno a posto comune e a rafforzare la continuità didattica per gli alunni con disabilità.

Il documento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 maggio 2026, con DPR firmato il 12 marzo 2026. Con la pubblicazione, il Piano diventa un atto vincolante: i soggetti responsabili hanno ora sei mesi di tempo per presentare un cronoprogramma attuativo.

Attenzione però a un punto centrale. Per quanto riguarda la scuola, il Piano indica linee di indirizzo, non regole già immediatamente applicabili.

Le misure sul sostegno descritte di seguito sono quindi obiettivi programmatici che il Ministero dovrà trasformare in provvedimenti concreti. Al momento, non esiste ancora un obbligo automatico o immediato che modifichi da subito le regole sulla mobilità.

Stop al passaggio da sostegno a posto comune: come funzionerà?

Il Piano intende limitare il passaggio da sostegno a posto comune, cioè la possibilità per il docente di sostegno di spostarsi sull’insegnamento curricolare di una disciplina.

L’obiettivo dichiarato è evitare che, ogni anno, l’alunno con disabilità cambi insegnante. Il documento chiede infatti che lo studente sia seguito, di norma, dallo stesso docente per l’intero ciclo di studi.

Lo strumento indicato è una quota minima di permanenza nella scuola assegnata. In pratica, chi ottiene una cattedra di sostegno dovrebbe restare su quel posto per un periodo più lungo prima di poter chiedere il passaggio alla materia.

Ci saranno incentivi per chi resta sul sostegno?

Sì. Il Piano prevede misure incentivanti per i docenti che scelgono di dedicarsi stabilmente al sostegno.

L’obiettivo è trasformare il sostegno da incarico spesso vissuto come “di passaggio” a una scelta professionale continuativa, riconosciuta e valorizzata.

Il modello richiamato è quello già sperimentato per incentivare la presenza dei docenti nelle aree con maggiore disagio educativo.

Il documento parla in modo generale di riconoscimenti di tipo economico e di carriera, ma non specifica ancora quali strumenti verranno adottati, come eventuali bonus, punteggi aggiuntivi o agevolazioni.

Cosa cambia con le nomine anticipate?

Il Piano prevede anche di anticipare le nomine sul posto di sostegno, in modo che l’anno scolastico inizi con i docenti già assegnati in maniera stabile.

L’obiettivo è estendere la continuità didattica anche al personale a tempo determinato, evitando che l’alunno resti senza il proprio insegnante nelle prime settimane di scuola.

Secondo quanto riportato, le operazioni di nomina dovrebbero concludersi entro il 31 agosto dell’anno precedente l’avvio delle lezioni.

Domande frequenti

Il passaggio da sostegno a posto comune è già vietato?

No. Il Terzo Piano di Azione punta a limitare il passaggio da sostegno a posto comune, ma al momento si tratta di una linea di indirizzo programmatica, non di un divieto già in vigore.

Finché non saranno pubblicati i provvedimenti attuativi, continueranno ad applicarsi le attuali regole sulla mobilità e i vincoli già previsti dalla normativa vigente.

Quanti anni bisognerà restare sul sostegno prima di passare alla materia?

Il Piano parla di una quota minima di permanenza sul posto di sostegno, ma non ne stabilisce la durata esatta.

Il numero di anni dovrà essere definito nei decreti attuativi.

Nel frattempo, continuano ad applicarsi i vincoli di permanenza già previsti dalla normativa vigente sulla mobilità.

Quali incentivi sono previsti per i docenti di sostegno?

Il Piano prevede misure incentivanti di tipo economico e professionale per i docenti che scelgono di restare stabilmente sul sostegno.

L’obiettivo è valorizzare questa figura e favorire la continuità didattica.

Gli strumenti concreti, come eventuali bonus, punteggi aggiuntivi o agevolazioni, non sono ancora stati definiti.

Il Terzo Piano di Azione è già legge?

Il Piano è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 maggio 2026, con DPR firmato il 12 marzo 2026, ed è un atto vincolante.

Le misure che riguardano la scuola, però, sono linee di intervento. Dovranno quindi essere tradotte in norme attuative, con un cronoprogramma da presentare entro sei mesi.

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