Messa a Disposizione

Con l’invio della tua MAD aprirai nuovi orizzonti alla tua carriera scolastica

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Chi sogna di lavorare nelle scuole dovrebbe già conoscere le opportunità offerte dall‘invio delle MAD! 

 

MAD è l’acronimo di Messa a Disposizione, che altri non è che una candidatura spontanea che qualsiasi aspirante supplente può inviare nelle segreterie scolastiche delle scuole in cui desidera ricoprire un incarico di supplenza, in veste di docente o di personale ATA. Se non ne hai mai sentito parlare o hai ancora dei dubbi sull’efficacia di questo strumento, sei nel posto giusto! Oggi ti spiegheremo in 5 semplici punti perché la MAD è davvero un’opportunità da non perdere, non solo se sei alle prime armi con il servizio nelle scuole, ma anche se hai già un po’ di esperienza. Scopri come aprirti a nuovi orizzonti!

 

1) La messa a disposizione è un buon modo per inserirsi nelle scuole con meno burocrazia

Come abbiamo detto, la messa a disposizione è una domanda da inviare secondo precisi schemi e regole alle scuole per candidarsi come supplente. Si tratta quindi di uno strumento alternativo alle graduatorie per inserirsi nel mondo scuola e iniziare a fare esperienza nell’ambito di tuo interesse, sia esso l’insegnamento oppure il servizio come collaboratore scolastico o ATA. 

 

La messa a disposizione è un’istanza di tipo informale. Che cosa vuol dire? Semplicemente che non sottosta alle regole ferree delle convocazioni tramite graduatoria. Infatti, chiunque sia in possesso delle giuste caratteristiche per inviare una MAD può preparare una domanda e consegnarla nelle scuole, senza dover passare per portali come Istanze OnLine o simili altre procedure. Nel caso in cui le scuole, dopo lo scorrimento delle graduatorie, necessitino ancora di supplenti, il Dirigente Scolastico potrà quindi decidere di contattare i candidati che hanno presentato la MAD presso l’istituto, direttamente e senza ulteriori intermediazioni. 

 

Abbiamo citato velocemente i requisiti richiesti; questi variano a seconda del tipo di domanda da presentare. Ne esistono 4 in tutto, a partire dalla MAD classica per l’insegnamento, riservata ai docenti in possesso di titoli di studio con accesso a una classe di concorso (solitamente lauree specialistiche o magistrali, ma è ammesso anche il diploma per i ruoli da insegnante tecnico-pratico). Segue poi la MAD per i recuperi estivi, con i medesimo requisiti. Diverso il discorso per le domande di messa a disposizione di sostegno, specifiche per chi ha la relativa abilitazione. Infine, non possiamo non citare la MAD ATA, per cui basta anche la sola laurea triennale.

 

L’informalità della domanda MAD presenta anche un secondo vantaggio: essa, infatti, può essere inviata anche da aspiranti supplenti privi del titolo di studio richiesto: ad esempio, i laureandi non ancora in possesso della laurea magistrale, i laureati senza i 24 CFU per l’insegnamento, o ancora i laureati triennali. Un altro esempio sono i candidati per il sostegno senza la specifica abilitazione: poiché mancano spesso gli insegnanti di sostegno, le scuole potrebbero decidere di dare l’incarico anche a chi non possiede la specializzazione.

 

Ovviamente, se rientri in uno di questi casi, devi specificare bene la tua posizione all’interno MAD, quindi… attenzione a come la compili!

 

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2) Meno vincoli, più possibilità di convocazione!

Mentre le nuove graduatorie provinciali per le supplenze impongono ai docenti di esercitare in una sola provincia, le MAD non hanno alcun vincolo geografico: questo vuol dire che qualunque aspirante supplente può inviare la propria candidatura in qualsiasi istituto d’Italia, in più province e regioni.

 

La stessa opportunità è riservata persino ai docenti iscritti in GPS e GI, i quali possono decidere di inviare delle MAD al di fuori della provincia per cui risultano già inseriti in graduatoria, aumentando così le loro chance di convocazione per ricoprire un incarico di supplenza. Maggiori saranno le richieste MAD inviate, infatti, maggiore sarà la probabilità di essere prima o poi contattato dalle segreterie per insegnare o lavorare come ATA. Del resto, la matematica non mente!

 

L’unico vincolo per le MAD riguarda i supplenti di sostegno con abilitazione: essi, infatti, non possono candidarsi per altre province al di fuori di quella scelta per l’iscrizione in graduatoria.

 

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3) La MAD risponde alle esigenze delle scuole di reperire supplenti

Ormai è chiaro che per l’aspirante supplente la MAD è davvero un’occasione da sfruttare al 100%. Possiamo dire lo stesso anche per le scuole: senza le domande di messa a disposizione, infatti, molti istituti si ritroverebbero con posti vacanti e cattedre scoperte, soprattutto in questo anno molto particolare.

 

Ogni anno, infatti, le graduatorie non sono sufficienti a coprire tutta la necessità di supplenti. Il 2020, poi, è un anno contraddistinto da molti pensionamenti ed esoneri, quindi è probabile che ci sarà ancora più bisogno di ricorrere alle MAD per garantire la continuità didattica agli alunni nelle scuole. E indovina un po’ a quale strumento si affideranno le segreterie?

 

Non perdere altro tempo: invia subito la tua domanda di messa a disposizione per avere la tua chance di inserirti nel mondo scuola!

4) Permette di fare esperienza e di ottenere uno stipendio

Insegnare è senza dubbio un compito molto importante: una vera e propria missione di formare giovani menti e instradarle verso il futuro. Per questo le domande di messa a disposizione sono un ottimo modo per iniziare a familiarizzare con la professione.

 

E al di là dell’innegabile soddisfazione di ricoprire il ruolo di insegnante, il docente è pur sempre lavoro e, pertanto, prevede una retribuzione. Ebbene: grazie alla convocazione tramite MAD, un supplente alle prime armi può iniziare finalmente a fare esperienza vedendosi riconosciuto uno stipendio. Questo, ovviamente, è commisurato alla durata dell’incarico.

 

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5) La MAD aumenta i tuoi punti per le graduatorie

Oltre allo stipendio, la durata dell’incarico di supplenza permette di accumulare punti utili per una futura iscrizione o aggiornamento della propria posizione in graduatoria. Gli incarichi tramite MAD rientrano infatti tra i titoli di servizio valutabili ai fini della redazione delle graduatorie provinciali per le supplenze. In particolare, i punti sono riconosciuti in base ai giorni di servizio, per un massimo di 12 punti all’anno.

 

  • 16 giorni continuativi: 1 punto
  • 16-45 giorni: 2 punti
  • 76-105 giorni: 6 punti
  • 106-135 giorni: 8 punti
  • 136-165 giorni: 10 punti
  • 166 giorni in poi: 12 punti

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Scritto da Simona Fornace

Essere di supporto agli aspiranti docenti di tutta Italia è una delle soddisfazioni più grandi della mia attività con Docenti.it. Aiutare un insegnante ad inviare la sua MAD significa aumentare la sua possibilità di esaudire il proprio sogno di insegnare. Precisione, puntualità e affidabilità sono alla base di ogni messa a disposizione.

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