Dibattito reclutamento docenti: riforma non adeguata. I sindacati dicono no
Condividi l'articolo

I sindacati sono contrari al nuovo reclutamento docenti, la riforma proposta dal Ministro Bianchi, approvata dal Consiglio dei Ministri il 21 aprile 2022.

I problemi legati alla riforma sembrerebbero troppi, tanto che anche molti esponenti politici si dimostrano sfavorevoli.

Reclutamento docenti: come si diventa insegnanti?

La nuova riforma del Ministro Bianchi ha portato molto malumore
sia tra gli aspiranti docenti, sia tra quelli già formati.

Infatti, le nuove regole per diventare insegnante sono piuttosto diverse rispetto ai percorsi attuali.

Ecco, nello specifico, le novità che la riforma del Ministro Bianchi vuole introdurre:

  • un percorso universitario abilitante di formazione iniziale (che corrisponde ai famosi 60 crediti formativi), con una prova finale;
  • un concorso pubblico nazionale annuale;
  • la presenza di un periodo di prova in servizio di un anno con una valutazione finale.

Ma la perplessità più grande ruota attorno al nuovo percorso abilitante.

Questo percorso può essere svolto dal docente anche dopo la laurea,
oppure durante il percorso formativo in aggiunta ai crediti,
necessari per il conseguimento del proprio titolo.

Il conseguimento dell’abilitazione prevede:

  • un periodo di tirocinio nelle scuole;
  • e una prova finale, ovvero una lezione simulata.

Con l’abilitazione, il docente ha accesso ai concorsi, di durata annuale, utilizzati per coprire le cattedre.

E queste sono le proposte approvate dal Consiglio dei Ministri.

Tuttavia manca ancora l’approvazione del Parlamento,
che ha due mesi di tempo per poter dare il consenso.

I sindacati hanno subito preso parola e si sono dimostrati contrati alla riforma di Bianchi.
Ecco le loro parole.

I sindacati dicono no al nuovo reclutamento docenti

CISL Scuola ha dimostrato subito la sua perplessità nei confronti della riforma.

Durante la diretta di OrizzonteScuola di ieri pomeriggio, è intervenuta Ivana Barbacci (Segretaria CISL Scuola).

Secondo la Barbacci…

Sono tantissimi anni che l’Italia aspetta una riforma adeguata del reclutamento docenti.
In questi 20 anni, nessun cambiamento si è dimostrato efficace.
La riforma di Bianchi “Era l’ultimo treno, l’ultima occasione”.

Ed ecco i problemi della scuola italiana secondo CISL Scuola: “Ogni anno 250mila supplenti insegnano nelle nostre classi senza che ci sia una prospettiva certa: i concorsi ordinari sono nella podestà esclusiva dello stato“.

Continua poi sul nuovo percorso abilitante: “Le abilitazioni dovrebbero essere messe a disposizioni di tutto il personale in maniera perpetua. Chi siede dietro la cattedra deve essere abilitato. Per questo, serviva un forte intervento che istituisse il sistema di abilitazione.

Ivana Barbacci ribadisce che “Il testo del decreto è confuso” e spera in un’opera di modifiche per calibrare meglio il passaggio al nuovo sistema.

Leggi anche:

E seguici su Facebook e Instagram.

Photo credit: pexels.com