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Didattica a distanza e altre misure: il punto dopo il nuovo DPCM

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Dopo giornate di anticipazioni, il Premier Conte ha firmato il nuovo DPCM che dà un’ulteriore stretta alle misure di sicurezza da adottare per contenere l’emergenza del nuovo Coronavirus. Come era prevedibile, queste misure riguardano anche la scuola, ma con una differenza rispetto agli altri DPCM. 

Se fino all’ultimo aggiornamento del DPCM le misure avevano valenza nazionale, ora si prospettano diversi scenari a seconda del livello di rischio. Dal 5 novembre l’Italia sarà infatti divisa in tre aree: zone rosse (ad alto rischio), arancioni (intermedio) e verdi (più sicure). Con regole e divieti diversi. E questo ha ripercussioni diverse sugli istituti italiani, sia per quanto riguarda la tanto dibattuta didattica a distanza, sia per altre norme e misure di sicurezza da adottare. Vediamole nel dettaglio!

In quali gradi di istituto ci sarà la Didattica a Distanza

A livello nazionale, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adotteranno tutte forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, in modo che, come si legge nel nuovo DPCM “il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata.” 

Questo vuol dire che in tutte le scuole secondarie di secondo grado sarà attivata la didattica a distanza al 100%. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza solo per l’uso di laboratori o per situazioni di disabilità dei soggetti coinvolti e in caso di disturbi specifici di apprendimento e di altri bisogni educativi speciali. Questo, però, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata.

Per quanto riguarda gli istituti di grado inferiore, la didattica a distanza verrà applicata a seconda del diverso scenario. Le regioni italiane, infatti, sono ora iscritte in 3 diverse “aree di rischio” (verde, arancione e rossa):

  • Nelle zone rosse (per il momento pare rientrino Piemonte, Valle D’Aosta, Lombardia, Calabria, Bolzano), la didattica a distanza scatterà già dalla seconda media (salvo le attività con minori disabili e quelle in laboratorio);
  • Nelle zone arancioni (per il momento pare rientrino: Veneto, Liguria, Campania, Puglia, Sicilia) la didattica a distanza è al 100% solo alle superiori;
  • Nelle zone verdi la didattica a distanza è totale solo alle superiori.

L’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continuerà invece a svolgersi in presenza. A scuola dunque tutti gli alunni fino alla prima media in tutta Italia.

Scuola in presenza e le nuove misure di sicurezza

Mentre nelle scuole superiori vige l’obbligo della didattica a distanza, negli altri istituti che continueranno a mantenere la didattica in presenza cambiano le misure di sicurezza. Ora la mascherina sarà obbligatoria a scuola per i bambini delle elementari e delle medie, anche quando sono seduti al banco.

In più, sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. Fanno eccezione solo le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nonché le attività di tirocinio, che potranno essere svolte solo nei casi in cui sia possibile garantire il rispetto delle prescrizioni sanitarie e di sicurezza vigenti.

Infine un chiarimento: all’interno del DPCM si legge che nelle zone rosse non è consentita la libera circolazione al di fuori del proprio territorio. Tuttavia, le disposizioni stabiliscono che in queste aree sono consentiti gli spostamenti per i genitori che devono accompagnare i figli a scuola.

Come si legge nel decreto: “E’ vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori di cui al comma 1, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita”.

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Stop al Concorso Straordinario e a tutti i concorsi

La grande novità del nuovo DPCM è lo stop a tutti i concorsi pubblici e privati (ad eccezione di quelli per la sanità). Questo significa che anche il Concorso Straordinario per la Secondaria, in pieno svolgimento proprio in questi giorni, sarà sospeso a partire dal 5 novembre. Confermate quindi le prove del 4 novembre. 

Il concorso era già stato oggetto di diverse dimostranze, anche da parte dei sindacati. Nonostante le polemiche, le procedure sono iniziate con una buona partecipazione (il tasso di presenza è stato pari all’86%) e, per il momento, quasi il 60% ha già effettuato le prove.

Queste ultime, anche nel caso di questo momentaneo stop dovuto all’emergenza Covid, sono considerate valide. Pertanto, per le prove già concluse inizierà l’iter delle correzioni (anche perché, lo ricordiamo, ogni prova è riferita alle singole classi di concorso).

L’aiuto del MIUR per la didattica digitale

Assieme alle notizie del nuovo DPCM, nei giorni scorsi il ministro Azzolina ha anche firmato il decreto che assegna alle scuole gli 85 milioni di euro per l’acquisto di dispositivi digitali e strumenti per le connessioni da fornire in comodato d’uso alle studentesse e agli studenti meno abbienti, così come stabilito dal ‘Decreto Ristori’ nel Consiglio dei Ministri del 27 ottobre scorso. 

I fondi sono stati distribuiti tenendo conto del numero di alunni di ciascun istituto e dell’indicatore Ocse Escs che consente di individuare le scuole con un contesto di maggiore disagio socio-economico.

Grazie ai finanziamenti, assegnati già da marzo, il MIUR fa sapere che sono stati acquistati ben 432.330 dispositivi e oltre 100mila connessioni. Un passo avanti ma, soprattutto, fortemente dovuto vista l’estensione della didattica a distanza obbligatoria negli istituti secondari di secondo grado e, in alcune regioni d’Italia, anche nella scuola secondaria di primo grado.

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Scritto da Gaetano Esposito

Entrare a far parte del team di Docenti.it mi permette di ascoltare e “toccare con mano” l’esperienza di migliaia di insegnanti. Il futuro corpo docente ha l’onore di costruire la società del domani. Fare parte di questo processo per me è un privilegio.

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