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MIUR nuove classi di concorso: cosa è cambiato?

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Le Classi di Concorso sono la porta di ingresso per l’insegnamento. Esse corrispondono a una classificazione delle discipline a cui un docente può accedere sulla base del titolo di abilitazione di cui è in possesso.

Laurea Magistrale, Specialistica, Vecchio Ordinamento, Ciclo Unico (ma non Triennale) aprono tutte la strada alla possibilità di insegnare nelle scuole. Ma siamo sicuri che questo basti? Dopo la rivoluzione introdotta dal D.M. n. 259 del 9 maggio 2017 qualcosa è cambiato. Vediamo insieme che cosa con il nostro articolo dedicato a MIUR e nuove classi di concorso.

 

MIUR nuove classi di concorso: la riforma

Come abbiamo visto, le classi di concorso sono dei veri e propri codici, stabiliti e utilizzati dal MIUR per dare una corrispondenza tra titoli di studio e materie scolastiche. In base al percorso di studi, agli esami sostenuti e ai CFU maturati, al titolo ottenuto, un aspirante docente può accedere a una o più classi di concorso.

 

Tuttavia, prima del 2017, vi era un’equivalenza diversa tra titoli e classi di insegnamento. Infatti, con il decreto del 9 maggio 2017, è stato effettuato un importante intervento di ristrutturazione nelle classi concorso scuola: la necessità era quella di razionalizzare l’assegnazione delle cattedre. Tutto questo si è tradotto nell’introduzione di nuove classi di concorso e nell’accorpamento di alcune già esistenti. Per capire meglio, bisogna però analizzare perché è stata necessaria questa riforma. 

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Perché sono state aggiornate le classi di concorso

Ben prima del 2017, la legge 107/2015 (la cosiddetta “La Buona Scuola”) affermava che il nuovo concorso per docenti non poteva fare riferimento alle vecchie classi di concorso, già considerate sorpassate rispetto ai nuovi ordinamenti scolastici e universitari.



Un esempio? Le vecchie classi di concorso non contemplavano gli insegnamenti dei licei musicali e coreutici, istituiti nel 2010 con il riordino degli istituti di istruzione secondaria superiore. Inoltre, le classi si riferivano a vecchi ordinamenti universitari, ed erano peraltro poco flessibili. Il numero di classi di concorso era infatti eccessivo e creava non poche difficoltà nell’affidamento delle cattedre e nell’assorbimento del precariato. Persino la gestione delle procedure concorsuali risultava costosa e inefficiente. 

 

Per questo sono state completamente riorganizzate, e ora vedremo i principali cambiamenti.

Nuove classi MIUR: che cosa è cambiato

Rispetto alle classi previste dalla legislazione precedente, le classi di concorso per l’insegnamento sono state ridotte da 168 a 114, accorpandone alcune e decretandone di nuove.


Sono state infatti aggiunte le seguenti 11 nuove classi, inerenti principalmente alle materie dei nuovi licei musicali e coreutici:

  • Storia della musica (A-53), 
  • Strumento musicale negli istituti di istruzione secondaria di II grado (A-55), 
  • Tecnica della danza classica (A-57), 
  • Tecnica della danza contemporanea (A-58), 
  • Tecniche di accompagnamento alla danza (A-59), 
  • Tecnologie musicali (A-63), 
  • Teoria, analisi e composizione (A-64), 
  • Lingua italiana per discenti di lingua straniera (A-23), 
  • Scienze e tecnologie della calzatura e della moda (A-35), 
  • Scienze e tecnologia della logistica (A-36), 
  • Teoria e tecnica della comunicazione (A-65). 

Inoltre, sono state istituite delle tabelle per verificare i titoli di accesso, anche in riferimento alle lauree di vecchio ordinamento. 

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Classi di concorso e titoli di accesso

Per accedere a una delle nuove classi di concorso MIUR è richiesto il titolo di studio idoneo. Ma attenzione: la classe di concorso si differenzia anche in base al grado di istituto per cui si vuole concorrere. Ne deriva che i titoli di studio richiesti per l’accesso alla scuola dell’Infanzia e Primaria si differenziano da quelli per la Secondaria di I e II grado. Come segue:

Titolo di studio

Accesso alle Classi di Concorso per la Scuola dell’Infanzia e Primaria

Accesso alle Classi di Concorso per la Scuola Secondaria di I e II grado

Laurea in Scienze della formazione primaria

X

 

Diploma Magistrale

X

 

Diploma di Liceo Socio-Psico-Pedagogico conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002

X

 

Laurea Vecchio Ordinamento

 

X

Laurea Specialistica o Magistrale di Nuovo Ordinamento

 

X

Diploma accademico di II livello

 

X

Diploma di Conservatorio

 

X

Titolo di Accademia di Belle Arti Vecchio Ordinamento

 

X

Diploma di scuola superiore (per gli ITP)

 

X

 

Classi di insegnamento: l’aiuto di Docenti

Non solo titoli di studio, però. Oltre alle lauree e ai diplomi, sono i crediti maturati durante il percorso di studi a sancire definitivamente se si può accedere o meno a una classe di concorso. Questo significa che l’aspirante docente può insegnare una materia scolastica indicata soltanto se ha sostenuto esami e conseguito crediti negli specifici settori disciplinari indicati dalla classe di concorso. Ad aiutarci in questo intervengono le tabelle messe a disposizione del MIUR: la Tabella A è dedicata ai docenti con Laurea del nuovo ordinamento; la Tabella A1 è destinata ai docenti con Laurea del Vecchio Ordinamento infine, la Tabella B per i docenti ITP (Insegnanti Tecnico Pratici).

 

Tuttavia, proprio in virtù dei cambiamenti intervenuti dopo il 2017, la consultazione delle tabelle non è affatto facile. Una prima soluzione per capire a quale classe di concorso iscriversi è utilizzare il tool gratuito di Docenti.it.

 

Una volta ottenuta la lista delle classi di concorso, bisogna verificare i vari requisiti, analizzando il proprio piano di studi. A questo punto, ci si potrebbe rendere conto di avere il giusto titolo di studio per la classe di insegnamento, ma di non possedere il numero dei crediti richiesto per insegnare quella determinata disciplina scolastica. In questo caso, l’unica soluzione è integrare il piano di studi. E indovina un po’? Docenti.it può aiutarti anche in questa attività!

 

Il portale di Docenti.it mette a disposizione una serie di corsi in modalità E-learning per conseguire i crediti formativi mancanti e ottenere così tutti i requisiti per accedere alla classe di concorso desiderata. 

 

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