No vax scuola: multa di 100€ per chi rientra in servizio?
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Il Decreto Riaperture ha definito le linee guida della scuola in merito alla questione Covid.
Ciò che ha suscitato polemica riguarda il rientro in servizio dei no vax scuola.

Docenti e ATA possono rientrare anche se non vaccinati?
C’è qualche sanzione?

No vax scuola: sì al rientro ma con alcune condizioni

Il Decreto Riaperture ha previsto il rientro del personale scolastico non vaccinato a scuola dal 1° aprile.

I no vax dovranno però svolgere delle attività che non siano a stretto contatto con gli studenti (cosa alquanto impossibile, come sottolineano alcuni presidi).

Ciononostante, l’obbligo del green pass base per accedere a scuola rimane valido fino al 30 aprile.

Perciò i docenti non vaccinati, per entrare nei locali scolastici, dovranno effettuare un tampone antigenico rapido ogni 48 ore o molecolare ogni 72 ore.

Un altro aspetto importante riguarda poi l’obbligo vaccinale: è stato confermato fino al 15 giugno 2022 per tutto il personale scolastico.

Ma quindi, il personale non vaccinato può rientrare in servizio solo con tampone?

La risposta è no.

Vediamo perchè.

Sanzione amministrativa per il rientro

Nell’art. 4 della Legge 44/2021 si legge che: “Il personale inadempiente all’obbligo vaccinale può rientrare in servizio pagando una sanzione amministrativa pari a 100€.

In una dichiarazione della Dirigente Bartoletto di ANDIS, si ribadisce che questa regola vale per tutti coloro che non sono vaccinati.

Ciò significa che non vi sono distinzioni in base all’età anagrafica degli interessati. Sarà poi l’Agenzia delle entrate ad occuparsi dell’invio delle multe al personale non vaccinato.

Le polemiche sono emerse fin da subito.

Dove collocare i docenti che rientrano?

I dubbi sul Decreto sono venuti subito a galla.

In particolare sulla questione del rientro in servizio dei docenti lontano dagli studenti.

Dove saranno collocati i docenti non vaccinati?

Il Ministero ha così affermato:

Il personale docente ed educativo inadempiente all’obbligo vaccinale potrà essere impiegato nello svolgimento di tutte le altre funzioni rientranti tra le proprie mansioni, quali, a titolo esemplificativo, le attività anche a carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione.”

Fonte: OrizzonteScuola

Inoltre, il docente non vaccinato che rientra in servizio viene equiparato al docente inidoneo.

Per questo motivo, l’orario di lavoro di questi docenti sarà di 36 ore settimanali.

I commenti sulle decisioni del Ministero non sono ovviamente mancati: le perplessità sull’impiego dei docenti no vax rimangono tantissime.

Ad esempio, il leghista Rossano Sasso ha commentato:

“…O si lasciavano ancora i docenti non vaccinati a casa oppure, come credo sarebbe stato giusto, li si faceva tornare a insegnare con un tampone ogni 48 ore. Il ruolo degli insegnanti è stare in classe con i ragazzi. Invece così lo Stato pagherà due persone per lo stesso lavoro: il titolare non vaccinato che legge il giornale e il supplente che lo sostituisce a lezione. Un paradosso.”

Fonte: Corriere della Sera

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Photo credit: pixabay.com

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Veronica Conti

Classe 1998, è studentessa e insegnante di musica. Ha conseguito il Diploma di Violoncello nel 2018 e, due anni dopo, il Diploma Accademico di II Livello in Violoncello presso il Conservatorio di Cesena. Frequenta il terzo anno all'università di Urbino, Lingue e Culture Straniere profilo linguistico-aziendale, ed è tirocinante presso Docenti.it.