Percorsi abilitanti 2026: con l’emanazione del Decreto di autorizzazione dei posti per l’anno accademico 2025/2026, entrano nel vivo i percorsi abilitanti per la formazione iniziale dei docenti.
Il decreto stabilisce posti disponibili, criteri di accesso e modalità di selezione, fornendo indicazioni precise su cosa accade quando le domande superano il numero di posti autorizzati.
Il quadro normativo di riferimento è il DM n. 138 del 27 gennaio 2026, che disciplina nel dettaglio i percorsi da 60 CFU, chiarendo titoli valutabili, punteggi e criteri di graduatoria.
Come vengono distribuiti i posti
Il Ministero definisce un contingente complessivo di posti, che comprende:
- percorsi abilitanti da 60 CFU (Allegato 1);
- percorsi abilitanti da 30 CFU riservati ai docenti con almeno tre anni di servizio (Allegato 2).
Percentuali di riserva
Per ogni università e classe di concorso, la ripartizione segue criteri chiari:
- 45% dei posti riservato ai docenti con tre anni di servizio (percorsi da 30 CFU);
- 55% dei posti destinato ai candidati dei percorsi abilitanti da 60 CFU.
Le graduatorie per titoli si applicano solo alla quota del 55%, in presenza di un numero di domande superiore ai posti disponibili.
Selezione nei percorsi abilitanti da 60 CFU
Per i percorsi abilitanti 60 CFU, il decreto prevede una selezione esclusivamente per titoli.
Non sono previste:
- prove scritte;
- test preselettivi;
- colloqui orali.
Se le domande superano i posti, l’ateneo elabora una graduatoria di merito, basata sui criteri indicati nell’Allegato B del DM 138/2026.
Percorsi abilitanti 2026: voto di laurea e titolo di accesso
Il primo elemento valutato riguarda il titolo di accesso alla classe di concorso.
Punteggio del voto
- 1 punto per ogni voto superiore a 95/100
- +2 punti in caso di lode
Il voto di laurea viene convertito in centesimi con la formula:
(voto / 110) × 100, con arrotondamento per eccesso se il decimale è ≥ 0,50.
Percorsi abilitanti 2026: media ponderata degli esami per i laureandi
Per i laureandi magistrali ammessi ai sensi del DPCM 4 agosto 2023, conta la media ponderata degli esami.
Punteggio assegnato
- 1 punto per ogni media superiore a 25/30
- fino a un massimo di 5 punti
Titoli aggiuntivi nei percorsi abilitanti 2026
Il decreto consente di valorizzare titoli ulteriori, entro un limite massimo di 5 punti.
Lauree aggiuntive
Sono valutate solo le lauree ulteriori, diverse dal titolo di accesso:
- 2 punti per laurea triennale o diploma accademico di I livello;
- 3 punti per laurea magistrale, specialistica o vecchio ordinamento.
Master, dottorati e specializzazioni
- Master di II livello: 1 punto ciascuno (max 2);
- Dottorato di ricerca: 3 punti ciascuno (max 6);
- Diplomi di specializzazione e perfezionamento (Accademia Nazionale di Santa Cecilia): 2 punti ciascuno (max 4).
Certificazioni linguistiche riconosciute
Nei percorsi abilitanti sono valide solo le certificazioni linguistiche almeno di livello C1, rilasciate da enti accreditati dal MIM.
- C1: 0,5 punti
- C2: 1 punto
Il punteggio massimo attribuibile è 2 punti, considerando una sola certificazione per lingua.
Percorsi abilitanti 2026 e valutazione del servizio di insegnamento
Il servizio di insegnamento è valutabile fino a 6 punti complessivi, per non penalizzare i candidati più giovani.
Punteggi previsti
- 2 punti per ogni anno nella classe di concorso specifica;
- 1 punto per ogni anno in classe di concorso non specifica.
Sono validi i servizi svolti in scuole statali, paritarie, percorsi IeFP e altre modalità previste dalla normativa.
Percorsi abilitanti 2026: bonus e criteri di precedenza nelle graduatorie
Il decreto riconosce un bonus di 2 punti ai candidati che hanno frequentato il percorso di formazione iniziale 2023/2024 senza risultare vincitori del secondo concorso PNRR.
Cosa succede in caso di parità
In presenza di pari punteggio, il criterio di precedenza è uno solo: ha priorità il candidato più giovane di età.
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