Il rinnovo contratto scuola è uno dei temi più discussi nel mondo dell’istruzione.
Docenti e personale ATA attendono da tempo aggiornamenti sugli aumenti di stipendio, gli arretrati e le novità contrattuali che riguardano il comparto Istruzione e Ricerca.
Negli ultimi mesi il dibattito si è intensificato anche grazie alle assemblee sindacali nazionali organizzate dalla Gilda degli Insegnanti, che hanno fatto il punto sulla situazione in vista dell’apertura ufficiale della trattativa per il CCNL scuola 2025/2027.
In questo approfondimento vediamo a che punto è il rinnovo del contratto scuola, quali aumenti sono previsti e quali sono le principali richieste dei sindacati.
Rinnovo contratto scuola: a che punto siamo
Il percorso del rinnovo contratto scuola ha già visto un passaggio importante: la firma del CCNL 2022/2024, avvenuta il 31 dicembre 2025.
Durante due assemblee nazionali online molto partecipate, il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana ha spiegato perché il sindacato ha scelto di firmare l’accordo.
Secondo Castellana, non firmare avrebbe significato bloccare fondi già disponibili per il personale scolastico.
Il contratto ha infatti introdotto:
- aumenti medi di circa 150 euro al mese per tredici mensilità
- fino a 185 euro mensili per i docenti con oltre 35 anni di servizio
- arretrati fino a circa 2.000 euro per alcuni insegnanti
Queste risorse sono già state sbloccate e rappresentano il primo passo nel percorso di aggiornamento salariale del comparto scuola.
Per informazioni più dettagliate, dai un'occhiata a questo contenuto:
Aumenti stipendio docenti: aggiornamenti a febbraio 2026
Nuovo contratto scuola 2025/2027: quali aumenti sono previsti
Il prossimo passaggio riguarda il rinnovo contratto scuola 2025/2027, la cui trattativa si apre formalmente l’11 marzo 2026 presso l’ARAN.
Le prospettive economiche dipendono in gran parte da quanto stabilito nella Legge di Bilancio, che definisce i margini di spesa disponibili per il pubblico impiego.
Le stime attuali parlano di:
- aumento medio di circa 143 euro lordi mensili per il personale scolastico
- incremento complessivo del 5,4%
- circa 104 euro mensili per il personale ATA
Secondo Castellana, però, il sistema attuale limita molto la possibilità di ottenere aumenti più consistenti. Il coordinatore ha spiegato che i contratti pubblici sono di fatto “blindati” dalle risorse fissate in Legge di Bilancio, lasciando poco spazio alla contrattazione.
C’è poi un altro elemento da considerare: l’inflazione. Le tensioni economiche internazionali delle ultime settimane rendono difficile prevedere quanto gli aumenti riusciranno davvero a recuperare il potere d’acquisto perso negli ultimi anni.
Sommando gli effetti dei rinnovi 2022/2024 e 2025/2027, insieme ai relativi arretrati, gli incrementi complessivi per i docenti potrebbero arrivare fino a circa 416 euro lordi mensili rispetto ai livelli precedenti.
La proposta della Gilda: contratto separato per docenti e ATA
Durante le assemblee sindacali è emerso anche un tema strutturale molto importante: la riforma del sistema contrattuale della scuola.
La Gilda degli Insegnanti sostiene da tempo una proposta chiara: separare la scuola dal comparto unico del pubblico impiego.
Oggi il comparto Istruzione e Ricerca include realtà molto diverse tra loro:
- scuola
- università
- ricerca
- AFAM (Alta formazione artistica, musicale e coreutica)
In totale si parla di oltre 1,3 milioni di lavoratori.
Secondo la Gilda, questa struttura rende difficile ottenere risorse adeguate per il personale scolastico, perché i finanziamenti si distribuiscono su una platea troppo ampia.
La proposta prevede quindi:
- un’area contrattuale separata per i docenti
- un contratto specifico per il personale ATA
L’obiettivo è riconoscere meglio le competenze professionali e le responsabilità educative che caratterizzano il lavoro nella scuola.
Questa richiesta verrà portata formalmente al tavolo ARAN dell’11 marzo, insieme alle altre organizzazioni sindacali rappresentative del comparto: CGIL, CISL, UIL e SNALS.
Governance scolastica e ruolo delle RSU
Un altro tema discusso durante le assemblee riguarda l’organizzazione interna delle scuole e il ruolo delle RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie).
La Gilda ha espresso una posizione critica sul sistema attuale, considerato in alcuni casi poco rappresentativo o poco efficace.
Tra le proposte avanzate dal sindacato c’è il rafforzamento del collegio dei docenti, che dovrebbe tornare a essere il principale luogo di decisione per gli aspetti didattici e organizzativi.
Secondo Castellana, la governance scolastica potrebbe ispirarsi anche a modelli europei, come quello francese. In questa visione:
- il dirigente scolastico svolgerebbe soprattutto una funzione di coordinamento della didattica
- il dirigente potrebbe essere eletto dal collegio dei docenti
Il tutto con un presupposto fondamentale: scuole con dimensioni più sostenibili, perché negli ultimi anni i processi di dimensionamento hanno spesso portato a istituti sempre più grandi e complessi da gestire.
Per chi lavora nella scuola, il rinnovo del contratto scuola non riguarda solo l’aspetto economico. In gioco ci sono la valorizzazione della professione docente, la qualità del lavoro nelle scuole e il futuro del sistema educativo italiano.
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