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5 errori che allontanano dalla docenza di ruolo

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Diventare insegnante è il sogno di molti laureati, ma la strada per realizzare questo desiderio è lunga e in salita. In media, per ottenere la docenza di ruolo ci vogliono dai 5 ai 7 anni. Ciò da un lato è motivato dalla necessità di avere del personale docente formato a dovere, ma dall’altro è sintomo del percorso tortuoso che un aspirante insegnante deve affrontare. Diciamoci la verità: 7 anni per un inserimento a tempo indeterminato nel mondo del lavoro sono troppi.

Il percorso è lungo e scandito da step poco chiari, mancano informazioni precise, le leggi del governo cambiano le carte in tavola ogni anno. Se a tutti questi fatti oggettivi aggiungiamo anche gli errori di valutazione che molti docenti compiono nel strutturare il loro percorso verso il ruolo, il quadro che ne esce diventa drammatico.

Difficile porre rimedio ai primi, ma sui secondi puoi fare la differenza. Come? Ad esempio, seguendo i consigli che noi di Docenti.it abbiamo raccolto in questo articolo dedicato ai 5 errori più comuni che allontanano un docente dal suo sogno di diventare insegnante di ruolo.

Copiare il percorso fatto da altri: perché non è una buona idea

In mancanza di un punto di riferimento, molti aspiranti docenti si consultano con colleghi già inseriti o persone che stanno compiendo un percorso simile verso lo stesso obiettivo: ottenere una docenza di ruolo. Bisognerebbe però tenere conto che ciò che va bene per uno non è detto che vada bene per un altro.

Molte persone che sono diventate docenti, ad esempio, potrebbero aver realizzato questo sogno in un periodo in cui vigevano regole diverse da quelle attuali. O ancora, magari alcuni sono diventati insegnanti di ruolo in una classe di concorso diversa, con un curriculum diverso e un background di esperienze che nulla ha a che vedere con la tua situazione.

Insomma: ogni situazione è a sé, e seguire le azioni intraprese da altre persone che “ce l’hanno fatta” rischia di vanificare il tuo lavoro e di trasformare i consigli in una fonte ulteriore di frustrazione.

Conseguire titoli “inutili”: perché non ti aiuta a diventare docente di ruolo

Il caos nel settore scolastico, con regole e tabelle di valutazione che cambiano ad ogni giro di boa, porta molti aspiranti docenti a frequentare compulsivamente corsi o master che, alla fine del percorso, si rivelano inutili, perché non permettono di ottenere il massimo del punteggio ottenibile per salire in graduatoria.

Per evitare di perdere tempo e soldi, un aspirante docente dovrebbe sapere in anticipo se il corso o il master che ha intenzione di frequentare è realmente utile ad aumentare il punteggio in graduatoria o nel concorso nel suo caso specifico.

Non investire nella formazione docenti: un grave errore

C’è anche il problema opposto, ovvero quello degli insegnanti che decidono di non investire nella formazione docenti e non frequentano nessun tipo di percorso. Nulla di più sbagliato!

Se le graduatorie sono aggiornate ogni 2-3 anni, diventa fondamentale ottenere punti tra un aggiornamento e l’altro iscrivendosi a corsi e master coerenti con il proprio profilo. E ricorda: farlo a ridosso delle riaperture delle graduatorie non ti permetterebbe di concludere in tempo tali percorsi, rendendo vani gli sforzi fatti per aggiungere punteggio.

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Seguire percorsi per docenti dopo l’uscita dei bandi

Errore simile, ma diverso: iniziare la corsa verso nuovi titoli di studio quando ormai è troppo tardi.

Il MIUR emette i bandi di concorso scolastici e di nuove aperture delle graduatorie circa 2 mesi prima della chiusura delle domande. Iniziare a frequentare un corso come un master solo dopo la pubblicazione del bando si rivela quindi inutile. I master, infatti, sono a tutti gli effetti percorsi universitari, con tempistiche precise. L’esame finale per conseguire il titolo, ad esempio, avviene dopo 6 mesi. O pensa ancora ai 24 CFU per l’insegnamento, ormai obbligatori, che richiedono anch’essi dei mesi per il loro conseguimento e certificazione.

Le tempistiche, quindi, non corrispondono.

Per partecipare a un concorso ti servono dei titoli che hai già conseguito, altrimenti sarai costretto a rinunciare per provare la volta dopo. E allungherai ancora la strada verso la docenza di ruolo.

Non valutare alternative per ottenere la docenza di ruolo

Infine, una cosa che potrebbe sembrare un’ovvietà, ma non lo è.

Se per ottenere il ruolo percorri la stessa strada ordinaria percorsa da tutti, sarà più complicato per te ottenere degli incarichi. Il livello di competizione è molto alto, e soprattutto se sei alle prime esperienza ci sarà sempre qualcuno più qualificato di te pronto a “soffiarti” la convocazione o il posto di lavoro.

Sarebbe invece meglio valutare percorsi alternativi. Un esempio è quello di puntare a una carriera di insegnante di sostegno, per cui le richieste sono maggiori. Di conseguenza, maggiori sono le possibilità di essere chiamati, ottenendo punti fondamentali per scalare le graduatorie.

Ovviamente, tutti questi errori vengono fatti non per colpa del docente, ma di un sistema che manca di precisione e certezza.

Noi di Docenti.it crediamo che un aspirante docente debba essere guidato verso un percorso specifico, che lo prepari al lavoro e che lo immetta nel mondo della scuola in tempi umani. A beneficiarne non è solo l’insegnante, ma anche tutti gli studenti e l’intero comparto scolastico, da anni ormai contraddistinto da un problema cronico di posti vacanti.

Ecco perché stiamo per lanciare un nuovo servizio per il docente. Grazie alla nostra consulenza, vogliamo aiutare gli insegnanti come te ad accelerare il percorso verso la docenza di ruolo, attraverso un iter studiato nei dettagli. Così, potrai realizzare il tuo sogno più facilmente e con maggiore preparazione.

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Scritto da Roberta Lucarelli

Un argomento complesso come le graduatorie merita di essere spiegato in modo esaustivo. Il mio obiettivo è avere sempre una visione chiara del tema “graduatorie”. Penso che gli aspiranti docenti che ogni anno si impegnano per raggiungere il proprio sogno sia quello di avere delle risposte il più possibile puntuali e aggiornate.

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