Al 30 giugno 2026, i posti di sostegno in deroga hanno raggiunto il numero più alto di sempre di supplenti. Il sindacato Anief considera questo dato una prova della necessità di cambiare il sistema del sostegno agli alunni con disabilità.
La deroga è il meccanismo attraverso cui, ogni anno, le scuole ottengono cattedre aggiuntive di sostegno oltre l’organico stabile, per rispondere ai bisogni certificati che l’organico fisso non riesce a coprire.
Il dato più rilevante riguarda i docenti che potrebbero coprire quei posti in modo stabile: 118.647 docenti si sono specializzati sul sostegno negli ultimi due anni, attraverso percorsi TFA, cioè Tirocinio Formativo Attivo, e corsi INDIRE, l’Istituto nazionale che gestisce i percorsi di specializzazione.
Per l’Anief si tratta di un paradosso: da un lato ci sono moltissimi docenti specializzati, dall’altro continuano a esserci tantissime cattedre scoperte affidate a supplenti.
Quanti sono i posti di sostegno in deroga e perché restano scoperti?
I posti di sostegno in deroga hanno superato quota 100.000, a fronte di circa 130.000 posti complessivi di sostegno previsti nell’organico.
In pratica, quasi un posto di sostegno su due nasce fuori dall’organico stabile e viene ricreato ogni anno attraverso una supplenza annuale, non con un’assunzione a tempo indeterminato.
Il motivo è strutturale: le certificazioni di disabilità crescono di circa 8.000 alunni all’anno, mentre l’organico di diritto, cioè i posti stabili su cui si può assumere in ruolo, aumenta molto lentamente.
Per l’anno scolastico 2026/2027, secondo la Nota MIM n. 10164 del 16 aprile 2026, il Ministero ha aumentato i posti stabili di sostegno di sole 134 unità.
Il resto della domanda finisce quindi nell’organico di fatto, cioè nelle deroghe annuali coperte da personale precario.
Cosa chiede l’Anief tra stabilizzazione e organico di diritto?
L’Anief chiede di censire i posti in deroga assegnati da più anni alla stessa scuola, trasferirli dall’organico di fatto all’organico di diritto e procedere poi con le immissioni in ruolo su tutte le cattedre senza titolare.
La logica è semplice: se un posto serve ogni anno, da anni, non può essere trattato come un’esigenza temporanea. Deve essere considerato un posto reale e, quindi, stabilizzato.
Il sindacato parla di un piano straordinario di assunzioni. Secondo il presidente Marcello Pacifico, l’obiettivo dovrebbe essere assumere i 118.647 docenti già specializzati e stabilizzare almeno 100.000 posti pluriennali.
Attenzione però: si tratta di una richiesta sindacale, non di una norma già approvata.
Oggi i posti in deroga restano annuali e nulla cambia finché il Ministero e il legislatore non intervengono con un provvedimento specifico.
Perché l’Anief cita la Carta sociale UE?
L’Anief collega la questione a una possibile violazione della Carta sociale europea, il trattato del Consiglio d’Europa che tutela i diritti sociali e del lavoro.
Secondo il sindacato, l’uso prolungato di supplenti sugli stessi posti di sostegno può configurare un abuso di contratti a termine, in contrasto anche con le direttive europee sul precariato.
Su questo fronte, l’Anief richiama il proprio Reclamo collettivo n. 200/2021, presentato in sede europea.
Sul piano interno, invece, viene richiamata la storica sentenza n. 80/2010 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato incostituzionale il tetto ai posti di sostegno.
Domande frequenti
Cosa sono i posti di sostegno in deroga?
I posti di sostegno in deroga sono cattedre aggiuntive che le scuole ottengono ogni anno oltre l’organico stabile, per coprire i bisogni degli alunni con disabilità quando i posti fissi non sono sufficienti.
Vengono assegnati per un solo anno scolastico e, nella maggior parte dei casi, sono coperti da docenti supplenti, non da personale di ruolo.
Quanti sono i posti di sostegno in deroga in Italia?
I posti di sostegno in deroga hanno superato quota 100.000, a fronte di circa 130.000 posti complessivi di sostegno previsti nell’organico.
Questo significa che quasi la metà delle cattedre di sostegno nasce ogni anno fuori dall’organico stabile e viene coperta con supplenze annuali, invece che con assunzioni in ruolo.
Cosa chiede l’Anief sui posti di sostegno in deroga?
L’Anief chiede di censire i posti in deroga assegnati da più anni alle stesse scuole, spostarli dall’organico di fatto all’organico di diritto e sbloccare le immissioni in ruolo su tutte le cattedre senza titolare.
Si tratta però di una richiesta sindacale, non di una norma in vigore.
La trasformazione dei posti richiederebbe un provvedimento del Ministero e del legislatore.
Se mi sono specializzato sul sostegno, verrò assunto in ruolo?
Non automaticamente.
La specializzazione sul sostegno, conseguita tramite TFA o corsi INDIRE, dà titolo per insegnare su sostegno e permette l’inserimento nelle graduatorie previste.
Le immissioni in ruolo, però, dipendono dai posti autorizzati ogni anno nell’organico di diritto, non dai posti in deroga.
Finché i posti restano in deroga, vengono coperti con supplenze annuali e non con assunzioni stabili.
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