Il test di Scienze della Formazione Primaria 2026 si svolge venerdì 11 settembre alle ore 11:00, nella sede dell’ateneo presso cui presenti domanda.
La data è stata fissata dal MUR, Ministero dell’Università e della Ricerca, con il decreto ministeriale n. 931 del 3 luglio 2026, che stabilisce anche struttura e criteri di valutazione della prova, uguali in tutta Italia.
In palio c’è l’accesso alla laurea magistrale a ciclo unico LM-85 bis, un percorso quinquennale a numero programmato. Oggi rappresenta l’unico corso universitario che forma gli insegnanti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria.
Se il tuo obiettivo è diventare maestra o maestro, questa prova è un passaggio obbligato.
Com’è fatta la prova: quanti quesiti e quanto tempo hai?
La prova consiste in 80 quesiti a risposta multipla, con quattro opzioni e una sola risposta corretta, da risolvere in 150 minuti.
La ripartizione dei quesiti è precisa: 40 domande di competenza linguistica e ragionamento logico, 20 domande di cultura letteraria, storico-sociale e geografica e 20 domande di cultura matematico-scientifica.
Ogni risposta esatta vale 1 punto. Le risposte errate e quelle non date valgono zero, senza penalità.
Attenzione però alla soglia minima: si entra in graduatoria solo con almeno 55 punti su 80.
Superare la soglia, però, non garantisce automaticamente l’ammissione, perché i posti sono limitati e l’accesso avviene in base allo scorrimento della graduatoria.
Il decreto riconosce anche punti aggiuntivi per le certificazioni di lingua inglese: 3 punti per il livello B1, 5 punti per il B2, 7 punti per il C1 e 10 punti per il C2.
Con una soglia così alta, questo bonus può fare la differenza ai fini dell’ammissione.
Cosa conviene studiare per il test SFP?
Per prepararti al test devi coprire le tre aree previste dal decreto: competenza linguistica e ragionamento logico, cultura letteraria, storico-sociale e geografica, e cultura matematico-scientifica di base.
Nella prima area rientrano grammatica italiana, comprensione del testo, logica verbale e logica numerica.
La seconda area riguarda letteratura, storia, educazione civica, società e geografia.
La terza comprende invece matematica, scienze e conoscenze di base dell’area scientifica.
Metà della prova, cioè 40 quesiti su 80, riguarda l’area linguistico-logica. Per questo conviene concentrare lì una parte importante dello studio.
Allenati con simulazioni a tempo e con le prove degli anni precedenti pubblicate dagli atenei. Imparare a gestire i 150 minuti conta quasi quanto conoscere gli argomenti.
Come ci si iscrive al test dell’11 settembre?
L’iscrizione al test passa dal bando del singolo ateneo.
Ogni università pubblica il proprio bando, indicando scadenze, contributo di partecipazione, modalità di iscrizione e posti disponibili.
Per questo motivo, è importante controllare subito il sito dell’ateneo che ti interessa: i termini per presentare domanda possono cambiare da sede a sede.
Il numero dei posti per l’anno accademico 2026/27 verrà ripartito tra le università con un provvedimento dedicato.
Se hai una disabilità certificata o un DSA, Disturbo Specifico dell’Apprendimento, il decreto prevede ausili e tempi aggiuntivi.
In particolare, è previsto fino al 50% di tempo in più per candidati con invalidità o legge 104/1992 e fino al 30% di tempo in più per candidati con diagnosi di DSA.
Perché la laurea SFP apre la prima fascia GPS?
La laurea in Scienze della Formazione Primaria è abilitante.
Questo significa che, dal giorno della proclamazione, sei già abilitato all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, senza dover frequentare percorsi abilitanti aggiuntivi.
È una differenza importante rispetto alla scuola secondaria, dove dopo la laurea servono percorsi specifici per conseguire l’abilitazione.
Con l’abilitazione puoi inserirti nella prima fascia GPS, cioè nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze, per infanzia e primaria.
La prima fascia ha priorità nell’attribuzione degli incarichi annuali e consente anche l’accesso alle procedure per il ruolo.
Non solo: già durante il corso di laurea, dal terzo anno in poi, puoi inserirti in seconda fascia GPS, se hai maturato almeno 150 CFU.
Il requisito sale a 200 CFU al quarto anno e a 250 CFU al quinto anno.
Cosa fare adesso: segna l’11 settembre in agenda, controlla il bando del tuo ateneo e imposta un piano di studio sulle tre aree della prova.
Due mesi possono bastare, se organizzati bene.
Domande frequenti
Quanti punti servono per superare il test di Scienze della Formazione Primaria?
Serve un punteggio minimo di 55 su 80 per entrare in graduatoria.
Ogni risposta esatta vale 1 punto, mentre errori e omissioni valgono zero.
Raggiungere la soglia non garantisce però l’ammissione, perché i posti sono limitati e la graduatoria scorre fino a esaurimento.
Le certificazioni di inglese danno punti aggiuntivi al test SFP 2026?
Sì. Il decreto ministeriale 931/2026 assegna punti extra in base al livello della certificazione linguistica.
Sono previsti 3 punti per il B1, 5 punti per il B2, 7 punti per il C1 e 10 punti per il C2.
Le certificazioni devono essere presentate secondo le modalità indicate dal bando del proprio ateneo.
La laurea in Scienze della Formazione Primaria è abilitante?
Sì. La laurea magistrale a ciclo unico LM-85 bis abilita direttamente all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria.
Non sono necessari percorsi abilitanti successivi.
Il titolo consente l’accesso alla prima fascia GPS e alle procedure di assunzione in ruolo.
Ci si può inserire nelle GPS mentre si studia Scienze della Formazione Primaria?
Sì, è possibile inserirsi in seconda fascia GPS.
Possono farlo gli studenti dal terzo anno di corso in poi, con almeno 150 crediti formativi.
Al quarto anno servono almeno 200 CFU, mentre al quinto anno ne servono almeno 250.
L’inserimento avviene in occasione delle finestre di aggiornamento delle graduatorie.
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