Riscatto laurea docenti: norma agevolata a settembre?

Riscatto laurea docenti: norma agevolata a settembre?

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Il riscatto della laurea per i docenti a costo ridotto è, al momento, solo un annuncio.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha dichiarato il 5 luglio 2026 che la norma potrebbe entrare in un decreto legge “già a settembre”.

Al momento, infatti, nessun testo ufficiale prevede questa misura.

L’annuncio arriva dopo la petizione Anief contro il burnout del personale scolastico, che avrebbe raccolto circa 120.000 firme secondo le fonti dei mesi scorsi e 150.000 secondo l’ultima dichiarazione di Pacifico.

La proposta si inserisce anche nel percorso del ddl 1413, presentato al Senato dalla senatrice Carmela Bucalo, di Fratelli d’Italia.

Per il sindacato non si tratterebbe di una concessione, ma di un atto dovuto verso chi ha attraversato anni di precariato prima di arrivare alla stabilizzazione.

Come funziona oggi il riscatto della laurea per i docenti?

Il riscatto della laurea consente di trasformare gli anni del corso di studi universitari in anzianità contributiva INPS, attraverso il pagamento di un onere.

Nella versione ordinaria, il costo dipende dalla retribuzione del lavoratore.

Per i periodi che ricadono nel sistema retributivo si applica la cosiddetta riserva matematica, che può superare i 10.000 euro per anno.

Per i periodi che ricadono nel sistema contributivo, invece, si calcola il 33% della retribuzione degli ultimi 12 mesi.

Il riscatto agevolato, introdotto dal decreto-legge 4/2019, prevede invece una cifra fissa.

Per il 2026, il costo sarebbe di circa 6.208,95 euro per ogni anno di corso.

L’importo è interamente deducibile dall’IRPEF e può essere rateizzato fino a 120 rate mensili senza interessi.

C’è però un limite importante: il riscatto agevolato vale solo per i periodi valutati nel sistema contributivo, quindi dal 1996 in poi, oppure accettando il calcolo interamente contributivo della pensione.

Questa seconda opzione va valutata con molta attenzione se si hanno contributi precedenti al 1996, perché può incidere sull’importo dell’assegno pensionistico.

Cosa prevede il ddl Bucalo sul riscatto a 900 euro l’anno?

Il ddl 1413 punta ad abbassare l’aliquota di calcolo dal 33% al 5%.

In questo modo, il costo del riscatto scenderebbe a poco più di 900 euro per ogni anno di università, rispetto ai circa 6.200 euro previsti oggi dal riscatto agevolato generale.

La platea stimata sarebbe di circa 1,2 milioni di lavoratori del comparto istruzione e ricerca, compresi i precari.

Il disegno di legge è all’esame della 10ª Commissione del Senato, Affari sociali, sanità e lavoro, con i pareri di altre tre commissioni.

L’esame è ripreso, ma non c’è ancora alcuna approvazione definitiva.

Secondo l’Anief, la proposta avrebbe ormai ottenuto la copertura finanziaria.

Finché il Parlamento non approverà la legge, oppure finché il Governo non inserirà davvero la norma in un decreto, per i docenti non cambia nulla rispetto alla disciplina attuale.

Davvero diresti addio alla cattedra fino a 70 anni?

Nessuna norma obbliga i docenti a insegnare fino a 70 anni.

Nel 2026, la pensione di vecchiaia si raggiunge a 67 anni con almeno 20 anni di contributi.

La pensione anticipata, invece, richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Il punto è un altro: chi entra in ruolo tardi, dopo la laurea e dopo anni di supplenze non sempre coperte da contribuzione continua, può maturare i requisiti pensionistici molto avanti con l’età, anche vicino ai 70 anni.

In questo scenario, il riscatto della laurea può fare la differenza.

Aggiungere 4 o 5 anni di contributi può anticipare l’uscita con la pensione anticipata di un periodo equivalente.

Bisogna considerare anche l’adeguamento alla speranza di vita. La circolare INPS 28/2026 conferma requisiti in aumento di un mese dal 2027 e di tre mesi dal 2028.

Cosa fare ora: simula il costo del riscatto sul portale INPS e verifica la convenienza con un patronato o un consulente previdenziale, senza aspettare una norma che ancora non esiste.

Domande frequenti

Il riscatto agevolato della laurea per i docenti è già legge?

No. A oggi esistono il ddl 1413, presentato dalla senatrice Bucalo di Fratelli d’Italia e all’esame del Senato, e la richiesta dell’Anief di inserire la norma in un decreto legge a settembre 2026.

Nessun provvedimento specifico per la scuola è già in vigore.

Resta applicabile il riscatto agevolato generale previsto dal decreto-legge 4/2019, con un costo di circa 6.200 euro per ogni anno di corso.

Quanto costa riscattare la laurea nel 2026?

Con il riscatto agevolato, l’onere è fisso: circa 6.208,95 euro per ogni anno di corso.

L’importo può essere rateizzato fino a 120 rate mensili senza interessi ed è interamente deducibile dall’IRPEF.

Con il riscatto ordinario, invece, il costo dipende dalla retribuzione.

Per i periodi che ricadono nel sistema retributivo, l’importo può superare i 10.000 euro l’anno.

Chi può chiedere il riscatto agevolato della laurea?

Può chiedere il riscatto agevolato chi deve valorizzare periodi di studio collocati nel sistema contributivo, cioè dal 1° gennaio 1996 in poi.

Se hai contributi precedenti al 1996, puoi accedere al riscatto agevolato solo optando per il calcolo interamente contributivo della pensione.

Questa scelta può ridurre l’importo dell’assegno pensionistico e va quindi valutata con una simulazione personalizzata.

Il riscatto della laurea anticipa la pensione dei docenti?

Sì. Gli anni riscattati contano come anzianità contributiva e possono avvicinare il raggiungimento della pensione anticipata.

Nel 2026, la pensione anticipata richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Il riscatto non abbassa invece l’età prevista per la pensione di vecchiaia, fissata a 67 anni, con aumento a 67 anni e un mese dal 2027.

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