Emergenza sostegno a Torino: quasi duemila cattedre scoperte

Emergenza sostegno a Torino: quasi 2mila cattedre scoperte

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L’emergenza sostegno a Torino si misura nei numeri: nel torinese restano scoperte 1.918 cattedre di sostegno, la quota più pesante di tutto il Piemonte.

Il grosso del vuoto riguarda la scuola primaria, con 944 posti scoperti, seguita dalle superiori, con 518 posti, dalle medie, con 307, e dall’infanzia, con 149.

In percentuale, il quadro è ancora più netto.

Alla primaria manca il 44% dei docenti di sostegno, alle medie il 16%, all’infanzia il 12%, mentre le superiori mostrano una situazione meno critica, con il 4,8% di posti scoperti.

Tradotto: nella scuola primaria del torinese, oggi, quasi un posto di sostegno su due non ha un insegnante stabile.

Perché mancano i docenti di sostegno alla primaria?

Mancano soprattutto docenti specializzati.

Per insegnare sul sostegno serve un percorso universitario di specializzazione della durata di circa un anno, requisito necessario per accedere ai concorsi e al ruolo su posto di sostegno.

Senza un bacino sufficiente di docenti specializzati, centinaia di posti nel primo ciclo restano vuoti e finiscono alle supplenze.

C’è anche un problema di convenienza.

Molti aspiranti scelgono la strada curricolare, cioè la cattedra comune, perché può portare più rapidamente a un incarico stabile, rinunciando al percorso aggiuntivo per il sostegno.

Il segnale più chiaro arriva dalle immissioni in ruolo: in Piemonte, le assunzioni sul sostegno alla primaria avrebbero coperto solo il 13% dei posti autorizzati, mentre a Torino il dato sarebbe del 22%.

Che ruolo hanno i posti in deroga in questa emergenza?

I posti in deroga sono lo strumento con cui ogni anno lo Stato copre il fabbisogno che l’organico stabile non prevede.

A livello nazionale si parla di circa 80mila cattedre di sostegno in deroga nel 2025/26, in larga parte affidate a supplenti privi di specializzazione.

Si tratta di contratti annuali, non di posti di ruolo. È per questo che l’emergenza si ripresenta ogni settembre.

Il paradosso è che, per il 2026/27, il Ministero dell’Istruzione e del Merito, MIM, avrebbe aumentato i posti stabili di sostegno di sole 134 unità, secondo quanto riportato in relazione alla Nota MIM n. 10164 del 16 aprile 2026.

Il grosso del fabbisogno continua quindi a passare da incarichi a tempo determinato.

È qui che nasce l’emergenza torinese: tanti posti disponibili, ma pochi docenti specializzati pronti a coprirli in modo stabile.

Torino è un caso isolato o è un problema nazionale?

Torino è la punta di un problema nazionale, non un’eccezione.

Dopo la mobilità 2026, restano libere oltre 11mila cattedre di sostegno in tutta Italia, con i picchi concentrati soprattutto al Nord.

La Lombardia, da sola, ne conta diverse migliaia.

Il torinese pesa così tanto perché raccoglie una parte molto rilevante dei posti scoperti del Piemonte.

Cosa significa l’emergenza sostegno di Torino per supplenti e famiglie?

Per chi cerca lavoro, l’emergenza sostegno a Torino rappresenta un’opportunità concreta.

Se sei un aspirante disponibile a insegnare sul sostegno, le cattedre ci sono e spesso vengono coperte attraverso GPS, cioè Graduatorie Provinciali per le Supplenze, interpelli e MAD, Messa A Disposizione.

Dove mancano i docenti specializzati, le scuole nominano anche aspiranti senza specializzazione, soprattutto alla primaria.

Per le famiglie, però, il prezzo è la continuità didattica.

Un bambino con disabilità rischia di cambiare insegnante di sostegno ogni settembre, proprio perché molti di quei posti vengono assegnati tramite supplenze annuali.

I sindacati, tra cui FLC CGIL, CISL, SNALS, UIL e CUB, chiedono più corsi di specializzazione e la stabilizzazione dei posti in deroga.

Si tratta però di richieste sindacali, non di norme già in vigore.

Il consiglio pratico: se punti al sostegno, tieni aggiornate graduatorie e MAD e controlla gli interpelli delle scuole torinesi da fine agosto.

Domande frequenti

Quante cattedre di sostegno mancano a Torino nel 2026?

Nel torinese restano scoperte 1.918 cattedre di sostegno.

Di queste, 944 sono alla primaria, 518 alle superiori, 307 alle medie e 149 all’infanzia.

È una fotografia precedente a immissioni in ruolo e mobilità, quindi il numero può ancora cambiare.

Alla primaria di Torino quanti docenti di sostegno mancano?

Alla primaria del torinese manca il 44% degli insegnanti di sostegno, cioè quasi un docente su due.

È l’ordine di scuola più colpito, seguito dalle medie, con il 16%, dall’infanzia, con il 12%, e dalle superiori, con il 4,8%.

Perché non si trovano insegnanti di sostegno specializzati?

Perché la specializzazione sul sostegno richiede un percorso universitario aggiuntivo di circa un anno e molti aspiranti preferiscono la cattedra comune, percepita come più rapida da ottenere.

Così restano centinaia di posti scoperti, spesso coperti da supplenti non specializzati e assegnati come posti in deroga.

Come si trova una cattedra di sostegno a Torino senza specializzazione?

Puoi candidarti tramite le GPS, rispondere agli interpelli delle scuole e inviare la MAD, cioè la domanda diretta agli istituti.

Dove mancano gli specializzati, i dirigenti scolastici nominano anche docenti non specializzati sui posti di sostegno, soprattutto nella scuola primaria.

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