Il bonus docente è il credito annuale della Carta del docente, istituita dalla legge 107/2015 per finanziare la tua formazione e il tuo aggiornamento professionale: libri, corsi, master, teatro, musei e, con regole più strette, dispositivi e software. Si spende solo generando buoni elettronici sulla piattaforma ministeriale, con SPID o CIE.
Settembre 2026 è il mese in cui conviene rimettere in ordine le idee, perché si sovrappongono tre notizie diverse. La piattaforma, chiusa dal 1° settembre per l'aggiornamento dei sistemi, riapre martedì 15 settembre 2026; il credito che ritrovi è però il residuo del 2025/26, non il bonus nuovo; e l'importo del 2026/27 non è ancora stato fissato.
In questa guida trovi a chi spetta la Carta nel 2026/27, quanto vale, quando scadono i residui, cosa puoi comprare (e cosa no, soprattutto su pc e tablet) e cosa può fare chi ne è rimasto escluso.
- 15 settembre 2026: riapre la piattaforma per i residui 2025/26 e per gli importi riconosciuti da sentenza
- 383 euro: importo dell'a.s. 2025/26 (DM 59 del 31 marzo 2026)
- Importo 2026/27: non ancora determinato, serve il decreto annuale
- 31 agosto 2027: ultimo giorno per spendere il residuo 2025/26, se resti in servizio
- Hardware e software: ammessi alla prima erogazione e poi ogni quattro anni
- Esclusi negli anni passati: gli arretrati si recuperano solo con un ricorso individuale
A chi spetta la Carta del docente nel 2026/27
Per anni la domanda "a chi spetta la carta docente" ha avuto come risposta "solo ai docenti di ruolo", e i precari dovevano andare dal giudice. Poi, con interventi successivi (da ultimo la legge di bilancio 2025, L. 207/2024, art. 1, comma 572, lett. a), sono entrati i supplenti con incarico annuale al 31 agosto e, dal 2025/26, anche quelli con contratto fino al 30 giugno e il personale educativo. Oggi la platea è scritta in una norma di legge, l'art. 3 comma 5-bis del DL 127/2025, convertito dalla legge 164/2025.
Per queste categorie non devi presentare domanda alla scuola o al Ministero: accedi alla piattaforma con SPID o CIE e il bonus docente compare nella tua area personale quando il Ministero carica l'annualità. Se hai diritto e non lo vedi, il primo controllo va fatto in segreteria, per verificare che il tuo contratto sia stato registrato correttamente.
- Docenti di ruolo delle scuole statali, anche in part-time e anche neoassunti nell'anno di formazione e prova
- Supplenti con incarico annuale su posto vacante e disponibile (contratto al 31 agosto)
- Supplenti con incarico fino al termine delle attività didattiche (contratto al 30 giugno)
- Personale educativo di convitti ed educandati statali
Inidonei, comandati, docenti all'estero e delle scuole militari
Per l'a.s. 2025/26 il DM 59/2026 (art. 2, comma 2) ha riconosciuto la Carta anche ai docenti in formazione e prova, ai docenti inidonei per motivi di salute (art. 514 del D.Lgs. 297/1994), a quelli in comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, a chi insegna nelle scuole italiane all'estero e ai docenti delle scuole militari. Per il 2026/27 il dettaglio delle categorie sarà fissato dal nuovo decreto annuale: finché non è pubblicato, conta la norma di legge.
Chi resta fuori: supplenti brevi, ATA e paritarie
Restano esclusi i supplenti brevi e saltuari, anche se nello stesso anno sommano più contratti, il personale ATA e i docenti delle scuole paritarie. L'estensione ad ATA e supplenti brevi circola spesso nei titoli, ma è una richiesta sindacale, non una norma: ad oggi nessuna legge l'ha prevista. Nel 2025/26, inoltre, il docente sospeso per motivi disciplinari non ha ricevuto l'importo e non ha potuto usare nemmeno i residui degli anni precedenti (DM 59/2026, art. 2, comma 5).
Se in passato hai lavorato con un incarico annuale o fino al 30 giugno senza ricevere nulla, la norma attuale non ti restituisce quegli anni in automatico: per gli arretrati serve un ricorso, di cui parliamo più sotto.
Quanto vale il bonus docente: 383 euro nel 2025/26, importo 2026/27 ancora da fissare
Per l'a.s. 2025/26 la Carta del docente vale 383 euro, cifra stabilita dal decreto interministeriale n. 59 del 31 marzo 2026 (Istruzione ed Economia). Chi ricorda i 500 euro degli anni precedenti non sbaglia: la dotazione individuale è scesa nel 2025/26, quando la platea si è allargata anche ai supplenti con contratto fino al 30 giugno.
Attenzione alla cifra dei "500 euro" che continua a circolare. La legge 207/2024 (art. 1, comma 572, lett. b) parla di un importo fino a 500 euro: è un tetto massimo, non la somma che ricevi. L'importo effettivo lo decide ogni anno il decreto, in base alle risorse disponibili e al numero dei beneficiari.
Per il 2026/27 l'importo non è ancora determinato. Il decreto interministeriale va adottato entro il 30 gennaio, ma l'anno scorso i tempi sono stati più lunghi: il credito 2025/26 è stato attivato sulla piattaforma solo il 9 marzo 2026. Finché il Ministero non definisce l'importo 2026/27 con il nuovo decreto, qualsiasi cifra ti venga annunciata è una stima e il nuovo credito non compare sulla piattaforma.
- Fino all'a.s. 2024/25: 500 euro
- A.s. 2025/26: 383 euro (DM 59 del 31/3/2026), con la platea estesa anche ai supplenti fino al 30 giugno
- A.s. 2026/27: importo da fissare con decreto interministeriale, tetto di legge fino a 500 euro
Carta del docente riapre il 15 settembre: residui 2025/26 e scadenze
L'11 settembre 2026 sulla piattaforma ufficiale è comparso l'avviso atteso da inizio mese: dal 15 settembre 2026 il servizio torna accessibile per usare i residui dell'a.s. 2025/26 e gli importi riconosciuti ai beneficiari di sentenze. Dal 1° settembre non era possibile controllare il saldo, generare buoni o annullarli.
Il 15 settembre, quindi, non arriva il bonus docente 2026/27: si riapre l'accesso al credito che avevi già. È una differenza che conviene tenere a mente prima di pianificare acquisti importanti.
Il residuo 2025/26 non si azzera: il DM 59/2026 (art. 2, comma 4) consente di usare nel 2026/27 le somme non spese, quindi fino al 31 agosto 2027, a patto di essere ancora in servizio (vedi più sotto). È invece scaduto il 31 agosto 2026 il residuo 2024/25, l'ultima dotazione da 500 euro: se ti era rimasto qualcosa di quell'annualità, non lo ritrovi più.
- Residuo 2024/25: scaduto il 31 agosto 2026, non recuperabile
- Residuo 2025/26 (383 euro): spendibile dal 15 settembre 2026 fino al 31 agosto 2027, se non sei cessato dal servizio
- Importi da sentenza: di nuovo disponibili dal 15 settembre 2026
- Credito 2026/27: arriverà solo dopo il decreto che ne fissa l'importo
Il buono conserva la scadenza del credito da cui nasce
Generare un buono non mette al sicuro i soldi. Il buono mantiene la scadenza dell'annualità da cui è stato generato e deve essere validato dall'esercente entro quel termine: se non succede, l'importo si perde. Creare buoni in anticipo "per bloccare il credito" non serve.
Appena rientri, apri l'elenco dei buoni: quelli non ancora validati si possono annullare, e la somma torna nel tuo portafoglio finché il credito è spendibile. Guarda anche il dettaglio per annualità, non solo il totale del saldo.
Se lasci il servizio
Il DM 59/2026 è netto: le somme della Carta non sono più utilizzabili dalla data di cessazione dal servizio (art. 2, comma 4). Chi è andato in pensione dal 1° settembre 2026, quindi, non ritrova il residuo 2025/26. L'unica eccezione riguarda gli importi caricati nel 2025/26 in esecuzione di una sentenza, che restano utilizzabili anche nel 2026/27 pure dopo la cessazione (art. 2, comma 6).
Più incerta la posizione dei supplenti con contratto scaduto il 30 giugno o il 31 agosto 2026 e senza un nuovo incarico: il Ministero non ha chiarito se la fine della supplenza valga come cessazione, e negli anni scorsi diversi precari non riuscivano ad accedere al credito nei periodi senza contratto attivo.
Pc, tablet e software con la Carta del docente: il vincolo quadriennale
È la regola che più spesso sorprende chi rientra in piattaforma. Il vincolo quadriennale è stato introdotto per legge (DL 127/2025, art. 3, comma 5-bis, lett. c, convertito dalla L. 164/2025) e applicato dal DM 59/2026 (art. 3): computer, notebook, tablet e software si possono acquistare solo in occasione della prima erogazione della Carta e poi con cadenza quadriennale. Essendo scritto in una legge, non dipende dal decreto di un singolo anno.
Nel 2025/26 la finestra valeva per tutti i beneficiari: sia per chi aveva già avuto la Carta negli anni precedenti (art. 3, comma 4), sia per chi la riceveva per la prima volta da supplente. Quella finestra si è chiusa il 31 agosto 2026 e la successiva è attesa nel 2029/30, anche se in quell'anno non hai comprato nulla. Il residuo 2025/26 che ritrovi dal 15 settembre non la riapre: le FAQ del Ministero chiariscono che anche le somme residue si usano per hardware e software solo nei periodi consentiti. Resta spendibile, ma non in tecnologia.
Chi riceverà la Carta per la prima volta nel 2026/27, per esempio un neoassunto che non l'ha mai avuta da precario, rientra nella regola della prima erogazione. Chi l'ha già ricevuta nel 2025/26 da supplente, invece, non ottiene una nuova prima erogazione solo perché passa di ruolo.
- Hardware e software: prima erogazione, poi ogni quattro anni scolastici
- Beneficiario nel 2025/26 (di ruolo o supplente): finestra chiusa il 31/8/2026, prossima attesa nel 2029/30
- Residuo 2025/26: spendibile fino al 31/8/2027, ma non per pc, tablet e software
- Il vincolo vale anche per chi riceve la Carta in esecuzione di una sentenza (DM 59/2026, art. 3, comma 3)
Cosa si può comprare con la Carta del docente e come si usa
Il bonus docente finanzia beni e servizi legati alla formazione, all'aggiornamento e alla crescita culturale. Non devono riguardare per forza la materia che insegni, ma devono avere un legame con la tua professione.
- Libri e testi, anche digitali, e riviste utili all'aggiornamento professionale
- Corsi di aggiornamento e qualificazione svolti da enti accreditati o qualificati dal Ministero
- Corsi di laurea, post lauream e master universitari coerenti con il profilo professionale
- Biglietti per teatro, cinema e spettacoli dal vivo, ingressi a musei, mostre ed eventi culturali
- Iniziative coerenti con il PTOF della scuola e con il Piano nazionale di formazione
- Prodotti dell'editoria audiovisiva (DM 59/2026, art. 3, comma 1, lett. e)
- Strumenti musicali: previsti dal DL 113/2024 e acquistabili con la Carta per la prima volta dal 2025/26 (art. 3, comma 1, lett. g)
- Servizi di trasporto di persone: spesa ammessa in modo autonomo dal DM 59/2026 (art. 3, comma 1, lett. h), anche questa per la prima volta dal 2025/26
- Hardware e software: solo nella finestra quadriennale descritta sopra
Come generare un buono
Accedi a cartadeldocente.istruzione.it con SPID o CIE, controlla il saldo e scegli "crea buono": indichi se l'acquisto è online o in negozio, la categoria del bene o servizio e l'importo. Il sistema genera un codice che puoi stampare, salvare sul telefono o mostrare all'esercente, che lo valida al momento dell'acquisto.
Prima di generare il buono verifica che il venditore sia accreditato sulla piattaforma: una categoria ammessa non significa che ogni negozio o sito la accetti. Vale in particolare per i trasporti, dove l'adesione dei vettori va controllata caso per caso.
Escluso dal bonus docente negli anni passati? Quando ha senso il ricorso
Se hai lavorato da precario con un incarico annuale o fino al 30 giugno negli anni in cui la Carta era riservata al ruolo, quegli anni non ti vengono accreditati d'ufficio: la norma sulla platea guarda avanti e non sana il passato. Per recuperarli c'è solo il ricorso al giudice del lavoro, anche se nel frattempo sei entrato in ruolo.
Il diritto ha basi solide. La Corte di giustizia UE (ordinanza del 18 maggio 2022, causa C-450/21) ha giudicato discriminatorio escludere i docenti a tempo determinato, e la Cassazione (sentenza n. 29961 del 27 ottobre 2023) lo ha riconosciuto anche per i contratti fino al 30 giugno, fissando in cinque anni la prescrizione della domanda di attribuzione della Carta. Ogni anno che passa, quindi, rischi di perdere l'annualità più vecchia.
Come funziona in pratica, quali documenti servono e quali anni sono ancora recuperabili lo trovi nella pagina dedicata al ricorso per la Carta del docente: https://www.docenti.it/ricorsi/ricorso-carta-docente
Occhio ai titoli sulle sentenze. La pronuncia del Tribunale di Varese n. 175/2026, che ha riconosciuto la Carta a un supplente fino al 30 giugno con uno spezzone di due ore, è di primo grado e vale solo tra le parti di quella causa: non crea un diritto automatico per chi è nella stessa situazione. Per chi ha fatto solo supplenze brevi e saltuarie l'esito del ricorso resta più incerto e va valutato caso per caso.
- Ex precari oggi di ruolo: gli anni da supplente restano recuperabili finché non si prescrivono
- Precari in servizio: il ricorso riguarda le annualità che la norma attuale non copre
- Chi ha già una sentenza favorevole: dal 15 settembre 2026 ritrova sulla piattaforma gli importi riconosciuti
- Supplenti brevi e saltuari: posizione più incerta, serve una valutazione individuale
Domande frequenti
A chi spetta il bonus docente nel 2026/27?
Spetta ai docenti di ruolo delle scuole statali (compresi i neoassunti in prova), ai supplenti con incarico annuale su posto vacante e disponibile, ai supplenti fino al termine delle attività didattiche e al personale educativo, come stabilito dall'art. 3 comma 5-bis del DL 127/2025, convertito dalla legge 164/2025. Nel 2025/26 il DM 59/2026 l'ha riconosciuta anche a inidonei, docenti comandati o fuori ruolo, docenti delle scuole italiane all'estero e delle scuole militari: la conferma per il 2026/27 arriverà con il nuovo decreto. Restano esclusi supplenti brevi, personale ATA e docenti delle paritarie.
Quanto vale la Carta del docente 2026/27?
Non si sa ancora. L'importo 2026/27 va fissato con decreto interministeriale, da adottare entro il 30 gennaio. Per il 2025/26 il DM 59 del 31 marzo 2026 ha stabilito 383 euro. I "500 euro" previsti dalla legge 207/2024 sono un tetto massimo, non l'importo garantito.
Quando riapre la piattaforma della Carta del docente?
Il 15 settembre 2026, come indicato nell'avviso pubblicato sulla piattaforma l'11 settembre. Dal 15 torni a usare i residui dell'a.s. 2025/26 e gli importi riconosciuti da sentenza. Il bonus docente 2026/27 arriverà solo dopo il decreto che ne stabilisce l'importo.
Quando scade il residuo della Carta del docente?
Il residuo dei 383 euro del 2025/26 resta spendibile fino al 31 agosto 2027, ma solo finché sei in servizio: dalla cessazione (per esempio il pensionamento) le somme non sono più utilizzabili, salvo quelle caricate nel 2025/26 in esecuzione di una sentenza. Per i supplenti con contratto scaduto e senza nuovo incarico il Ministero non ha dato indicazioni chiare. Il residuo del 2024/25, invece, è scaduto il 31 agosto 2026 e non è più recuperabile. Ricorda che un buono generato conserva la scadenza del credito da cui nasce: se non viene validato in tempo, l'importo si perde.
Posso comprare un computer o un tablet con il bonus docente?
Solo nella finestra consentita. La legge (DL 127/2025, applicato dal DM 59/2026, art. 3) ammette hardware e software solo in occasione della prima erogazione della Carta e poi con cadenza quadriennale. Se hai ricevuto la Carta nel 2025/26, da docente di ruolo o da supplente, la finestra si è chiusa il 31 agosto 2026 e la successiva è attesa nel 2029/30: il residuo 2025/26 puoi spenderlo, ma non in tecnologia.
Supplenti brevi e personale ATA hanno diritto alla Carta del docente?
No. La norma in vigore non li comprende. L'estensione ad ATA e supplenti brevi è una richiesta dei sindacati, non una legge. Chi ha svolto solo supplenze brevi può valutare un ricorso individuale, ma l'esito è più incerto rispetto agli incarichi annuali o fino al 30 giugno.
Da precario non ho mai ricevuto la Carta: posso recuperare gli anni passati?
Sì, ma solo con un ricorso al giudice del lavoro: gli arretrati non vengono accreditati d'ufficio. La Cassazione (sent. 29961/2023) fissa in cinque anni la prescrizione della domanda di attribuzione, quindi conviene non aspettare. Anche se oggi sei di ruolo, gli anni da supplente restano recuperabili finché non si prescrivono.
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