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Graduatorie supplenze docenti: come funziona l’algoritmo?

Molti sono stati i problemi che riguardano l’assegnazione degli incarichi per le graduatorie supplenze docenti 2021/22.

La maggior parte sono legati alla piattaforma e alla funzionalità dell’algoritmo.

Graduatorie supplenze docenti: le difficoltà dell’algoritmo

Dopo aver assegnato gli incarichi da GPS prima fascia ed elenco aggiuntivo finalizzati al ruolo, ora gli Uffici Scolastici stanno attribuendo le nomine fino al 31 agosto e 30 giugno.

Il 13 settembre dovrebbe essere il primo giorno di lezione per molte regioni italiane e, tuttavia, le problematiche legato all’algoritmo non sembrano rallentare.

Non sono stati pochi i docenti che si sono lamentati dei problemi legati alle assegnazioni dei posti.
Infatti, è capitato che gli incarichi siano stati assegnati a docenti con un punteggio inferiore ad altri.

Ma perché è capitato questo?
In che modo funziona l’algoritmo?

Alcuni docenti vittime di questa “anomalia“, credono che lo sbaglio risieda nel sistema dell’algoritmo, che non tiene conto dei titoli di merito dei docenti.

In realtà, l’algoritmo tiene sempre conto di titoli di studio e di merito espressi dai candidati nella compilazione della domanda.

Il problema, semmai, risiede nel fatto che alcuni docenti, durante la compilazione della domanda, hanno limitato le loro preferenze.

Questo, purtroppo, influisce negativamente durante il funzionamento dell’algoritmo.
Infatti, accade spesso quanto segue: l’algoritmo considera il docente con un punteggio migliore rispetto ad un altro, ma, se questo ha limitato le sue preferenze, il sistema passa al candidato con il punteggio minore.

Di conseguenza, tutto dipende molto dalle scelte effettuate dal candidato durante la compilazione della domanda.

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Photo credit: Pexels.

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