NASpI supplenti scuola a fine contratto: come funziona

NASpI supplenti scuola a fine contratto: come funziona

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Nel 2025 oltre 200mila supplenti della scuola, tra docenti e personale ATA precario, hanno percepito la NASpI, cioè la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS.

Il dato emerge dal XXV Rapporto annuale dell’INPS, presentato il 9 luglio 2026 a Roma.

In larga parte si tratta di personale scolastico con contratto a tempo determinato, spesso su sostegno e con supplenza fino al 30 giugno, rimasto senza incarico alla fine delle attività didattiche.

Secondo i dati riportati, l’importo medio è stato di circa 49 euro per ogni giorno di disoccupazione, per un totale medio annuo di 6.304 euro a beneficiario.

Attenzione però: i 6.304 euro annui non corrispondono a 49 euro moltiplicati per 365 giorni.

Si tratta dell’importo complessivo medio incassato nell’anno, perché la NASpI copre solo una parte del periodo di disoccupazione.

Chi lavora con contratto scolastico da settembre a giugno, infatti, riceve in media poco più di quattro mesi di indennità.

Nel complesso, la spesa INPS per la NASpI nel 2025 ha superato i 17,9 miliardi di euro, con una crescita rispetto all’anno precedente.

Dato NASpI 2025Valore indicativo
Precari scuola beneficiariOltre 200mila
Beneficiari totali NASpICirca 2,8 milioni
Importo medio giornaliero49 euro
Importo medio annuo per beneficiario6.304 euro
Spesa complessiva INPSOltre 17,9 miliardi di euro

Chi può chiedere la NASpI a fine contratto?

Puoi chiedere la NASpI scuola se il tuo contratto di supplenza è scaduto e ti trovi in stato di disoccupazione involontaria.

La misura riguarda sia i docenti sia il personale ATA, cioè Amministrativo, Tecnico e Ausiliario.

La fine naturale di una supplenza al 30 giugno o al 31 agosto viene considerata una perdita involontaria del lavoro e può quindi aprire il diritto all’indennità.

Il requisito contributivo principale è aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio della disoccupazione.

Un normale contratto scolastico da settembre a giugno consente di raggiungere questo requisito senza particolari difficoltà.

Il vecchio requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi non si applica più agli eventi di disoccupazione successivi al 1° gennaio 2022.

RequisitoCosa significa
Disoccupazione involontariaIl contratto è terminato o il rapporto di lavoro si è interrotto senza scelta volontaria del lavoratore
13 settimane di contribuzioneDevono risultare nei quattro anni precedenti l’inizio della disoccupazione
Domanda entro i terminiLa richiesta va presentata entro 68 giorni dalla fine del contratto
Accesso online o patronatoLa domanda si presenta sul portale INPS o tramite patronato

Quanto dura la NASpI per i supplenti?

La durata della NASpI dipende dalle settimane di contribuzione maturate negli ultimi quattro anni.

L’indennità viene riconosciuta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione utili, fino a un massimo di 24 mesi.

Per un supplente con contratto da settembre a giugno, la durata effettiva è in genere di poco superiore ai quattro mesi.

Questo spiega perché l’importo medio annuo percepito dai precari della scuola sia molto più basso rispetto a un’indennità erogata per l’intero anno.

Durata del contratto scolasticoDurata NASpI indicativa
Supplenza breve di pochi mesiDurata proporzionata alle settimane contributive
Contratto da settembre a giugnoIn genere poco più di 4 mesi
Contratto annuale al 31 agostoDurata calcolata sulla contribuzione maturata
Massimo previsto24 mesi

Ai fini del calcolo non vengono considerate le settimane contributive già utilizzate per precedenti prestazioni di disoccupazione.

Quanto spetta di NASpI ai supplenti?

L’importo della NASpI si calcola sulla retribuzione media imponibile degli ultimi quattro anni.

In linea generale, spetta il 75% della retribuzione media mensile fino alla soglia stabilita annualmente dall’INPS, più una quota aggiuntiva sulla parte eccedente.

Per il 2026, il massimale mensile NASpI è pari a 1.584,70 euro lordi.

L’importo non resta sempre uguale per tutta la durata della prestazione.

Dal primo giorno del sesto mese si applica il cosiddetto decalage, cioè una riduzione del 3% al mese.

VoceRegola
Base di calcoloRetribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni
Quota principale75% della retribuzione media entro la soglia INPS
Massimale 20261.584,70 euro lordi al mese
Riduzione mensile3% dal primo giorno del sesto mese
PagamentoMensile, da parte dell’INPS

L’importo effettivo può cambiare in base alla retribuzione percepita, alla durata del contratto, alla contribuzione disponibile e alle eventuali precedenti NASpI già utilizzate.

Come si chiede la NASpI e entro quando?

La domanda di NASpI deve essere presentata entro 68 giorni dalla fine del contratto.

Questo termine è fondamentale: se lo superi, perdi il diritto all’indennità, salvo casi particolari documentati.

La richiesta si presenta esclusivamente in modalità telematica.

Puoi fare domanda direttamente sul portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure puoi rivolgerti gratuitamente a un patronato.

Scadenza o canaleCosa sapere
Termine massimo68 giorni dalla cessazione del contratto
Domanda entro 8 giorniLa NASpI decorre dall’ottavo giorno successivo alla fine del rapporto
Domanda dopo 8 giorniLa NASpI decorre dal giorno successivo alla domanda
Canali di invioPortale INPS, patronato o canali abilitati
Credenziali utiliSPID, CIE o CNS

Se presenti la domanda entro gli 8 giorni dalla cessazione del contratto, l’indennità decorre dall’ottavo giorno di disoccupazione.

Se la presenti più tardi, decorre dal giorno successivo alla domanda: in questo caso puoi perdere alcune giornate di indennità.

Dal 2025 la procedura è collegata anche alla piattaforma SIISL, il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa, legato agli adempimenti di attivazione e alle politiche attive del lavoro.

Eventuali problemi tecnici nella compilazione del curriculum o del patto di attivazione digitale non bloccano l’istruttoria e il pagamento della NASpI, purché il richiedente abbia i requisiti previsti.

Cosa fare se la supplenza è finita?

Se la tua supplenza è terminata, la prima cosa da fare è presentare la domanda NASpI il prima possibile.

Prima invii la richiesta, prima può decorrere l’indennità.

Tieni pronti i documenti e i dati principali:

Documento o datoPerché serve
SPID, CIE o CNSPer accedere al portale INPS
IBAN personalePer ricevere l’accredito
Dati dell’ultimo contrattoServono per ricostruire la cessazione del rapporto
Recapiti aggiornatiUtili per eventuali comunicazioni INPS
Eventuale supporto del patronatoPuò aiutare a inviare correttamente la domanda

La NASpI non ti impedisce di rientrare a scuola.

Se accetti una nuova supplenza, devi verificare la durata del nuovo contratto e comunicarlo correttamente all’INPS quando necessario.

In caso di nuovo rapporto di lavoro subordinato di durata inferiore a sei mesi e con reddito entro i limiti previsti, la prestazione può essere sospesa o ridotta secondo le regole INPS.

Se invece il nuovo contratto supera i sei mesi o supera le soglie reddituali previste, la NASpI può decadere.

Per questo, quando firmi una nuova supplenza mentre percepisci l’indennità, conviene controllare subito gli obblighi di comunicazione tramite NASpI-Com o chiedere supporto a un patronato.

NASpI supplenti scuola: errori da evitare

La NASpI è una tutela importante per i supplenti, ma ci sono alcuni errori che possono far perdere giorni di indennità o creare problemi nella gestione della pratica.

ErroreConseguenza possibile
Presentare la domanda tardiPerdita di giornate di indennità o decadenza oltre i 68 giorni
Non controllare i dati del contrattoRitardi nell’istruttoria
IBAN erratoProblemi nell’accredito
Non comunicare un nuovo lavoroRischio di sospensione, riduzione o decadenza
Confondere NASpI e stipendioLa NASpI copre solo il periodo di disoccupazione, non tutto l’anno

Il consiglio pratico è semplice: appena termina il contratto, avvia la domanda e conserva tutta la documentazione relativa alla supplenza.

In questo modo eviti ritardi e puoi gestire con maggiore tranquillità il periodo tra un incarico e l’altro.

Domande frequenti

Chi può chiedere la NASpI se è un supplente a fine contratto?

Può chiederla ogni docente o ATA con contratto di supplenza scaduto, in stato di disoccupazione involontaria e con almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti.

La fine della supplenza al 30 giugno o al 31 agosto viene considerata perdita involontaria del lavoro.

Qual è l’importo medio della NASpI per docenti e ATA?

Secondo i dati INPS riferiti al 2025, i precari della scuola che hanno percepito la NASpI hanno ricevuto in media circa 49 euro per ogni giorno di disoccupazione, pari a 6.304 euro annui.

Il totale annuo è più basso rispetto a un calcolo su 365 giorni, perché la NASpI copre solo il periodo effettivo di disoccupazione.

Entro quando va presentata la domanda di NASpI?

La domanda va presentata entro 68 giorni dalla fine del contratto.

Se la presenti entro 8 giorni, la NASpI decorre dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto.

Se la presenti dopo, decorre dal giorno successivo alla domanda.

Quanto dura la NASpI per un supplente con contratto fino al 30 giugno?

La durata dipende dalle settimane di contribuzione maturate negli ultimi quattro anni.

In generale, la NASpI dura la metà delle settimane contributive utili, fino a un massimo di 24 mesi.

Per un supplente con contratto da settembre a giugno, la durata è in genere di poco superiore ai quattro mesi.

La NASpI si blocca se accetto una nuova supplenza?

Dipende dalla durata e dal reddito del nuovo contratto.

Con un rapporto di lavoro subordinato breve, la NASpI può essere sospesa o ridotta secondo le regole INPS.

Con un contratto più lungo o con reddito superiore ai limiti previsti, la prestazione può decadere.

Quando inizi una nuova supplenza mentre percepisci la NASpI, controlla sempre se devi inviare la comunicazione tramite NASpI-Com.

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