Bullismo a scuola: in caso di danni, di chi è la responsabilità?

Ultime novità sul fronte bullismo a scuola: se uno studente incorre in atti di bullismo, di chi è la responsabilità dei danni che subisce?

Ne parliamo meglio in questo articolo.

Caso di bullismo a scuola

Prima di tutto, affrontiamo la definizione di bullismo.

Con il termine bullismo s’intende un comportamento aggressivo che viene ripetuto nei confronti di persone indifese o non in grado di difendersi da questi atteggiamenti.

Caratteristica basilare di questo atteggiamento è questo: il bullismo comprende un carnefice (il bullo) e una vittima (chi subisce le umiliazioni).

La vittima, solitamente, si trova intrappolata tra due stati d’animo:

  • Sofferenza psicologica
  • Ed esclusione sociale.

Quali caratteristiche definiscono il bullismo?

  • L’intenzionalità del comportamento aggressivo;
  • La sistematicità delle azioni aggressive che diventano persecutorie (non basta un episodio perché vi sia bullismo);
  • Infine: l’asimmetria di potere tra vittima e persecutore.

Quali sono i comportamenti che caratterizzano il bullismo?

– Offese e insulti;
– Diffamazione;
– Derisione per l’aspetto fisico o per il modo di parlare (per fare due esempi concreti);
– Aggressione fisica;
– Viene completamente esclusa l’opinione dell’individuo vittima.

Bullismo a scuola a chi rivolgersi

In caso di danni per il bullismo, la scuola è la principale responsabile.
Questo, ovviamente se il caso di verifica all’interno dell’istituto scolastico, dove la scuola ha la principale responsabilità nei confronti dei propri allievi.

Parliamo di una responsabilità contrattuale.

Per essere precisi, l’istituto della vigilanza di cui all’art. 2048, 2° comma del codice civile, dice quanto segue:

I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza

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