Classi pollaio: in che modo il Governo contrasterà le classi affollate

Classi pollaio: nell’ultima bozza della legge di bilancio si enunciano i provvedimenti per contrastare le classi affollate.

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Cosa sono le classi pollaio

Prima di affrontare la notizia riguardante la decisione del Governo nei confronti delle classi pollaio, vediamo nello specifico che cosa si intende con questo termine.

Con “classi pollaio” si intende una classe che contiene oltre il limite di alunni previsto dalla normativa scolastica vigente.

Ma qual è il limite oltre il quale una classe può definirsi “pollaio“?

Dal decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 2009 i limiti sono i seguenti:

  • 26 alunni massimo per le classi nelle scuole dell’infanzia e nelle primarie;
  • 27 alunni nelle secondarie di primo grado;
  • 30 nelle secondarie di secondo grado.

La manovra del Governo

Sulla base dei numeri ministeriali si calcola che gli studenti che studiano in aule troppo affollate sarebbero circa 254 mila.

L’emergenza risulterebbe soprattutto nei licei e negli istituti tecnici e professionali, dove sono 7.345 le classi che superano il numero massimo di alunni consentito.

Al fine di contrastare questo fenomeno, il Governo ha deciso di intervenire con una manovra, contenuta nell’ultima bozza della legge di bilancio.

Riportiamo qui l’articolo 112 dell’ultima bozza della manovra 2022:

Al fine di favorire l’efficace fruizione del diritto all’istruzione anche da parte dei soggetti svantaggiati collocati in classi con numerosità prossima o superiore ai limiti previsti a normativa vigente, il Ministero dell’istruzione è autorizzato, nei limiti di cui alla lettera d) del comma 2, a istituire classi in deroga alle dimensioni previste dal decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81

Fonte: Orizzonte Scuola

Una misura, però, che riguarderebbe solo:

Le scuole caratterizzate da valori degli indici di status sociale, economico e culturale e di dispersione scolastica individuati con il decreto di cui al comma 2 e nel limite delle risorse strumentali e finanziarie e della dotazione organica di personale scolastico disponibili a legislazione vigente

Fonte: Orizzonte Scuola

Di conseguenza, è evidente che il provvedimento agirà solo in minima parte nei confronti delle classi sovraffollate e non in maniera totale sul territorio nazionale.

Questa misura non è stata molto gradita dal M5S e nemmeno dal Sindacato ANIEF.

In ultimo, il ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi, si è espresso sul problema:

Le classi più numerose sono essenzialmente negli istituti tecnici e superiori delle grandi aree metropolitane, su cui stiamo intervenendo con un programma specifico. Quelle con più di 27 studenti sono il 2,9%, mentre quelle con meno di 15 sono il 13%. Abbiamo quindi anche un problema opposto: ovvero quello di classi in situazioni in cui non riusciamo a fare le prime le prime elementari perché non abbiamo più bambini. Il quadro quindi va visto nel suo insieme”

Fonte: Orizzonte Scuola

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