Liceo 4 anni: che cos’è il progetto ‘liceo breve’ e quanti istituti parteciperanno

Novità sul mondo scuola: che cos’è il liceo 4 anni e quante scuole aderiranno al progetto.

Ne parliamo in questo articolo.

Liceo breve: la proposta

In Italia si punta alla sperimentazione del “liceo breve“.

Questo progetto, in atto dal 2018/2019 ha, fino ad oggi, visto la sperimentazione su 200 istituti.
L’idea era stata dell’ex ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli.

Le classi che avevano deciso di aderire, inizialmente, erano circa 100: sono raddoppiate poi l’anno successivo.

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Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi avrebbe proposto ora di estendere questa sperimentazione in 1000 istituti.

Ma vediamo nel dettaglio che cosa si intende con “liceo breve”.

Liceo 4 anni: che cos’è il liceo breve

Per “liceo breve” si intende quel percorso scolastico che porta gli studenti a completare gli studi in 12 anni invece dei consueti 13.

Secondo Patrizio Bianchi, il vantaggio del liceo breve consiste nell’accorciare la durata del liceo al fine di ridurre i consueti tempi di accesso all’università. Oltretutto, così facendo, anche i tempi di accesso al mercato del lavoro sarebbero minori: cosa non da poco, considerato la situazione di profonda crisi nella quale viviamo.

Questa proposta, secondo il Ministro Bianchi, sarebbe in grado di posizionare gli studenti delle scuole superiori italiane sullo stesso gradino degli studenti di diversi paesi dell’Unione Europea.

Infatti, in Europa ci sono molti i paesi (tra cui: Francia, Belgio, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito) in cui gli studenti si diplomano a 18 anni, anziché 19. Anche in Scandinavia, le scuole superiori terminano nel corso del 19esimo anno di età.
Stiamo parlando del paese Europeo con il sistema scolastico che produce i migliori risultati.

L’opinione del CSPI

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione è molto dubbioso sulla questione, in quanto intervenire sulla struttura e sulla durata dei percorsi significa rimodulare con attenzione i curricoli, onde evitare la loro frammentazione.

Secondo il CSPI, gli istituti tecnici e professionali non possono, al momento, affrontare una trasformazione simile.
Infatti, a causa della recente riforma dei Professionali, sono ancora necessarie misure di implementazione e di accompagnamento affinché si giunga alla completa ideazione di questo nuovo modello.

Una precisazione: il “liceo breve” non è una “scorciatoia” per terminare prima gli studi.
Infatti, gli istituti che parteciperanno al progetto dovranno dare determinate garanzie, tra le quali:

  • garantire il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento che sono previsti per il quinto anno, entro la fine del quarto;
  • Inoltre, dovrà essere assicurato l’insegnamento di tutte le discipline previste dall’indirizzo di studi.

Le scuole, inoltre, per partecipare al progetto dovranno preparare un piano che consenta loro di fare il passaggio dai 5 ai 4 anni.

Tra i requisiti per potervi partecipare:

  • il potenziamento linguistico;
  • la possibilità di scegliere laboratori e insegnamenti personalizzati;
  • rimodulare le ore di lezione e il calendario scolastico.

Gli istituti autorizzati saranno poi monitorati da un Comitato scientifico nazionale, che ogni anno valuterà gli insegnamenti per trasmettere una relazione al ministero con le dovute osservazioni.

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