Mobilità scuola 2022: quali sono le precedenze che si applicano?

Mobilità scuola 2022: quali sono le precedenze che si applicano?
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Mobilità scuola 2022: quali sono le precedenze che si applicano?

Resta il vincolo sul sostegno?

E se non dovessi ottenere il trasferimento quest’anno posso presentarlo per l’anno prossimo?

L’assegnazione provvisoria sarà bloccata?

Il segretario generale Anief risponde alle domande più frequenti su uno degli argomenti più attuali del mondo scuola.

Come funziona la mobilità scuola

La mobilità scuola rappresenta un momento molto importante sia per i docenti che per il personale ATA.

In ambito scolastico, la mobilità è regolata dal CCNI mobilità ed ha vigenza triennale.
Si tratta di uno strumento di gestione del personale e riguarda il trasferimento del lavoratore a livello provinciale o interprovinciale, il passaggio da posto comune a sostegno (e viceversa), oppure il passaggio di cattedra e quello di ruolo.

Durante il consueto Question Time di Orizzonte Scuola di oggi, il segretario generale Anief Giuseppe Faraci ha risposto ad alcune delle domande più frequenti poste dai docenti.
Nel precedente articolo abbiamo visto quali sono i posti disponibili e quali non.

In questo articolo vogliamo riportare le risposte di Faraci alle domande più comuni.

Cominciamo dalla prima.

Quali sono le precedenze che si applicano?

A questa domanda posta da un docente, Faraci ha risposto:

Le precedenze per la mobilità 2022 sono quelle previste dall’articolo 13 del CCNI. Non sono assolutamente cambiate.
Queste valgono solo per la mobilità territoriale, da un comune all’altro e da una scuola all’altra.
Le precedenze hanno un ordine di priorità.

Tra le prime:
– quella per disabilità e motivi di comune (si tratta dell’unica precedenza che opera all’interno della mobilità territoriale per la mobilità professionale di passaggio di cattedra (ad esempio: personale scolastico docente non vedente);
– il personale trasferito di ufficio negli ultimi 8 anni:
– il personale con disabilità che ha bisogno di cure continuative;
– personale che conferisce assistenza al coniuge o al figlio con disabilità;
– al personale trasferito d’ufficio negli ultimi 8 anni che chiede di rientrare nel comune di titolarità;
– tutto quel personale che ricopre cariche pubbliche di amministrazioni e enti locali;
– i sindacalisti: al termine dell’aspettativa sindacale possono rientrare in servizio con una precedenza.

Fonte: Orizzonte Scuola

Questo quadro non presenta quindi variazioni rispetto al passato.

Vediamo ora le risposte alle domande più frequenti.

Se non dovessi ottenere il trasferimento quest’anno?

In caso il docente non dovesse ottenere il trasferimento quest’anno, può ripresentarlo per l’anno prossimo.
Questo vale solo se non si tratta di un neo-assunto.

Il nuovo CCNI introduce questa novità: ci si svincola dai blocchi di limite di quest’anno con una formula che richiedere la titolarità di sede.

Per i neo-assunti: prima di bloccarli per tre anni nella sede di assegnazione, viene chiesto loro di scegliere la sede di titolarità.

Per questo, ad esempio: se sei un docente assunto ante 2019, libero da vincoli triennali e quest’anno non hai presentato la domanda, puoi ripresentarla l’anno prossimo.

In che data si può fare domanda di trasferimento?

A questa domanda, ecco come risponde Faraci:

Il CCNI ha un iter ben preciso: adesso è al vaglio della funzione pubblica, ma una volta superati i passaggi verrà predisposta l’ordinanza ministeriale. Crediamo che i tempi coinvolgeranno un tempo che non andrà oltre febbraio.
La modalità di presentazione sarà online e servirà l’identità Spid.

Fonte: Orizzonte Scuola

I posti per la mobilità verranno resi noti?

A questa domanda Faraci risponde che: “I posti che possiamo vedere ogni anno sono quelli resi noti dai pensionamenti. Le scuole devono essere scelte a seconda dell’esigenza e preferenza del docente. Sarà poi la sorte a decidere.

Ripensamenti sul trasferimento

Se un docente ottiene il trasferimento ma poi ci ripensa può rinunciare?

Si, ma entro i termini pubblicati dall’ordinanza ministeriale.

Ci sono casi eccezionali che verranno valutati ma questo non garantisce il mantenimento della serie di provenienza.

L’assegnazione provvisoria verrà bloccata?

A questa domanda Faraci risponde: “I sindacati si stanno battendo per togliere questo vincolo triennale anche sulle assegnazioni provvisorie. Vogliamo favorire il ricongiungimento famigliare.

Il personale ATA è soggetto a vincoli?

No. Non ne ha mai avuti. Il nuovo CCNI non ne introduce. Tutti i neo assunti devono presentare domanda di mobilità.

Mobilità 2022: quando i risultati?

I risultati saranno disponibili intorno a maggio. Entro i primi 10 giorni di giugno al massimo.

Inoltre, rimane il vincolo di 5 anni sul sostegno.
E chi è entrato di ruolo nel 2020/21 in I fascia GPS non potrà partecipare alla mobilità.

Queste sono state alcune delle molte domande alle quali il segretario generale Anief ha risposto oggi pomeriggio riguardo la mobilità scuola 2022.

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Photo credit: Pexels.

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Martina Vaggi

Classe 1991, copywriter e scrittrice. Nata a Sale, un paesino in provincia di Alessandria. Scrive dall’età di 10 anni. Nel 2015 si laurea in Lettere Moderne presso l’università di Pavia. Nel 2020 pubblica il suo primo libro "Il diario del silenzio - Storie reali di quarantena" che descrive il processo di cambiamento della vita di 40 persone ai tempi del Covid. Nel 2022 si trasferisce a San Marino per lavorare come copywriter per Docenti.it