Guerra in Ucraina: scuole rase al suolo, ma la didattica a distanza continua

Guerra in Ucraina: scuole rase al suolo, ma la didattica a distanza continua
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La guerra in Ucraina continua a mietere vittime. Molte scuole sono state distrutte e in quelle occupate è stato imposto l’insegnamento di stampo russo.

Tuttavia, gli studenti e i docenti ucraini non si arrendono e hanno trovato un modo per non arrestare la cultura attraverso la DAD.

Ecco che cosa sta succedendo.

Guerra in Ucraina: cosa sta succedendo alla scuola

Da diverse settimane il conflitto russo-ucraino continua a mietere vittime. Tra queste, molti sono bambini innocenti.

Anche la cultura è stata attaccata: molte scuole sono state distrutte dagli attacchi aerei mentre quelle occupate sono sottoposte all’insegnamento dei programmi russi.

Yuliia Skorykh è la coordinatrice di “East-Sos”, un’associazione ucraina no profit che si occupa di attività di supporto psicologico.

Yuliia ha rilasciato un’intervista ad “avvenire.it” durante la quale racconta la situazione scolastica in Ucraina in questo momento.

La scuola ucraina sta attualmente funzionando solamente attraverso la Didattica a Distanza, anche nelle regioni risparmiate dal conflitto.

Questo perché, oltre ad essere state distrutte o occupate, le scuole sono diventate anche centri militari.

Secondo le ricerche di “East-Sos”, la maggior parte delle scuole occupate però si è rifiutata di abbandonare i programmi ucraini in favore di quelli russi e rimane “fedele allo Stato“.

A livello di numeri, sono ben 1.653 gli istituti danneggiati, tra cui 126 completamente distrutti.

Ma come è organizzata la DAD?

Scuola in Ucraina tutta in DAD: come funziona

La Didattica a Distanza continua grazie alla grande forza di volontà di docenti e alunni.

Alcuni ragazzi si collegano dagli alloggi delle regioni occidentali in cui sono sfollati.

Altri si collegano dall’estero, dove sono fuggiti: è ciò che sta accadendo ad esempio in Polonia, Romania ed Italia.

Infine molti studenti seguono le lezioni dai seminterrati in cui sono rifugiati, in attesa di una nuova sirena anti-aereo che potrebbe suonare da un momento all’altro.

La situazione è disastrosa: molti insegnanti raccontano di lezioni tenute mentre i bambini sono ancora sotto attacco.

Ma non solo.

Il racconto degli insegnanti

Yuliia Skorykh racconta ciò che i docenti ucraini stanno provando in questo momento.

Gli insegnanti non provano emozioni da vari mesi, anzi soffrono di veri e propri black out emotivi e di attacchi di panico.

La gestione delle classi è sempre più problematica: i bambini sono sotto shock, piangono continuamente e vivono in un perpetuo stato di ansia. Si parla anche di adolescenti di 13 e 14 anni.

Yuliia aggiunge: “i docenti sanno di dovere dimostrare di essere adulti forti e saldi, ma sentono di non avere le risorse per farlo, alle prese con traumi privati e sofferenze“.

L’associazione East-Sos sta cercando di aiutare questi insegnanti nell’affrontare una questione così delicata. Organizza incontri online con psicologi ed ha instituito una linea telefonica di urgenza.

Ecco l’invito per tutti i docenti: “invitiamo a rivolgere domande importanti per stabilire una connessione emotiva, una relazione più calda. Può davvero fare la differenza chiedere a un bambino: come stai? Vuoi raccontarmi come ti sei sentito questa settimana?“.

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Photo credit: unsplash.com

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Veronica Conti

Classe 1998, è studentessa e insegnante di musica. Ha conseguito il Diploma di Violoncello nel 2018 e, due anni dopo, il Diploma Accademico di II Livello in Violoncello presso il Conservatorio di Cesena. Frequenta il terzo anno all'università di Urbino, Lingue e Culture Straniere profilo linguistico-aziendale, ed è tirocinante presso Docenti.it.