Insegnare nelle carceri: come diventare insegnante negli istituti penitenziari
Condividi l'articolo

L’importanza dell’insegnamento è un aspetto fondamentale che non riguarda solo la scuola, bensì anche gli istituti penitenziari.

Il MIUR ha infatti istituito vari percorsi di istruzione per le persone detenute.

Ma quali sono questi percorsi?
E come si fa ad insegnare in un istituto penitenziario?

Come funziona la scuola in carcere?

Non tutti sanno che anche nelle carceri è presente un sistema scolastico, i cui corsi iniziano parallelamente a quelli esterni e con il medesimo programma scolastico.

Parliamo di un sistema che conduce i detenuti dal primo anno fino al quinto, e fino al conseguimento del diploma.

La scuola in carcere viene vista come un importante punto di risocializzazione, se pur graduale, grazie alle persone che in carcere vengono solo per lavorare, come gli insegnanti.

Dal momento che non sempre il ruolo delle scuole negli istituti penitenziari viene valorizzato, ci sembrava interessante approfondire questo argomento.

E, nello specifico, spiegare come fare per insegnare nelle carceri.

Insegnare negli istituti penitenziari per adulti

Per delineare come funziona l’insegnamento nelle carceri, dobbiamo operare una distinzione tra gli istituti penitenziari per adulti e quelli per minori e giovani adulti.

Iniziamo dalle carceri per adulti.

Come è possibile diventare insegnante?

Prima di tutto, iniziamo con il dire che negli istituti penitenziari per adulti le attività scolastiche dipendono dal Ministero dell’Istruzione (MIUR), che ha la competenza istituzionale sia per i corsi da attuare all’interno delle specifiche strutture carcerarie, sia per l’assegnazione del personale docente da assumere.

Il tutto si snoda contemporaneamente con le esigenze formative prospettate dai Provveditorati Regionali dell’Amministrazione penitenziaria.

Negli ultimi anni, il settore dell’istruzione per gli adulti ha conosciuto diversi interventi normativi, nati con lo scopo specifico di creare un sistema integrato.
Un sistema che potesse accompagnare il detenuto-studente, lungo lo sviluppo della sua persona, garantendone il diritto all’apprendimento ed il pieno esercizio del diritto di cittadinanza.

Vediamo ora che cosa distingue l’insegnamento negli istituti penitenziari per minori e giovani adulti.

Insegnare negli istituti per minori e giovani adulti

Sul sito del Ministero della Giustizia leggiamo quanto scritto:

Per insegnare negli istituti penali per i minorenni a livello di scuola primaria e secondaria occorre presentare una apposita domanda ed essere inseriti nelle graduatorie permanenti e/o nelle graduatorie d’Istituto degli uffici scolastici regionali del Ministero della pubblica istruzione.

https://www.giustizia.it/

Una volta candidati, quindi, i suddetti uffici selezioneranno i docenti sulla base della domanda che loro stessi hanno presentato, nonché dei requisiti da loro in possesso, tra i quali:

  • i titoli di accesso;
  • gli eventuali corsi di abilitazione o idoneità all’insegnamento;
  • e le esperienze professionali maturate in settori attinenti alla devianza minorile.
insegnare nelle carceri

Insegnare nelle carceri: requisiti

Nel carcere operano molte figure professionali che appartengono a organizzazioni pubbliche e private diverse tra loro.

A costituire il personale che lavora nelle carceri vi sono diverse figure professionali, tra le quali:

  • agenti;
  • educatori;
  • medici, infermieri e psicologi dell’Asl;
  • gli operatori del terzo settore;
  • e i volontari.

Se per poter operare all’interno di strutture carcerarie come educatori è richiesto il superamento di un concorso, per poter insegnare nelle carceri, invece, è necessario presentare l’apposita domanda ed essere inseriti nelle graduatorie permanenti e/o nelle graduatorie d’Istituto degli uffici scolastici regionali del Ministero della pubblica istruzione.

Per poter insegnare nelle carceri è possibile anche inviare la MAD, selezionando la voce “Centri provinciali istruzione adulti“, (CPIA).
I CPIA assicurano l’istruzione alle persone detenute secondo percorsi mirati.

Come inviare la domanda per insegnare nelle carceri

Capita, talvolta, che alcuni nostri clienti, nel mandare la loro domanda di Messa a Disposizione, decidano di candidarsi per insegnare nelle carceri.

Come Docenti.it, noi ci occupiamo da oltre 6 anni di aiutare neolaureati ed aspiranti docenti a diventare insegnanti, tramite l’invio della domanda di Messa a Disposizione.

Se deciderai di candidarti per insegnare negli istituti penitenziari tramite la nostra piattaforma, godrai di determinati vantaggi, che ti porteranno vantaggio nel riuscire ad ottenere una convocazione.

Te li ricordiamo brevemente qui:

  • dopo aver compilato la MAD sulla nostra piattaforma, verrai ricontattato entro 24h lavorative da uno dei nostri consulenti, che si occuperà di riepilogare la tua MAD e correggerla da eventuali errori di compilazione;
  • la tua MAD verrà inviata automaticamente a tutti gli istituti nella provincia da te scelta;
  • dopo l’invio, riceverai un report con indicate tutte le scuole che hanno ricevuto la tua candidatura, con i loro contatti;
  • verrai inserito gratuitamente nell’Elenco Nazionale Supplenti, una piattaforma consultata da più di 12mila istituti sia pubblici che privati, sempre a caccia di supplenti.

Insegnare nelle carceri è sicuramente un’esperienza forte ma anche molto istruttiva, per chiunque decida di intraprendere questa strada.

Se tu ti senti pronto a fare questo passo, puoi candidarti direttamente qui.

Invia tua MAD qui

Contatta la redazione

Hai dubbi da porci o domande sull’invio della tua domanda di Messa a Disposizione?

Puoi contattare la nostra redazione a questo indirizzo: [email protected]

Riceverai una risposta alle tue domande nel breve tempo possibile.

Leggi gli ultimi articoli recenti:

E seguici su Facebook e Instagram.

Photo credit: Unsplash.

author-avatar

Martina Vaggi

Classe 1991, copywriter e scrittrice. Nata a Sale, un paesino in provincia di Alessandria. Scrive dall’età di 10 anni. Nel 2015 si laurea in Lettere Moderne presso l’università di Pavia. Nel 2020 pubblica il suo primo libro "Il diario del silenzio - Storie reali di quarantena" che descrive il processo di cambiamento della vita di 40 persone ai tempi del Covid. Nel 2022 si trasferisce a San Marino per lavorare come copywriter per Docenti.it