Riforma Bianchi: come funziona il sistema di formazione iniziale
Condividi l'articolo

Tra i dubbi che numerosi docenti nutrono sulla Riforma Bianchi, uno di questi riguarda il sistema di formazione iniziale.

Vediamo in che cosa consiste.

Riforma Bianchi: il nuovo reclutamento docenti

Sono molti i dubbi e le perplessità che ruotano attorno alla Riforma Bianchi, divenuta legge ormai da qualche giorno.

Molti dubbi e svariate proposte: la Riforma Bianchi non sembra trovare approvazione da nessuna parte.

Sono a lei contrari i docenti, che si sentono presi in giro per il lungo percorso che li attende per l’ottenimento del ruolo (considerando il percorso che già hanno dovuto fare, per arrivare fin qui) e sono contrarie anche le organizzazioni sindacali.

A questo proposito, abbiamo assistito al settimanale Question Time, rubrica organizzata da Orizzonte Scuola e, questa settimana, incentrata sulla Riforma Bianchi.

Protagonista della prima parte della rubrica è stato Paolo Pizzo, segretario regionale della Uil Scuola.

C’è stata una compattezza sindacale per impedire questa riforma, ormai divenuta legge” ha esordito così, il segretario regionale, per poi continuare: “Si tratta di un percorso ad ostacoli che complica ulteriormente dei percorsi più fluidi del passato, che dovevano essere ripresi e aggiornati.

Secondo Pizzo, questo percorso non soddisfa in nessuno degli aspetti la possibilità di diventare insegnante perché ci sono modifiche che vanno a complicare il percorso, vita natural durante.

Da notare quanto segue: stiamo parlando di un decreto legge, che, solitamente, si fa per urgenza.
Ma in questo caso non c’era urgenza per quanto riguardava l’aspetto della formazione.

Anticipazioni su ciò che la Riforma Bianchi porterà: vedremo anche un taglio per quanto riguarda l’organico dei docenti.
Ma non solo.
Ci sarà un taglio sia sul personale docente che sulla CARD dei docenti.

Ma parlando di formazione…

Cerchiamo di capire meglio che cosa si intende con la formazione iniziale.

La formazione iniziale: in cosa consiste?

La formazione riguarda l’ultimo step previsto dalla Riforma Bianchi e concerne i docenti neo-immessi in ruolo.

Sarà obbligatoria per i docenti, i quali, dopo aver ottenuto l’abilitazione e sottoscritto il contratto a tempo determinato accederanno al percorso universitario: lì dovranno acquisire i famosi 30 CFU e superare un esame finale con la prova scritta.

Dopo aver ottenuto l’abilitazione, questi docenti avranno accesso all’anno di prova e potranno conseguire il contratto a tempo indeterminato.

Che cos’è la scuola di alta formazione?

La scuola di Alta Formazione è un organismo a cui viene deputato il compito di organizzare la formazione iniziale, incentivante e di servizio e quella di obiettivi al personale DSGA, ATA.

La scuola stessa avrà una struttura snella e amministrativa di circa 13 o 14 unità: il compito di questa scuola deve individuare e tenere i percorsi aggiornati per i docenti.

Come vi abbiamo già anticipato…

I costi di attivazione di questa scuola sono stati fatti ricadere sulla CARD docente.

Anche il discorso dei tutor che dovranno occuparsi della formazione si muove su questa linea: anche loro, ad esempio, verranno retribuiti con i tagli sulla CARD del docente.

Quest’ultima notizia rappresenta una grossa penalità, dal punto di vista del sistema scolastico:la formazione, infatti, dovrebbe essere di fondamentale importanza per un futuro docente e, di conseguenza, non dovrebbe essere prevista con tagli alle risorse destinate ai docenti stessi, inoltre…

… In un sistema così confusionario, ancora non sono chiare determinate dinamiche di questa riforma.

Toccherà all’atteso DPCM di fine luglio chiarirle.

Per il momento, noi ci limiteremo a fare diversi articoli di approfondimento del nuovo reclutamento docenti.

Seguiranno aggiornamenti nei giorni a seguire.

Leggi anche:

E seguici su Facebook e Instagram.

Photo credit: pexels.com

author-avatar

Martina Vaggi

Classe 1991, copywriter e scrittrice. Nata a Sale, un paesino in provincia di Alessandria. Scrive dall’età di 10 anni. Nel 2015 si laurea in Lettere Moderne presso l’università di Pavia. Nel 2020 pubblica il suo primo libro "Il diario del silenzio - Storie reali di quarantena" che descrive il processo di cambiamento della vita di 40 persone ai tempi del Covid. Nel 2022 si trasferisce a San Marino per lavorare come copywriter per Docenti.it