Assunzioni scuola: non riesci ad ottenere incarichi di supplenza? La colpa è solo tua
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Assunzioni scuola: se ancora non sei riuscito ad ottenere incarichi di supplenza, stai sbagliando completamente approccio.

Non ci credi?
Pensi di essere nel giusto?

E allora perché, fino ad ora, nessun istituto ti ha mai convocato?

Leggi l’articolo e scoprilo.

Assunzioni scuola: il mondo scuola è complicato, ma…

Se stai leggendo questo articolo possono esserci due possibilità: o una parte di te si riconosce in quello che abbiamo scritto nel titolo, oppure probabilmente il titolo in sé ti ha provocato non poche reazioni avverse.

Probabilmente l’opzione più plausibile è la seconda.

Effettivamente, abbiamo scelto di approcciare questa tematica (che riguarda le assunzioni scuola) in maniera piuttosto decisa.
Non vogliamo urtare la sensibilità di nessuno con questo articolo, anzi.

Il nostro compito era (ed è sempre) quello di scuotere l’animo di te che stai leggendo per portarti a riflettere.

Cominciamo quindi con il dirti questo: entrare nel mondo scuola non è per nulla semplice.
Noi questo lo sappiamo. Sappiamo che è un argomento molto delicato, soprattutto per tutti quei docenti o aspiranti che hanno provato per anni ad imboccare la via dell’insegnamento, senza mai riuscire ad entrare dalla porta d’accesso principale.

Le assunzioni scuola sono solitamente condizionate da diversi fattori, che riguardano:

  • Decreti e riforme in continuo cambiamento (ad esempio, la nuova riforma che il Ministro Bianchi vuole introdurre, che consta nell’acquisizione di 60 CFU universitari);
  • le convocazioni da Messa a Disposizione, con le quali non sempre si riescono ad ottenere incarichi, dal momento che sono molti i docenti a candidarsi;
  • le convocazioni da graduatorie, all’interno delle quali però non è possibile iscriversi tutti gli anni;
  • inoltre, bisogna considerare questo fatto: più farai fatica ad ottenere incarichi di supplenza, minore sarà la tua possibilità di maturare punteggio per le graduatorie.

Capiamo perfettamente tutte le difficoltà che gli aspiranti docenti si trovano ad affrontare nel corso del tempo:

  • anni di lavoro precariato e sottopagato;
  • milioni di responsabilità lavorative, che sembrano essere sminuite non solo dal misero stipendio recepito, ma anche dal sistema scolastico, che non fa nulla per incoraggiare i futuri docenti nel consentire loro un ingresso nel mondo scuola in tempi quantomeno decenti.

Ci fermiamo qui, perché la lista delle difficoltà che un docente incontra lungo la strada per diventarlo rischia di essere infinita.

Il problema principale, però, rimane questo: il sistema scolastico, purtroppo, non ti aiuta, non ti alleggerisce il cammino. Questo è il motivo per il quale ci vogliono anni e anni di supplenze e lavoro precario affinché un docente riesca finalmente a vincere un concorso (quando, e se, se ne presenta uno) ed ottenere finalmente una cattedra.

Il sistema scolastico ha le sue pecche.
Però…
Come dovresti ben sapere, quando ci si trova a vivere una situazione molto scomoda, le responsabilità non appartengono mai soltanto alla persona (o al sistema) che crea queste difficoltà.
Ma appartengono anche a chi decide di sottostare a quella determinata situazione, senza muovere un dito o, perlomeno, senza crearsi delle alternative.

D’altronde, quello che conta sempre è raggiungere il proprio obiettivo.
E per raggiungere un obiettivo bisogna prendere le situazioni di petto e affrontarle al meglio delle proprie capacità.

Diventare insegnante: sei sicuro di aver fatto tutto quello che potevi?

Quando parliamo di alternative, ci riferiamo a soluzioni ben precise di percorsi alternativi.
Percorsi che non riguardano l’aspettare, in silenzio, che esca un concorso scuola, ad esempio.
Oppure, il rimanere fermo, in balia dei decreti o di qualsivoglia cambiamento, senza formarsi e senza fare assolutamente nulla per arricchire il proprio curriculum come docente.

Queste non sono alternative, queste sono scusanti.
Scuse e alibi che tu hai per rimanere lì in attesa e dare la colpa ad altri di questi errori.

Per renderti più chiara l’idea di quali sono i percorsi alternativi e di che cosa potresti fare effettivamente per ottenere incarichi di supplenza (ed è questo lo scopo dell’articolo: darti un valore aggiunto del quale tu possa usufruire), ti poniamo questa domanda, per indurti a riflettere.

Quanto è forte la tua motivazione ad entrare nel mondo scuola?

Vuoi davvero diventare un insegnante o lo fai perché non hai alternative a questo?

È molto importante per noi che tu rifletta attentamente su questa domanda.
Quindi, prenditi due secondi di tempo e pensaci.
Perché dalla risposta che tu darai a te stesso dipende gran parte del percorso che tu hai fatto fino ad ora (e che farai in futuro) come docente.

assunzioni scuola

L’insegnamento non è un lavoro di ripiego

Ci spieghiamo meglio.
Lavorare come insegnante non è un ripiego. Non è un passatempo.
Se diventerai davvero insegnante, tu ti ritroverai ad essere responsabile dell’intero processo di insegnamento e apprendimento dei tuoi alunni. Sarai responsabile non solo di loro in quanto minorenni, ma anche della loro istruzione: considerando il fatto che dall’istruzione di un alunno dipende gran parte del suo futuro.

Non solo: il lavoro come docente comporta il gestire una classe, questo lo sai. Però quello che non tutti sanno è che tutto questo comporta una serie di fattori: stress, esaurimento di pazienza, gestione di altre persone all’infuori di te. In questo caso: bambini, oppure ragazzi, giovanissimi o meno.

Tutto questo per dirti quanto segue: devi essere veramente motivato per diventare insegnante.

Se non lo sei, non puoi dare la colpa al sistema scolastico, per quanto sia confusionario e colpevole di non alleggerirti il percorso.

Se non sei motivato, non puoi pensare di riuscire davvero ad entrare nel mondo scuola in tempi brevi.

Perché riuscire a diventare insegnante nel breve tempo comporta dei sacrifici che una persona deve essere disposto a fare.

Ti facciamo un esempio concreto: il prossimo aggiornamento graduatorie.
Tu sai che, indicativamente, le graduatorie scuola riapriranno nell’estate 2022.
Dovresti anche sapere che queste graduatorie saranno valide per due anni. Questo significa che il prossimo aggiornamento si verificherà nel 2024.

Altra cosa importante che dovresti sapere: considerando le liste infinite di docenti iscritti in graduatoria (soprattutto sulle province più grandi) l’unica cosa che puoi fare per guadagnarti qualche chance di una convocazione è quella di aumentare il tuo punteggio.

Questo perché, se hai un punteggio basso adesso e ti iscrivi in questo aggiornamento graduatorie, non verrai mai convocato.
Questo significa una cosa soltanto: rimanere fermo per altri due anni, senza lavorare.

Questo punto per te deve essere molto chiaro.
Se attualmente hai un punteggio basso in graduatoria, tu non verrai mai convocato per insegnare.

Ma, ovviamente, a questo c’è una soluzione: affidarti a dei professionisti che prendano visione del percorso che hai fatto fino ad ora e possano consigliarti quali passi devi ancora compiere per raggiungere la meta.

Scopri InCattedra

Assunzioni scuola: quali sacrifici sei disposto a fare?

Un’altra cosa che devi considerare se vuoi avere un futuro come docente: devi essere disposto a fare sacrifici.
Devi essere disposto a considerare anche l’ipotesi di un trasferimento.
Non è certo una novità: d’altronde, molti altri docenti si sono trasferiti per poter ottenere incarichi e maturare punteggio.

La novità, in questo caso, è questa: noi siamo perfettamente in grado di dirti con esattezza qual è il tuo punteggio attuale sulle provincia nella quale sei iscritto e quale punteggio avresti se ti iscrivessi in altre province.

In breve: possiamo vedere su quali province potresti aumentare il tuo punteggio.

Possiamo vederlo perché abbiamo ideato un software, YourPlace, che ci consente di incrociare le graduatorie nazionali e vedere con chiarezza la tua posizione attuale in graduatoria e quella futura, su 6 province diverse che sceglierai tu.

Scopri InCattedra

Che tu sia un docente già iscritto in graduatoria o che tu debba ancora iscriverti, non è questo il punto.
Il punto è che tu devi mirare ad aumentare assolutamente il tuo punteggio in vista di quest’estate.

E hai un solo modo per farlo: affidarti al protocollo InCattedra.
Solo con InCattedra tu avrai un consulente che ti accompagnerà per una consulenza telefonica personalizzata di un’ora, seguendo passo a passo il percorso che tu hai svolto fino ad ora come docente e quello che ancora dovrai svolgere.

Durante la consulenza sarà il consulente stesso a mostrarti in un report dettagliato quali sono i passi che devi ancora compiere per aumentare il tuo punteggio e quali sono le 6 migliori province dove potrai avere un punteggio più alto.

Stiamo parlando di un servizio innovativo, che ti permette di fare un percorso.
Ovviamente, come tutti i percorsi, anche questo ha una durata.

Parliamo di corsi che prevedono mesi di preparazione e tempo: dal momento che le graduatorie riapriranno tra qualche mese, devi muoverti subito se vuoi ottenere delle possibilità in più.

Ed ecco un’ultima cosa che vogliamo comunicarti.

Tu sai che cosa distingue i clienti che si sono affidati a noi e hanno attivato InCattedra, rispetto a quelli che non l’hanno fatto?

La motivazione.
La forte motivazione che avevano nel voler diventare insegnanti.
La motivazione li ha spinti a cercarci, ad essere disposti a fare dei sacrifici (ad esempio: scegliere una provincia lontana, che conferisse loro maggiore punteggio).
La motivazione li ha condotti a cercare delle soluzioni.

Non hanno continuato a lamentarsi senza fare nulla per cambiare il loro percorso.
Hanno fatto dei sacrifici.
Hanno investito su loro stessi.

Anche tu sei una persona motivata?
Vuoi davvero diventare insegnante?

Se sei un docente e hai una Laurea magistrale, allora questo è il percorso che fa per te!

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Photo credit: Pexels.

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Martina Vaggi

Classe 1991, copywriter e scrittrice. Nata a Sale, un paesino in provincia di Alessandria. Scrive dall’età di 10 anni. Nel 2015 si laurea in Lettere Moderne presso l’università di Pavia. Nel 2020 pubblica il suo primo libro "Il diario del silenzio - Storie reali di quarantena" che descrive il processo di cambiamento della vita di 40 persone ai tempi del Covid. Nel 2022 si trasferisce a San Marino per lavorare come copywriter per Docenti.it